Medicine complementari e alternative

Medicine alternative: i possibili rischi di reazioni avverse

Di Irma Levanti
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19 Febbraio 2019
I dati del sistema italiano di fitovigilanza dell'Istituto superiore di sanità confermano: anche integratori alimentari, omeopatici ed erbe possono essere associati a reazioni avverse in bambini e ragazzi. Soprattutto se contengono più componenti e se usati in associazione a farmaci tradizionali.
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Integratori alimentari, erbe, prodotti omeopatici

: sono tutti esempi di medicine complementari e alternative utilizzate anche per i bambini. Nella convinzione che, essendo “naturali”, non possano fare male. In realtà non è sempre così, come mostrano i dati delle segnalazioni relative a sospette reazioni avverse a prodotti di questo tipo appena pubblicati dal Sistema italiano di fitovigilanza dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Centro di riferimento regionale in fitoterapia dell'Università di Firenze.

 

Tra il 2002 e il 2018 il Sistema ha ricevuto 206 segnalazioni di sospette reazioni avverse per bambini e ragazzi fino a 18 anni d'età, di cui 69 considerate grav: tra queste, 59 hanno comportato il ricovero in ospedale del bambino. La certezza di un rapporto causa-effetto tra un prodotto di medicina alternativa e una reazione avversa è stata ben documentata in 24 casi, mentre in altri 89 questo rapporto è stato considerato probabile o possibile. Nella grande maggioranza dei casi restanti è stato impossibile stabilire se effettivamente la reazione avversa sia stata provocata dall'assunzione di un medicinale alternativo.

 

Le reazioni più comuni hanno riguardato pelle e tessuto sottocutaneo (nel 40% dei casi), e a seguire disturbi gastrointestinali. E ancora: la maggior parte delle reazioni ha riguardato piccoli pazienti trattati con una sola medicina complementare e alternativa, per lo più integratori alimentari.

 

L'insorgenza di reazioni gravi è risultata maggiore nei bambini esposti a farmaci omeopatici, al trattamento combinato tra medicine complementari e farmaci tradizionali o a medicinali complementari contenenti un mix di due o più componenti diverse. Tra i farmaci tradizionali usati in associazione, i più rappresentati sono stati antibiotici, prodotti per tosse, raffreddore o asma, analgesici o antipiretici, antinfiammatori non steroidei.Questa combinazione rende più complicato stabilire da cosa dipenda esattamente un'eventuale reazione avversa.

 

E ancora, gli autori dello  studio ricordano che spesso i prodotti di medicina complementare e alternativa sono somministrati ai bambini in modalità “fai da te”, senza ricorrere alla consulenza di un medico, e addirittura senza informare il curante (pediatra di libera scelta o, per i più grandi, medici di medicina generale) di che cosa il bambino o il ragazzi stia effettivamente assumendo.

 

Un ulteriore rischio del ricorso a questo tipo di prodotti è quello di abbandonare, a loro favore, terapie tradizionali di provata efficacia: una decisione che potrebbe avere conseguenze molto gravi per la salute, tra le quali addirittura la morte. Casi di questo tipo non sono stati documentati nel campione preso in esame, ma sono effettivamente documentati in letteratura e coinvolgono in genere l'omeopatia.

 

La conclusione, insomma, è che non necessariamente un omeopatico, un fitoterapico, un integratore alimentare è per forza sicuro. Anche con questi prodotti possono verificarsi effetti collaterali, in alcuni casi anche gravi. Per questo non vanno utilizzati in modalità fai da te, e va sempre informato il medico del loro uso.