Scuola

Meno compiti per le vacanze di Natale. La circolare del Ministro Bussetti

Di Sara De Giorgi
compitinatale
12 Dicembre 2018
Il ministro Bussetti ha annunciato una circolare che invita i professori delle scuole ad assegnare meno compiti agli studenti per le vacanze di Natale. Non mancano però numerose critiche alle affermazioni del Ministro dell'Istruzione.
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La polemica circa la quantità esagerata di compiti assegnati agli studenti italiani per le festività giunge puntuale ogni anno poco prima della chiusura prenatalizia delle scuole. E quest'anno è una circolare del Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti a suggerire la diminuzione dei compiti.

 

«Vorrei sensibilizzare il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie», ha affermato Bussetti, incontrando il Garante per l’infanzia. 

 

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Inoltre, intervistato da Radio1, il Ministro ha spiegato che durante le feste i ragazzi devono poter anche rilassarsi e ritrovare i «piaceri della vita familiare e degli amici» e ha detto anche che, al posto di fare i compiti, potrebbero dedicarsi alla «lettura, ma anche fare movimento, dedicarsi ai propri hobby e andare a vedere delle mostre».

 

 

Meno compiti durante le feste oppure no?

 

Non mancano le critiche all'affermazione di Bussetti, provenienti da vari enti e parti politiche. Anna Ascani del Partito Democratico afferma: «Non mettono un euro su edilizia scolastica, nuove competenze, orientamento, formazione degli insegnanti. Tagliano sull’alternanza scuola-lavoro. Ma in compenso fanno la circolare per diminuire i compiti per le vacanze. Questo governo vuole male alla scuola. Quindi al Paese tutto».

 

Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief (Associazione Sindacale Professionale), ha detto:  «Il Ministro farebbe bene a risolvere i problemi della scuola a partire dal precariato e dalla continuità didattica, dal rispetto per una professione che sembra non avere più il diritto di assegnare dei compiti per esercitare e valutare i suoi studenti, senza parlare della libertà di insegnamento che vede un’ingerenza dal forte sapore di propaganda politica che fatta da un dirigente scolastico, ex provveditore, suona pure amara».