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Messico: nato il primo bimbo da "tre genitori"

piedinobimbo
28 Settembre 2016 | Aggiornato il 09 Gennaio 2017
Ha cinque mesi, è un maschietto e porta il Dna di tre persone. È il primo bambino nato grazie a una nuova tecniche che permette di evitare la trasmissione ai figli di malattie genetiche (in questo caso la sindrome di Leigh, che colpisce il sistema nervoso in via di sviluppo). La notizia è stata data dal settimanale britannico New Scientist.
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Ha tre tipi di Dna nel suo corpo: due provenienti dai suoi genitori e uno da una donatrice. È un maschietto ed è venuto alla luce in Messico il 6 aprile 2016: il primo bimbo concepito grazie a una nuova tecnica

 

Questo bimbo è stato concepito grazie a una nuova tecnica che unisce il Dna di tre persone e che permette a chi ha un tipo particolare di mutazioni genetiche - quelle legate al Dna di organelli specifici della cellula chiamati mitocondri - di avere bimbi sani. Nella Ue è stata riconosciuta solo nel Regno Unito per ora. A dare la notizia è il New Scientist, settimanale britannico che rivela che l'intervento è stato fatto da una coppia della Giordania.

 

La donna era portatrice sana della sindrome di Leigh, malattia che colpisce il sistema nervoso in via di sviluppo. In passato aveva già visto morire due figli a causa di questa patologia e per questo ha richiesto l'aiuto di John Zhang e del suo team del New Hope Fertility Center di New York City. 

 

I diversi Dna del nostro corpo


Tutti noi possediamo due tipi di Dna: quello principale è il Dna contenuto nei cromosomi, responsabile di tutte le nostre caratteristiche genetiche ed ereditato per metà dalla mamma e per metà dal papà.

Oltre a questo, però, c'è anche il Dna dei mitocondri, organelli cellulari deputati alla produzione di energia (in pratica, le centrali energetiche della cellula). Questo Dna comprende una manciata di geni (37, contro i 20-22 mila del Dna dei cromosomi) coinvolti esclusivamente nei meccanismi di produzione energetica: non partecipa alla definizione delle nostre caratteristiche (colore degli occhi o dei capelli, forma del naso e così via) ma è comunque importante, perché alterazioni nella sua sequenza possono provocare malattie anche molto gravi, chiamate appunto malattie mitocondriali.

Il Dna mitocondriale è ereditato solo dalla mamma, perché è la cellula uovo a fornire i primi mitocondri all'embrione. Quelli del papà vanno invece persi, perché sono contenuti nella coda dello spermatozoo, che al momento della fecondazione rimane fuori dalla cellula uovo. Quindi, se il DNA mitocondriale della mamma presenta delle alterazioni, queste passano ai figli.

 

Spindle nuclear transfer, trasferimento di nuclei

Poiché la mamma in questione era proprio portatrice di una malattia mitocondriale, la coppia in questione ha deciso di tentare la via di questa nuova tecnica, che di fatto permette la sostituzione di mitocondri: una particolare procedure di procreazione assistita che permette di creare embrioni con mitocondri sani. In particolare, è stato utilizzato un approcchio chiamato spindle nuclear transfer, cioè trasferimento di nuclei. In pratica, da un ovocita materno è stato prelevato il nucleo (contenente tutte le informazioni genetiche più importanti e caratterizzanti), che è stato poi inserito in un ovocita donato, a sua volta privato del nucleo. A differenza di quello materno, l'ovocita donato conteneva mitocondri sani. La cellula risultante è stata poi fecondata con lo sperma del padre.

 

Utilizzando questo metodo sono stati creati 5 embrioni e solo uno di questi si è sviluppato normalmente ed è stato trasferito nell'utero della mamma. L'embrione con il patrimonio genetico di tre genitori si è impiantato nell'utero ed è nato sano.

 

Il team di Zhang ha operato in Messico dato che il metodo non è riconosciuto negli Usa.

 

Due donne, un uomo e un bimbo


Da vent'anni una coppia giordana sta cercando di avere un figlio. Dopo dieci anni di matrimonio e quattro aborti naturali, nel 2005 nasce la prima figlia. A quel punto, la scoperta: i problemi di fertilità sono causati da una mutazione genetica nei mitocondri della madre. La figlia nasce con la sindrome di Leigh e muore a sei anni. Anche il secondo figlio della coppia ha la stessa patologia e vive per solo otto mesi.

Usando la metodologia del "figlio con tre genitori" la coppia è riuscita ad avere un bimbo che per ora non ha segni della malattia. Il piccolo è nato il 6 aprile 2016.

Fonti: Ansa; New Scientist