Scuola Svizzera

Milano, bufera sulla Scuola Svizzera che sconsiglia l'iscrizione a dislessici e ragazzi a mobilità ridotta

Di Niccolò De Rosa
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31 Luglio 2017 | Aggiornato il 01 Agosto 2017
Nel regolamento dell'istituto si avvisa specificamente la poca accessibilità della scuola per persone affette da handicap o disturbi dell'apprendimento. Indignazione da parte del sindaco Sala: "È il contrario ai valori d'inclusione che vogliamo per Milano". Immediata la rettifica della Scuola
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La Scuola Svizzera di Milano non è per tutti. Ed è lo stesso a dichiararlo, nero su bianco, nel proprio regolamento scolastico.

 

«Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue - si legge - non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali. In caso di disturbi di lieve entità gli allievi vengono aiutati da gli insegnanti a progredire, ma devono comunque soddisfare i regolari criteri di promozione. Eventuali costi derivanti da conseguenti lezioni supplementari, assistenza psicologica o fisica saranno a carico dei genitori. Essendo l’edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una Scuola adatta a studenti con gravi handicap motori».

Con questo passaggio, l'istituto di Via Appiani ha voluto informare con cruda sincerità i criteri di valutazione e le alte aspettative nei confronti degli studenti, ma il messaggio non è andato giù a molti, in primis al sindaco di Milano Beppe Sala, il quale si è affidato ad un post su Facebook per esternare tutta la sua indignazione:

 

«Tutto questo è inaccettabile. È l'esatto contrario del modello inclusivo di scuola che è previsto in Italia. Questa non è la Milano che vogliamo».

 

Immediata la contromisura dell'istituto, il quale, anche in seguito all'interessamento delle autorità svizzere, ha subito cancellato il passaggio incriminato e vaglierà una rettifica del Regolamento all'inizio del nuovo anno scolastico.

 

La lettera della Ledha

In merito alla questione si è espressa anche la Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità:

«Ai nostri occhi, i vostri timori e le vostre preoccupazioni appaiono curiose e strane - si legge nella lettera aperta indirizzata alla Scuola Svizzera - Forse siete solo ansiosi avete (ancora!?) paura che i vostri ragazzi venendo a contatto con altri tipi di difficoltà, con modo differenti di comunicare rispetto ai loro “rimangano indietro” nella dura sfida globale mondiale. State tranquilli: i vostri sono solo pregiudizi dettati dalla non conoscenza».