Salute

"Mirrorable", la piattaforma digitale per la riabilitazione dei bimbi colpiti da ictus

Di Valentina Murelli
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22 Luglio 2016
Una nuova terapia di riabilitazione basata sul meccanismo dei neuroni specchio. L'hanno messa a punto i genitori di Mario, bambino colpito da ictus perinatale, fondatori dell'associazione Fight The Stroke. E ora è pronto a partire un primo studio pilota sul metodo.

 
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Dovrebbe partire in autunno il primo studio pilota su una nuova terapia di riabilitazione per bambini colpiti da ictus: una terapia innovativa basata sul meccanismo dei neuroni specchio, da fare a casa, davanti alla tv, ma in connessione con altri bambini di tutto il mondo.

 

Si chiama Mirrorable e nasce dall'impegno dell'associazione Fight The Stroke, fondata nel 2014 da Francesca Fedeli e Roberto D'Angelo, tenaci genitori di Mario, un bimbo colpito da un ictus perinatale diagnosticato 10 giorni dopo la nascita, che intorno al progetto hanno raccolto alcune delle migliori realtà scientifiche e cliniche del nostro paese.

 

L'idea


"Subito dopo aver ricevuto la diagnosi di ictus perinatale ci siamo messi alla ricerca di informazioni e abbiamo scoperto che non c'era molto a disposizione" racconta Francesca . "Sul fronte della riabilitazione, la proposta si basava per lo più su metodi un po' passivi di fisioterapia, dai quali la famiglia era sostanzialmente esclusa".

 

Durante le loro ricerche, però, mamma e papà, si imbattono presto in un tema innovativo e affascinante, che sembra porsi anche come una nuova possibile frontiera della riabilitazione in caso di ictus o altri problemi neurologici: i neuroni specchio. Sono neuroni che si attivano non solo quando un individuo compie un'azione, ma anche quando osserva un'altro individuo compiere la stessa azione e li hanno scoperti negli anni novanta alcuni ricercatori dell'Università di Parma, guidati dal professor Giacomo Rizzolatti.

 

"L'idea - spiega Francesca - a questo punto era semplice: mettere a punto uno strumento che permettesse ai bambini con disabilità motorie dovuta a un ictus di recuperare parte delle loro funzioni grazie al meccanismo dei neuroni specchio, cioè osservando video in cui altri bambini compiono azioni particolari". Ci è voluto un po' di tempo per realizzare un primo prototipo ma ora l'idea è realtà, ed è pronta ad essere testata.

 

Francesca fedeli e Roberto D'Angelo con il piccolo Mario | Andrea Ruggeri / Fight The Stroke

 

Come funziona Mirrorable


"Mirrorable è una piattaforma di videoriabilitazione da utilizzare in ambiente domestico: bastano una tv, una consolle Xbox con Kinect e una connessione web con collegamento a Skype" spiega la mamma di Mario.

 

La sessione di riabilitazione dura circa 45 minuti e comincia con l'osservazione di un video in cui un attore bambino compie gli esercizi sui quali si deve esercitare il bambino "paziente": sono esercizi classici che consistono nel raggiungere un oggetto posto a distanza, nell'afferrarlo, nel girare la mano con il palmo verso l'alto. "La differenza rispetto agli esercizi fatti durante una seduta di fisioterapia è che non sono proposti in modo un po' ripetitivo, ma inseriti in una trama giocosa e divertente: un'attività in cucina, un esperimento di magia, un gioco musicale e così via" chiarisce Francesca.

 

Terminato il video, è il momento per il bambino di esercitarsi. Potrebbe farlo da solo, ma il bello della piattaforma è la possibilità di metterlo in contatto con un altro bambino che debba fare la stessa cosa, in qualunque parte del mondo esso si trovi. "Sappiamo che il peer learning, l'apprendimento tra pari, funziona meglio di quello impartito da un docente, e la stessa cosa accade nell'ambito della riabilitazione". Insomma, l'esercizio diventa più efficace se lo si fa insieme a un 'pari', cioè a un altro bambino, invece che con un operatore sanitario.

 

È la piattaforma stessa a stabilire le coppie di bambini che devono lavorare insieme, a seconda delle varie esigenze. "Quello che si cerca di fare è di abbinare bambini con caratteristiche simili, di cui uno sia però un pochino più grande e un pochino più avanti nel percorso di riabilitazione, in modo che possa spiegare all'altro quali sono gli strategemmi migliori per riuscire nell'esercizio".

 

E se i bambini parlano lingue diverse? "Nessun problema, abbiamo testato Skype Translator, lo strumento traduzione di Skype, e funziona" dichiara Francesca.

 

Non è tutto: grazie alla console Kinect, che può registrare i movimenti eseguiti dal bambino, si può raccogliere una miriade di dati che i ricercatori potranno utilizzare per studi funzionali successivi.

 

I prossimi passi


A questo punto tutto è pronto, non resta che cominciare una sperimentazione vera e propria del sistema. Che partirà in autunno, con uno studio pilota che coinvolgerà una ventina di famiglie e che dovrebbe allargarsi nel prossimo anno. Per la parte scientifica e clinica del progetto, Fight The Stroke si è affidata a una collaborazione con l'équipe di Giacomo Rizzolatti, insieme ad un Board of Fighters che comprende strutture cliniche sul territorio tra cui il Policlinico di Milano, l’Istituto Stella Maris di Pisa e il Gaslini di Genova.

 

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