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Mondo sempre più miope: colpa della vita al chiuso e del pc. I consigli per i bimbi

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22 Febbraio 2016
Fare più attività all'aperto, moderare l'uso di tv, console e smartphone, controllare la vista dei bambini regolarmente: questi i consigli ai genitori dello Brien Holden Vision Institute, che ha pubblicato uno studio sulla miopia nel mondo. "Noi prevediamo che entro il 2050 ci saranno nel mondo 4,8 miliardi di persone con miopia, il 49,8% della popolazione".
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Un mondo sempre più con gli occhiali. Un destino ormai vicino dovuto allo stile di vita moderno: sedentario, con pochi momenti all'aria aperta e sempre più davanti a tablet, smartphone e pc. Un aspetto che riguarda anche i bambini.

 

"Noi prevediamo che entro il 2050 ci saranno nel mondo 4,8 miliardi di persone con miopia, il 49,8% della popolazione, e 938 milioni con la forma grave". Questo l'allarme lanciato dalla Brien Holden Vision Institute, organizzazione no-profit con sede in Australia. In uno studio pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Ophtalmology i ricercatori hanno condiviso i dati allarmanti sulla miopia nel mondo:

  • entro il 2015 nel mondo ci saranno 5 miliardi di miopi
  • di questi, uno su dieci rischia la cecità
Ai genitori i ricercatori consigliano di controllare la vista con regolarità, aumentare le attività da fare all'aperto e moderare il tempo e le attività al chiuso, incluse le attività su device elettronici.

 

Tra le cause del peggioramento delle miopie?

 

La sedentarietà e la tecnologia tra le cause. "A determinare il fenomeno - scrivono gli autori - saranno soprattutto fattori ambientali, principalmente cambiamenti di stile di vita, che risultano da una combinazione di un minore tempo speso all'aperto e di un aumento delle attività lavorative indoor e 'a corto raggio', che comprendono ad esempio la lettura e l'uso di computer, tra gli altri fattori".

 

In Asia la previsione peggiore

 

La percentuale di miopi sarà molto alta soprattutto in Asia, dove si supererà  il 60%. Ma anche in Europa occidentale (56,2%).

 

Fonti:  brienholdenvision.org e aaojournal.org