Malattie infettive e vaccinazioni

Morbillo: nella prima metà del 2019 è ancora emergenza

Di Valentina Murelli
morbillo
14 Agosto 2019
Nel mondo triplicati i casi rispetto ai primi sei mesi dell'anno scorso: mai così tanti dal 2006. In Italia registrati ancora 1334 casi, la grande maggioranza dei quali non vaccinata.
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Solo nel mese di giugno, sono stati 214 i casi di morbillo in Italia: poco meno che in Bulgaria (236 casi) e circa la metà che in Francia (469 casi). Lo dicono i dati dell'ultimo Rapporto europeo sulla sorveglianza del morbillo, riferiti appunto a giugno 2019, sottolineando che in questo mese in Europa si sono contati in tutto 1433 casi: un numero in diminuzione rispetto ai due mesi precedenti, ma ancora significativo.

 

Che ci sia poco da stare tranquilli lo confermano anche i dati appena rilasciati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo i quali nei primi sei mesi dell'anno ci sono stati in tutta la regione europea (che comprende anche Russia, Israele e Turchia) 90 mila casi di morbillo, un numero più elevato di quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno (84462) e il più alto dell'ultimo decennio. L'allarme dell'Oms d'altra parte riguarda tutto il pianeta: “Epidemie di morbillo continuano a scoppiare il tutto il mondo, mettendo a rischio milioni di persone a livello globale”, si legge in comunicato rilasciato il 12 agosto scorso.

 

In particolare, l'Oms sottolinea che i casi segnalati nei primi sei mesi dell'anno sono triplicati rispetto ai primi sei mesi del 2018, e che sono i più alti in assoluto a partire dal 2006, “con focolai che mettono a dura prova i sistemi sanitari e provocano gravi malattie, disabilità e decessi in molte parti del mondo”. Tra i paesi più colpiti: Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Ucraina, ma anche Angola, Camerun, Kazakistan, Filippine, Tailandia. Mentre gli Stati Uniti hanno registrato il maggior numero di casi negli ultimi 25 anni.

 

In Italia, i dati dell'Istituto superiore di sanità riferiscono per i primi sei mesi dell'anno 1334 casi di morbillo, diffusi in tutte le regioni – Lazio in testa – con la sola eccezione della Basilicata. I più colpiti sono stati giovani e adulti, ma sono stati segnalati 142 casi in bambini sotto i cinque anni, di cui 51 in bimbi con meno di un anno d'età. Circa una persona colpita su tre ha sviluppato delle complicazioni (diarrea, epatite e congiuntivite le più frequenti, ma ci sono anche stati rari casi di polmonite, otite ed encefalite) e un adulto di 45 anni, con altre malattie concomitanti, è deceduto per complicazioni respiratorie del morbillo.

 

La grande maggioranza dei casi – 87% - non era vaccinata, a conferma di quanto sia importante il vaccino per la prevenzione della malattia. Ricordiamo che la vaccinazione contro il morbillo è una di quelle obbligatorie per legge, che servono due dosi di vaccino per ottenere la massima protezione possibile (il calendario vaccinale prevede la somministrazione della prima dose a 12-15 mesi e quella della seconda verso 5-6 anni) e che è molto importante che adolescenti, giovani e adulti verifichino la loro copertura vaccinale. Può darsi, infatti, che non siano stati vaccinati (perché quando erano piccoli non lo si faceva) o che lo siano stati una volta soltanto.

 

L'Oms, infine, raccomanda a tutte le persone sopra i sei mesi di essere protette dal morbillo prima di recarsi in un'area in cui circola il virus. Chiunque non sia sicuro del proprio stato di vaccinazione dovrebbe consultare il proprio medico. “I viaggiatori - conclude l'Oms - devono essere vaccinati almeno 15 giorni prima della partenza".