Malattie infettive e vaccinazioni

Morbillo: la situazione in Italia e in Europa

Di Irma Levanti
morbillo
23 Novembre 2018
Nel 2017 i casi di morbillo in Europa sono stati tre volte più alti che durante l'anno precedente. I dati del rapporto Ocse sullo stato di salute del continente, più un commento del commissario Ue alla salute
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Con 8,9 casi ogni 100 mila abitanti nel 2017, l'Italia si conferma uno tra i paesi europei più colpiti dal morbillo. Peggio solo la Grecia e la Romania, rispettivamente con 9 e 28,4 casi ogni 100 mila abitanti. La media Europea è di 2,2 casi per 100 mila abitanti, ma diversi paesi – Gran Bretagna, paesi scandinavi, Spagna e altri, tutti caratterizzati da elevate coperture per la vaccinazione contro il morbillo - ne hanno segnalato meno di uno ogni 200 mila.

 

Sono i dati del rapporto sullo stato di salute del continente europeo rilasciato ieri dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Che fa anche sapere che da maggio 2017 a maggio 2018 sono stati  13475 i casi di morbillo riferiti al sistema di sorveglianza europeo da 30 Paesi della regione. Ben 8500 casi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

 

Insieme ai dati, il documento Ocse ricorda l'importanza della vaccinazione contro il morbillo per bloccare la diffusione della malattia: non a caso, i paesi con meno casi sono proprio quelli con le coperture vaccinali più elevate. “La vaccinazione contro il morbillo è altamente efficace e la grande maggioranza delle persone che lo hanno contratto non era vaccinata” sottolinea il rapporto.

 

Circa il 45% dei casi si è verificato in ragazzi oltre i 15 anni e adulti, ma molti casi hanno riguardato bambini più piccoli di un anno, che non possono ancora essere vaccinati (in Italia la prima di trivalente contro morbillo-parotite-rosolia o tetravalente contro morbillo-parotite-rosolia-varicella è prevista tra i 13 e i 15 mesi). “In genere, i bambini sotto l'anno non ancora vaccinati sono protetti dal morbillo quando almeno il 95% della popolazione generale ha ricevuto un ciclo completo di vaccinazioni, con due dosi”.

 

Secondo quanto riferito dall'Ansa, proprio sulla questione delle coperture vaccinali è intervenuto il commissario dell'Unione europea alla salute, Vytenis Andriukaitis, invitando Italia e altri stati membri a porsi una semplice domanda: “Volete affidarvi alle fake news e a teorie fuorvianti o siete pronti a salvare le vite dei bambini?”.

 

 

Per il lituano Andriukaitis “è assolutamente inutile avere solo dibattiti, dibattiti e dibattiti, abbiamo bisogno di azioni”. Il riferimento è in particolare alla discussione, definita “artificiale” tra obbligo vaccinale e vaccinazioni volontarie. “'Si può usare una combinazione tra le due cose, non sono in contraddizione ma complementari” perché ”la questione principale è la copertura”. Il punto, però, è che “spetta agli immunologi, ai medici e agli scienziati e non ai politici decidere quale metodo sia il migliore”.

 

Il commissario ha anche ricordato la disponibilità della Commissione ad aiutare l'Italia a raggiungere un livello elevato di copertura vaccinale. “È questo il segnale che va dato ai genitori italiani, alla società italiana, al parlamento italiano per raggiungere l'obiettivo comune di un'Europa libera da morbillo entro il 2020 come stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità”.