Chat di gruppo

8 validi motivi per cui la chat dei genitori è il male assoluto

Di Niccolò De Rosa
whatsapp
31 Gennaio 2017
L'idea di partecipare alla vita di classe dei propri figli è buona, ma le conseguenze possono essere davvero fastidiose. Ecco alcune (scherzose) ragioni per lasciare immediatamente la chat del gruppo genitori!
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La comunicazione nell'era di Whatsapp è decisamente più semplice ed efficace, poiché permette in tempo reale l'invio e la ricezione di messaggi anche tra più utenti, nelle ormai famose chat di gruppo.

 

Il problema è che, come dopo ogni novità, ci si è fatti un po' prendere la mano, e i gruppi hanno iniziato a prolifelare come conigli durante la stagione dell'accoppiamento: "Gruppo Ufficio", "Gruppo Cugini", "Quelli dello yoga", "Gruppo regalo Zia carla".

 

In questa bulimia di socialità forzosa però, nulla è paragonabile al gruppo peggiore di tutti, il Grande Satana di Whatsapp: la chat di classe per i genitori.

 

Nata con il nobile scopo di coinvolgere ed informare i genitori sulle attività scolastiche dei propri figli, nel 99% dei casi, questa chat si è trasformata nel più perverso concentrato di negatività dalla nascita delle Fashion Blogger. Ecco perché

 

1) Chattomania

Tutti gentori della classe di tuo figlio sono avvocati, ingegneri, astronauti o simili. Ma allora dove diavolo trovano il tempo di scrivere così tanto??

Non guardare lo smartphone per 15 minuti equivale a trovarsi 347 notifiche che subito ti fanno temere per il crollo del tetto della scuola. Invece erano i commenti ad una foto di gattini particolarmente tenera.

2) Gli spam

Foto di cuccioli, foto di buongiorno, foto di buongiorno con i cuccioli, barzellette, barzellette brutte, barzellette vecchie, inviti a eventi improbabili, proteste contro il Governo, pettegolezzi sulla bidella che assomiglia in modo preoccupante ad un'evasa di fine anni Novanta: tutti i gruppi Whatsapp iniziano con la regola «Niente Spam», ma è un decorso naturale e inarrestabile. Non si può sfuggire allo Spam seriale

3) L'oratore

Ogni gruppo ne ha uno. Bisogna portare la carta igienica in classe? Nota vocale di 13 minuti dove si spiega con dovizia di particolari il processo di disboscamento dietro la produzione di carta, le ragioni etiche per scegliere questa o quella marca e le motivazioni alla base della sua rinuncia a partecipare ad un tale scempio ecologico.

Alla fine, per evitare che i piccoli si puliscano con le foglie del ficus rinsecchito nel corridoio, qualcun altro provvederà.

4) Sobbalzi notturni

Quasi tutti ormai tengono accesi i propri dispositivi mobili anche durante la notte. «Basta mettere la vibrazione», il pensiero più comune. Non se si fa parte di una chat di classe.

Nel cuore della notte i vostri sogni verranno bruscamente interrotti da vibrazioni al settimo grado della Scala Richter. Qualcuno sta male? Ci sono i ladri in casa? No, una mamma nottambula chiede semplicemente se il giorno dopo qualcuno può prendere anche sua figlia perché lei ha un appuntamento dall'estetista.

Fastidioso, però esplorerete forme di imprecazione che non pensavate potessero esistere!

5) Discussioni aperte

La partecipazione ad una chat di gruppo elimina automaticamente qualsiasi altra forma di conversazione privata. Un padre deve scrivere ad un altro genitore? Perché scrivergli, in privato, coinvolgiamo gli altri 30 genitori in scambi stimolanti come:

«Domani riesci a portarmi i soldi della gita?»;«Ok»;«Grazie»;«Prego»

6) Problema chiama Problema

Come nel telefono senza fili, il passaggio di info sulla chat ingrandisce il più piccolo dei problemi in una slavina di catastrofi. Commentare in tempo reale velocizza le reazioni, ma non dà tempo alla riflessione e all'analisi, per cui ogni quisquilia diventa oggetto di dibattito e le questioni, anziché risolversi, si complicano sempre di più.

VITA NORMALE: Non vanno i caloriferi --> fa molto freddo --> vesto il bambino pesante.

CHAT WHATSAPP: Non vanno i caloriferi --> fa molto freddo--> è una vergogna --> voi avete messo i doposci al bambino? --> il riscaldamento globale è una c***** --> ci sono scorte di cibo in caso di glaciazione?--> gli insegnanti riescono a gestire la situazione --> vabè, vesto il bambino pesante.

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7) Il ragionier Filini

Avete presente lo zelante collega di Fantozzi che coinvolge sempre il povero ragioniere in strambe iniziative dagli esiti quasi sempre nefasti? Ecco, in ogni classe esiste un suo corrispettivo reale (uomo o donna che sia), che trova nel gruppo Whatsapp il palcoscenico ideale.

Ok, è bellissimo partecipare attivamente alla vita scolastica del proprio figlio e indirizzarlo ad attività stimolanti, ma dove trovare il tempo per accompagnare la classe ad una conferenza sui diritti del bambino a Stoccolma?

8) Ansia da Prestazione

La chat ci espone ad un confronto continuo e, ovviamente, ciascuno vuole dare l'immagine migliore di sé. Tutto d'un tratto ogni madre si trasforma in una novella Montessori e anche il padre più superficiale ci tiene a far sapere che l'edizione del libro di Storia del 2012 era molto meglio di quella attuale, che invece trascura troppo la questione Ittita nell'Antico Egitto.

Sentirsi un genitore degenere che veste i figli con sacchi di juta è una reazione più che comprensibile.