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Natale: ecco come i bot comprano i giocattoli e li rivendono (alzandone il prezzo)

grinch

11 Dicembre 2017
Comprano online i giocattoli più desiderati per poi rivenderli a prezzo maggiorato. Sempre su altri negozi su internet. Sono i bot, programmi informatici. A rivelare la nuova tendenza, il New York Times

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Cercate disperatamente online quel giocattolo che va a ruba ovunque e che vostro figlio tanto desidera. Il suo costo si dovrebbe aggirare intorno ai 10-15 euro, ma, chissà come mai, lo trovate solo per 50 o più. Che cosa sta succedendo? Chi è il malefico Grinch che sembra apposta farci i dispetti per rubarci il Natale (e renderlo un po' più costoso)?

È proprio questo quello che stanno vivendo in questi giorni i genitori americani, alle prese con le ultime due settimane di compere natalizie, prima del 25 dicembre. Alcuni giocattoli, i più richiesti, sembrano proprio essere andati a ruba. Non si trovano più negli store ufficiali, però ricompaiono su eBay e Amazon a prezzi fuori di testa.

 

Che cosa sta succedendo? Tutta colpa dei bot

Come rivela il New York Times, alcuni giochi proprio non si trovano più sui canali ufficiali. Ad esempio i Fingelings, scimmiette (ma anche unicorni o bradipi) che si mettono sulle dita e diventati molto ricercati dai bimbi USA.

Costano solo 15 dollari (poco meno di 13 euro) e sono sold out online praticamente ovunque in territorio americano. Toys "R" Us, Walmart, alcune delle principali catene di negozi, li hanno finiti da tempo.

 

Ma dove sono finiti? Basta cercare su Amazon o eBay per ritrovarli per magia. Non più però a 15 dollari, ma a 30... addirittura 5.000!

Come spiega l'articolo, è stata utilizzata infatti un tecnica di solito usata solo per la compravendita di biglietti di eventi.

Per questo Natale è stata applicata anche ai giocattoli natalizi più richiesti.

 

I bot, dei programmi robotici, si connettono e vanno nei siti di vendita alla ricerca di sconti o di articoli segnalati come "in esaurimento".

"Se sono popolari, verranno comprati dai bot e rivenduti" spiega al New York Times Omri Iluz, co-fondatore e chief executive dell'azienda di sicurezza informatica PerimeterZ. 

 

I bot continuano a fare richieste ai siti di vendita e nel momento in cui un prodotto è in stock, il software lo compra ad una velocità "completamente non umana", spiega Iluz. Gli acquisti sono in realtà legali ma "questo comportamento fa crollare il sistema".

 

Amazon ha dichiarato che sta monitorando l'attività dei bot per cercare di limitare il loro acquisto dei prodotti più richiesti.

Nulla di ufficiale invece, sempre secondo il New York Times, da Walmart e da Toys "R" Us.

 

A essere nel mirino dei bot non sono stati soli i Fingerlins, ma anche altri giocattoli come Barbie Hello Dreamhouse, la bambola L.O.L. Surprese!  e la Super Nintendo Entertainment System NES Classic Edition.

 

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