Sicurezza a scuola

No alla merenda fuori dall’aula: incubo sicurezza nelle scuole

Di Sara Sirtori
merenda
04 Novembre 2019
Dopo il dramma accaduto qualche settimana fa al piccole Leo, morto cadendo dalle scale della scuola elementare Pirelli di Milano, le scuole italiane prendono delle misure per la sicurezza all’interno degli edifici scolastici.
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La scuola italiana è scossa dalla tragedia del piccolo Leo, e diversi istituti  hanno scelto di tutelarsi vietando la merenda fuori dall’aula: non ci sono abbastanza bidelli ai pieni. Niente più chiasso e corse nei corridoi: i bambini dovranno restare tra i banchi anche durante l’intervallo.

 

 

A Mestre, come riporta il quotidiano Repubblica.it, presso la scuola primaria "Virgilio", una circolare vieta ai bambini di uscire dalla classe: "L’intervallo viene svolto sotto la stretta sorveglianza del docente in servizio. I collaboratori vigileranno al piano facendo particolare attenzione ai corridoi e agli accessi ai bagni". La scuola teme che i bambini si facciano male e non vuole assumersi questa responsabilità. 

I genitori non sono d’accordo con la decisione che limita troppo la libertà degli allievi e chiederanno a breve un cambio della direttiva. 

La preside Anna Dello Buono ha spiegato:

 

"Non è semplice sorvegliare tutti gli alunni che si muovono per i corridoi, se qualcuno dovesse farsi male ne risponderebbe la scuola".

 

Sempre  a Mestre, nella scuola “Jacopo Tintoretto” si fa merenda in classe e chi dovrà recarsi alla mensa, potrà farlo solo sotto stretta sorveglianza. La Preside dell’Istituto comprensivo Calcedonia di Salerno ha deciso di agire "nell’interesse primario della sicurezza degli allievi" ed ha stabilito che per recarsi ai bagni gli studenti dovranno andare su turni, "in modo da assicurare sempre la vigilanza degli studenti".

 

La  preside dell’Istituto Vanoni di Vimercate, Elena Centemero, afferma: "Tenere bambini e ragazzi in aula non è un bene, ma siamo tutti sotto organico. Nelle scuole italiane mancano sessantamila collaboratori scolastici. Sto chiedendo la possibilità di utilizzare lavoratori socialmente utili ai piani". 


Mercoledì si è tenuta una manifestazione dei dirigenti scolastici a Roma e l’associazione nazionale presidi fa sapere: "Servono quattro collaboratori in più per ogni scuola, lo abbiamo detto alla viceministra Anna Ascani".