Anziani e sapori

Nonni e peccati di gola: la colpa è della scarsa percezione dei sapori!

Di Nicolò De Rosa
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1 dicembre 2017
Con l'età la percezione del gusto cala drasticamente e perciò i più anziani sono spinti ad ingerire maggiori quantità di cibi dolci (o salati) per riuscire ad assaporarne la bontà

«Mamma, basta mangiare dolci, pensa alla salute!»

 

Quante volte ci è capitato di dire, o di aver sentito dire una frase del genere? Eppure l'apparente golosità degli anziani non è da imputare alla scarsa attenzione alla propria dieta, ma all'alterazione del gusto conseguente all'aumento dell'età.

 

A spiegarlo con chiarezza sono stati gli esperti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) in occasione del 62° Congresso Nazionale (29 novembre - 2 dicembre 2017). Andando in là con gli anni infatti, il nostro organismo diminuisce significativamente le capacità percettive del gusto e ciò spinge l'anziano a mangiare cibi sempre più dolci o salati per poter riuscire a coglierne il sapore.

 

Le consegenze di ciò però sono l'assunzione smodata di zuccheri e sodio, con il rischio di scompensi dovuti ad una dieta poco equilibrata

 

 

Come ovviare al problema?

 

Per rendere più equilibrata la dieta dell’anziano, i medici del Sigg consigliano l'adozione di semplici ma efficaci strategie basate sul fatto che comunque gli anziani rimangono sensibili anche ad altre proprietà dei cibi come la consistenza, l’aspetto e il colore della pietanza.

 

Occorre dunque giocare sulle modalità di cottura, il rispetto per la stagionalità dei prodotti e l’utilizzo di frutta e verdura matura (magari grattugiata) per «esaltare il sapore e ridurre il loro sapore amaro e acido».

 

FONTE: Congresso Sigg