Farmaci in gravidanza

Nausea e vomito in gravidanza: disponibile un nuovo farmaco per contrastarli

Di Valentina Murelli
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8 maggio 2019
Si tratta della combinazione tra vitamina B6 (piridossina) e doxilamina, un antistaminico, già usata in altri paesi. Uno strumento in più per superare con serenità - gli studi dicono che è molto sicuro - questi disturbi così frequenti in gravidanza, a volte tanto intensi da risultare invalidanti.

È disponibile in Canada dal 1979, in Spagna dal 1983, negli Stati Uniti dal 2013 e finalmente è autorizzato anche in Italia. Parliamo della combinazione tra vitamina B6 (piridossina) e doxilamina, un antistaminico: il primo farmaco indicato in modo specifico per il trattamento di nausea e vomito in gravidanza, raccomandato dalle linee guida dell'Associazione dei ginecologi ostetrici americani (ACOG) come terapia di prima scelta per queste condizioni.

 

 

Nausea in gravidanza, quanto è frequente

 

“La nausea, talvolta accompagnata da vomito, è un fenomeno molto comune nel primo trimestre di gravidanza, facendo parte di una serie di sintomi di adattamento dell'organismo della mamma alla nuova condizione” ha dichiarato la professoressa Irene Cetin, direttrice dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Buzzi di Milano, in un incontro di presentazione alla stampa del nuovo farmaco. Un fenomeno tanto comune da essere talvolta considerato un indizio di possibile gravidanza.

 

 

 

Non ci sono dati italiani sulla frequenza di nausea e vomito tra le donne incinte nel nostro paese, ma quelli riportati nella letteratura internazionale indicano una situazione molto diffusa: il disturbo colpisce il 50-90% delle donne, con gravità variabile. In circa un terzo delle donne interessate i sintomi sono percepiti come molto significativi o invalidanti e nell'1% circa delle donne in gravidanza si arriva a una condizione di iperemesi, cioè vomito protratto (dati riportati nell'articolo Doxylamine/pyridoxine for nausea and vomiting in pregnancy pubblicato a marzo 2019 sul Drug and Therapeutics Bulletin).

 

"In genere, la nausea compare tra la quinta e l'ottava settimana di gestazione, raggiungendo l'apice tra la 12esami e la 14esima" afferma Cetin. "Nella maggior parte dei casi, tende a sparire dopo il terzo mese di gravidanza, ma circa il 15-20% delle donne in dolce attesa continua ad avvertirne i sintomi anche dopo".

 

 

Nausea: in genere innocua ma potenzialmente molto fastidiosa

 

A meno di manifestazioni molto intense, che possono mettere a rischio la possibilità della donna di alimentarsi in modo sano ed equilibrato - “e oggi più che mai sappiamo quanto è importante la qualità dell'alimentazione durante la gravidanza, per l'andamento della gravidanza stessa ma anche per gli effetti positivi sulla costruzione della salute futura dell'individuo che si sta sviluppando in utero” precisa Cetin – in genere non ci sono conseguenze negative per lo sviluppo del bambino.

 

 

 

Forse anche per questo la nausea è sempre stato un sintomo un po' trascurato, anche da parte dei medici. “Eppure, le nausee delle prime settimane di gravidanza possono essere molto fastidiose e compromettere seriamente l'attività lavorativa della mamma e le sue relazioni personali, anche di coppia: ecco perché è opportuno cercare soluzioni anche a questo problema” prosegue Cetin.

 

 

I rimedi non farmacologici

 

In molti casi, alcune semplici strategie possono aiutare a ridurre i fastidi delle nausee. Per esempio, secondo quanto indicato dalle linee guida ACOG:

 

  • riposare ed evitare gli stimoli sensoriali che possono provocare la nausea, come certi odori o rumori molto forti;
  • non restare troppo a lungo digiune, preferendo piccoli pasti frequenti;
  • evitare cibi speziati o grassi e al mattino, prima di alzarsi, cominciare la giornata con un piccolo snack proteico o con dei cracker;
  • provare eventuali rimedi non farmacologici come l'assunzione di zenzero (anche se non tutti gli studi disponibili ne confermano una reale efficacia), l'agopuntura e la cosiddetta acupressione del punto P6, per esempio con appositi braccialetti (ma anche in questo caso non ci sono prove definitive di efficacia).

 

 

 

 

I farmaci possibili

 

Se questi trucchi non servono, non significa che bisogna soffrire per forza. "Anzi, è più che mai importante riconoscere il disturbo e trovare il modo di curarlo e alleviarlo, per preservare la qualità di vita della mamma in questo delicato momento” ha affermato sempre durante l'incontro con la stampa la ginecologa torinese Elsa Viora, presidente dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (AOGOI).

 

Tra i farmaci finora consentiti in gravidanza c'erano la piridossina (vitamina B6), la metoclopramide e alcuni antistaminici, da assumere sempre dietro indicazione precisa del medico e con la sua supervisione. Nessuno, tuttavia, aveva come indicazione terapeutica specifica il trattamento di nausea e vomito in gravidanza (venivano cioè usati off label, fuori indicazione), a differenza di quanto accade per la nuova combinazione piridossina e doxilamina.

 

La forma farmaceutica della nuova combinazione è quella di capsule a lento rilascio contenenti 10 milligrmmi di ciascun principio attivo. “Il farmaco - ha spiegato Cetin - è tendenzialmente efficace dalla prima somministrazione e la dose giornaliera raccomandata è di due capsule prima di coricarsi in caso di nausea mattutina. La dose può essere aumentata fino a 4 capsule al giorno in caso di nausea persistente nella giornata”.

 

Ovviamente, quando si tratta di farmaci da prendere in gravidanza la prima domanda che ci si pone è se siano effettivamente sicuri per il feto o non possano comportare il rischio di problemi allo sviluppo o addirittura di malformazioni. “Da questo punto di vista, l'associazione piridissina/doxilamina è da considerare assolutamente sicura" ha affermato Cetin. "Gli studi clinici e le indagini epidemiologiche condotte, che hanno coinvolto negli anni oltre 200 mila donne, mostrano che l'uso di questo farmaco non si associa a eventi avversi sullo sviluppo gestazionale e sulla salute del feto”.

 

"Non a caso - ha proseguito la ginecologa - l'FDA, l'ente americano di sorveglianza su farmaci e alimenti, ha classificato questa combinazione in classe A, cioè come farmaco che ha dimostrato di non causare malformazioni fetali né in studi animali né in studi clinici sull'uomo".

 

 

 

Una rassicurazione messa nera su bianco anche dall'ultima revisione scientifica disponibile sul nuovo farmaco, apparsa a marzo 2019 sul Drug and Therapeutics Bulletin del gruppo British Medical Journal, uno dei pià importanti editori medici del mondo. Tra i possibili effetti collaterali c'è invece la sonnolenza, alla quale si può ovviare assumendo il farmaco alla sera, come per altro da indicazione.

 

Qualche dubbio in più la revisione lo avanza piuttosto rispetto all'efficacia, sottolineando che secondo i risultati del principale studio clinico condotto su questo farmaco, il miglioramento dei sintomi rispetto al placebo sarebbe sì significativo ma "piccolo". In ogni caso, a fronte di una condizione di notevole fastidio, può sicuramente valere la pena fare un tentativo in questa direzione.