Beatrice Vio

Paralimpiadi di Rio: Beatrice Vio, la campionessa che ha vinto senza braccia e senza gambe

Di Federica Baroni
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20 settembre 2016
Alle Paralimpiadi di Rio ha portato a casa una medaglia d'oro: è Beatrice Vio, 19 anni, l'unica schermitrice al mondo che tira di fioretto con una protesi. A 11 anni l'atleta era stata colpita da una forma acuta di meningite che le ha causato l'amputazione de gambe e avambracci. 

A 11 anni le hanno amputato gambe e avambracci a causa di una meningite acuta. Ora, a 19, è campionessa olimpica di scherma.
Questo miracolo si chiama Beatrice Vio. Alle Paralimpiadi di Rio ha battuto nel fioretto la cinese Jingjing Zhou, confermandosi come una delle atlete paralimpiche più forti al mondo.

 

 

La malattia

 

Beatrice, Bebe, come la chiamano gli amici, originaria di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, nel 2008 fu colpita da una grave infezione di meningite: si trattava di meningocco del gruppo C.

 

Il suo caso fu riconducibile al più grave episodio epidemico di meningite da meningococco di gruppo C avvenuto in Italia negli ultimi decenni, che si verificò tra il 2007 e il 2008 in provincia di Treviso. La Vio, come i suoi coetanei, non era stata compresa nella campagna di vaccinazione contro la meningite dell’anno precedente, riservata ai bambini più piccoli

 

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Ricoverata in terapia intensiva all'ospedale di Padova, i medici per salvarla furono costretti ad amputarle gli avambracci e le gambe sotto le ginocchia.

 

Inoltre la meningite le causò anche delle cicatrici sul corpo e sul volto.

 

Dopo 104 giorni di ospedale Bebe fu dimessa, ritornò a scuola e iniziò la riabilitazione presso il Centro Vigoroso di Budrio, vicino a Bologna, specializzato in protesi per gli amputati.

 

Il suo grande sogno era però tornare al suo sport del cuore, la scherma.

 

La scherma

La scherma

Dopo un lungo periodo di riabilitazione, con l'aiuto della famiglia, degli insegnanti e dei tecnici delle protesi, Beatrice ce l'ha fatta: ed è l'unica al mondo a tirare di fioretto con una protesi.

La passione per lo sport non si ferma qui e nel 2010 insieme ai fratelli Nicolò e Maria Sole, a papà Ruggiero e mamma Teresa, ha fondato l'associazione Art4Sport per promuovere lo sport tra i bambini amputati.


Ora Bebe si allena tre giorni alla settimana: tre ore di scherma e una e mezza di preparazione atletica. Il resto del tempo la passa tra massaggi e terapie per sciogliere i muscoli delle spalle. "Le braccia che uso per fare sport sono bioniche anche nel peso: 2 chili e mezzo ciascuna. Sfido chiunque a reggere un carico simile mentre tira di scherma o fa un affondo su una carrozzina" spiega Beatrice.

 


Prima di Rio la Vio aveva già vinto due titoli Europei nel 2014 e nel 2016. E nel 2015 i Mondiali in Ungheria.

"Ho sempre saputo che avrei potuto ricominciare a fare scherma. Quando l’ho chiesto ai medici mi hanno, diciamo, sputato in un occhio. Quando l’ho chiesto a quelli delle protesi, si sono messi a ridere. Però io fin da subito ho capito che sarei riuscita a ritornare".

 

 

Il futuro

 

Tra i prossimi obiettivi della campionessa c'è quello di andare a lavorare per Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione fondato dal gruppo Benetton e da Oliviero Toscani. Senza naturalmente smettere di praticare la scherma: appuntamento alle prossime Paralimpiadi.

 

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