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Parto da record: donna di 183 kg partorisce un bimbo di 4,4 kg

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01 Agosto 2016
Un team di 10 medici al lavoro per un parto davvero da record. Una 38enne di 183 chili ha partorito un bimbo a Salerno alla 34esima settimana di gravidanza; madre e figlio stanno bene. "Il parto di una signora di tale peso con una imponente elefantiasi agli arti inferiori - spiega Raffaele Petta, direttore del Reparto di Gravidanza a rischio dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona - rappresenta sicuramente un evento raro".
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Un maschietto di 4,4 kg è nato a Salerno lo scorso fine settimana. La mamma? Una donna di 183 chili di 38 anni. Era alla 34esima settimana di gestazione.

 

Il parto record è avvenuto a Salerno, nel Reparto di Gravidanza a rischio dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. I medici lo hanno considerato "davvero eccezionale". In sala operatoria erano presenti dieci medici tra ginecologi, anestesisti, cardiologi, rianimatori e neonatologi.

La signora è una donna salernitana che vuole mantenere l'anonimato.

 

"Un evento raro"

 

Come riporta l'agenzia Ansa: "Il parto di una signora di tale peso con una imponente elefantiasi agli arti inferiori - spiega Raffaele Petta, direttore del Reparto di Gravidanza a rischio - rappresenta sicuramente un evento raro".

 

"E' stato necessario ricorrere a una postazione particolare - ha aggiunto Petta - in grado di adattarsi alle caratteristiche fisiche della signora; inoltre, essendovi un alto rischio di embolia polmonare per il sovrappeso della paziente e per i precedenti tromboembolici, si è ricorso al sistema di compressione sequenziale per la prevenzione della trombosi profonda utilizzando particolari gambali pressurizzanti, procurati dal responsabile della Sala Operatoria Luigi Giorgio".

 

Complesso anche il taglio effettuato per praticare il cesareo. "Avrebbe comportato una necrosi della ferita con infezioni gravissime, a volte anche letali - ha specificato il medico - abbiamo quindi optato per un taglio inusuale, trasversale sempre, ma tre centimetri sopra l'ombelico. Ci ha consentito di minimizzare i rischi e le complicazioni legati all'intervento".