Attraversamento pedonale

Perché per i bimbi è difficile attraversare la strada da soli

Di Niccolò De Rosa
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27 Aprile 2017
Uno studio suggerisce che almeno fino ai 14 anni d'età, i soggetti giovani potrebbero non aver sviluppato le adeguati abilità motorie e d'analisi per poter attraversare strade trafficate in totale sicurezza
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Attraversare la strada è una cosa da grandi.

Secondo uno studio dell'Iowa University pubblicato anche su Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, l'azione apparentemente semplice di passare da un lato all'altro del marciapiede richiederebbe abilità psico-motorie che non tutti i giovani sviluppano in tenera età.

 

Per un attraversamento in tutta sicurezza occorre infatti possedere un'attenta capacità di giudizio, prontezza nel percepire distanze e oggetti in avvicinamento, nonché una certa reazione in caso d'imprevisti.

Tali abilità non si sviluppano allo stesso tempo in tutti i soggetti e i ricercatori dell'Iowa hanno quindi stabilito un approssimativo tetto di "sicurezza", intorno ai 14 anni, entro il quale sarebbe bene prestare molta attenzione quando si è per strada.

 

Lo studio

Per giungere  a tali conclusioni, gli autori della ricerca hanno hanno preso in esame un campione di giovani tra i 6 ai 14 anni, utilizzando la tecnologia della realtà virtuale per simulare diverse situazioni di attraversamento pedonale: ogni partecipante si è trovato ad attraversare una corsia di traffico di circa nove metri per almeno una ventina di volte, con intervalli e velocità del passaggio di automobili virtuali che cambiavano ad ogni tentativo.

Gli stessi scenari sono poi stati sottoposti anche ad un gruppo di adulti per poter operare una comparazione.

Dai dati ricavati è emerso che più i soggetti erano giovani, maggiore era la probabilità di incorrere in un incidente (seppur simulato): i bimbi di sei anni sono stati colpiti dai veicoli per l'8% del tempo, quelli di otto anni per il 6 %, quelli di 10 per il 5% e quelli di 12 anni per il 2%. I ragazzi over-14 anni non hanno provocato incidenti.

 

«Le simulazioni ambientali hanno riportato risultati molto convincenti - ha affermato la Dott.ssa Elizabeth O'Neal, una delle firme principali dello studio - Spesso i bimbi più piccoli distendevano le braccia e cercavano di toccare le macchine che venivano loro incontro»

 

I bambini dunque devono imparare a calcolare l'incedere di un veicolo e capire quando una situazione può diventare potenzialmente pericolosa; il tempo e una costante educazione alla prudenza sono le strade migliori per facilitare il percorso di crescita.