Profugo

Profugo collabora in un centro estivo: "Ritiro mio figlio"

Di Niccolò De Rosa
centro-estivo
26 Luglio 2016
A Peschiera Borromeo un giovane della Guinea con regolare status di rifugiato è stato inserito come aiutante in un centro estivo per bambini. Polemiche tra alcuni genitori e l'amministrazione comunale.
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Nella zona di Peschiera Borromeo il clima non è dei migliori: da oltre un mese, l'Amministrazione Comunale, nelle persone della sindaca Caterina Molinari e delll'assessore alle Politiche sociali Antonella Parisotto, si trova al centro di un turbinio d'insoddisfazione generato dalla scelta del Prefetto che ha individuato a Peschiera Borromeo un'area in cui ospitare una tendopoli per 300 rifugiati.

 

La situazione si è ulteriormente scaldata quando un ragazzo della Guinea, profugo con regolare status di rifugiato, è stato incluso nel progetto di un centro estivo per aiutare gli animatori.

 

Il 19 luglio, è comparso allora su Facebook il post di una madre, destinato a montare ulteriori polemiche:

 

Ritiro mio figlio dal centro comunale, mi arriva un foglio che mi avverte che presso il nostro centro verranno inseriti 1-2  rifugiati, "richiedenti asilo o in possesso di permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari o protezione temporanea"

Non viene chiesto il parere ma presentato come dato di fatto per fargli fare attività di volontariato.

Ora, va bene tutto, ma devono per forza essere inseriti dove ci sono bambini e servirebbe personale specializzato?

Mi son cadute le braccia

 

Mutevoli le reazioni; tra chi chiede dove stia il problema e anzi pensa che sia un'opportunità di condivisone di storie diverse, c'è anche chi si unisce alla protesta della madre preoccupata, costringendo il Comune a prendere una posizione diretta.

 

La risposta dell'Amministrazione Comunale

 

Così l'Assessore Parisotto in un Comunicato Stampa:

«L’Amministrazione Comunale è al corrente della decisione della Cooperativa Il Melograno di coinvolgere alcuni migranti a supporto marginale delle attività dei centri estivi comunali. Questo tipo di inserimento avviene già per il secondo anno consecutivo, motivo per cui l’Amministrazione non ha ritenuto necessario fare una comunicazione ad hoc. I messaggi apparsi sui social network e le richieste di chiarimento da parte delle famiglie dei bambini mi hanno spinto a chiarire che l’Amministrazione ha piena fiducia nella capacità degli operatori del Melograno che con professionalità stanno gestendo il centro estivo e che parallelamente sono titolari di una gestione di accoglienza per migranti autoriz zata dalla Prefettura di Milano»

 

 

Nel testo si specifica anche anche che in conformità con la legislazione italiana, gli stranieri aventi una certificata richiesta d'asilo (non quindi clandestini), sono affidati agli enti umanitari competenti, i quali, tra le altre cose, devono promuoverne lo «sviluppo su rete territoriale» e, poiché a questi migranti è pressoché negata l'attività lavorativa, si è dunque pensato di immetterli nel circuito di volontariato per renderli parte integrante del tessuto sociale dove risiedono.

 

Anche l'anno scorso due rifugiati hanno avuto attività simili

 

L'Amministrazione infine ha puntualizzato che anche l'anno scorso due rifugiati erano stati impiegati in attività simili senza l'insorgere di alcun problema.

 

Al termine di alcuni incontri per rassicurare i genitori perplessi (il ragazzo aiuta a sorvegliare i bambini, ma non prende nemmeno parte alle gite o alle uscite in piscina), solo una madre ha ritirato il bambino, mentre un'altra passa a ritirare il proprio figlio prima che scocchi l'orario di servizio del ragazzo africano.

 

FONTE: Comune di Peschiera Borromeo, Repubblica