disagio sociale

Ragazza delle medie sviene in classe a Udine: non mangiava da due giorni

Di Niccolò De Rosa
poverta
19 Dicembre 2016
Un caso di estrema indigenza è saltato all'attenzione dei media come punta di un iceberg di disagio sociale che troppo spesso passa sotto silenzio nelle grandi città italiane. La ragazzina non mangiava da due giorni e a casa era costretta a lavarsi con l'acqua fredda.
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È svenuta sotto gli occhi dell'insegnante e degli attoniti compagni di classe. La ragazza di una scuola di Udine non mangiava da due giorni e nella sua abitazione non poteva nemmeno lavarsi con l'acqua calda a causa della grave situazione economica famigliare.

 

Il dirigente scolastico dell'istituto ha voluto rendere pubblica la vicenda per destare le coscienze e smuovere le istituzione nell'affrontare casi che, sebbene piuttosto isolati, riducono ancora alcune famiglie alla povertà più totale.

 

Disagio sociale e famiglie

Dopo l'allarme povertà lanciato qualche settimana fa da Save The Children Italia dunque, anche il preside coinvolto ha cercato la sponda di autorità ed uffici competenti per intervenire in situazioni ai limiti della sopravvivenza che purtroppo spesso rimangono nascoste per ostinati, seppur comprensibili, sensi di vergogna o pudore da parte degli stessi genitori:

 

«Non è la prima volta che capita: di bambini che vivono senza riscaldamento o senza un piatto caldo, o non hanno i soldi per pagare i buoni pasto della mensa ce ne sono anche a Udine, e non solo qualcuno, solo che queste situazioni non vengono quasi mai denunciate – dice il dirigente scolastico al Messaggero Veneto, che primo si è occupato dei fatti – A volte ne siamo a conoscenza e cerchiamo di dare una mano, per quanto possiamo, alle famiglie di questi minori, ma in altri casi, se i ragazzi non trovano in noi il canale giusto per parlare e confidarsi, può capitare che alcune situazioni sfuggano».

 

La scuola insomma è un importante punto di contatto nel tessuto sociale locale, ma urgono adeguati supporti per non negare il futuro a intere generazioni meno fortunate.