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Ristorante vietato ai bambini? No, ai genitori che non sanno educarli

Di Lorenza Laudi
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9 gennaio 2020
Questa la provocazione del titolare 25enne del ristorante «Bagà» di Villa di Tirano che ha deciso di appendere al suo locale un cartello con cui vieta l'ingresso ai genitori con bambini maleducati

"I bambini lasciati incustoditi a correre in giro per il locale che urlano, o in piedi su panche e sedie, disturbano gli altri clienti. Pertanto ci riserviamo il diritto di prenderli in cucina a lavare i piatti con tanto di nastro adesivo sulla bocca". Firmato "l'uomo nero".

E' questo il messaggio del giovane ristoratore Gabriele Berbenni affisso sulla porta della sua pizzeria "Bagà - la pizza digeribile" a Villa di Tirano. La notizia, pubblicata da Sondrio Today e su altri quotidiani nazionali gira da qualche giorno.

I genitori di bimbi maleducati non sono ben accetti

Come ha sottolineato il pizzaiolo: "I clienti che vengono nel nostro locale hanno il piacere di passare il loro pranzo/cena in assoluta tranquillità, senza sottofondi di bambini maleducati che strillano". Gli è capitato di trovare bambini mentre giocano a nascondino nei bagni, correre urlando, stare in piedi su panche e sedie. Senza possibilità di chiedere ai genitori di tranquillizzarli un po' senza venire attaccati.

"Abbiamo sopportato per un anno — ha spiegato al Corriere.it Gabriele —. Io faccio le pizze, la mia fidanzata Sabrina si occupa della sala e spesso è toccato a lei l'ingrato compito di chiedere ai genitori di provare a far star tranquilli i loro figli. Non vi dico le invettive che si è sentita rivolgere. Con il cartello, che ho messo, a mio rischio e pericolo, molte famiglie lo hanno letto e hanno fatto dietrofront, la situazione è nettamente migliorata". 

Il locale non è vietato ai bambini, "tanto che in molti continuano a venire da noi, - continua il pizzaiolo - ma ai genitori che non sanno educarli".

Per concludere il gestore del locale scrive direttamente ai genitori nel caso non dovessero riuscire a controllare i propri pargoli: 

"Potete venire a Bagà senza bambini, educare i vostri figli, cambiare pizzeria o starvene a casa vostra".

I locali "children-free"

Non è il primo locale a pubblicare un annuncio di questo tipo. Nel 2016 un ristoratore romano, stanco della maleducazione dei piccoli avventori (ma soprattutto dei genitori), aveva esposto un eloquente cartello con il quale invita genitori con figli sotto i cinque anni al seguito a non fermarsi nel suo locale.

Lo stesso era capitato nel 2017 negli States al ristorante di cucina italiana Caruso's. Era stato vietato l'ingresso ai bambini più piccoli, troppo rumorosi e molesti per il target del locale: "La colpa è dei genitori negligenti" aveva specificato il manager di sala. Dopo il divieto aveva riscontrato un boom di prenotazioni.

Le opinioni delle mamme sui social si dividono tra chi è a favore e chi contro.

Il commento dell'educatore

Abbiamo chiesto un commento sulla vicenda a Flavio Bacci*, educatore e formatore a Milano. Eccolo:

"Anzitutto trovo sempre odioso escludere qualcuno, e questo caso non fa eccezione. Vero è che ogni tanto qualche bambino potrebbe essere oggettivamente pericoloso nei ristoranti (se per esempio correndo tra i tavoli fa cadere un cameriere): in questi casi i genitori dovrebbero stare attenti, ma non serve escludere, basterebbe parlare".

 

"I gestori potrebbero richiedere una maggior attenzione da parte dei genitori, con gentilezza ma assertività. Considerato che è molto difficile per un bambino stare seduto a tavola molto a lungo, molti problemi si risolvono quando la struttura mette a disposizione, se non proprio una stanza o un angolo specifico per i giochi dei più piccoli, almeno pennarelli, matite o piccoli giochi".

 

Flavio Bacci* è stato il nostro esperto per la diretta social sul tema "capricci"