Mense scolastiche

Ritorno a scuola: quasi la metà degli alunni italiani è senza mensa

Di Niccolò De Rosa
mensaascuoola
06 Settembre 2017
Il rapporto di Save The Children "(Non) Tutti a Mensa 2017" rimarca un 48% di studenti che non possono ancora usufruire del servizio di mensa scolastica. Il motivo? L'assenza di regole condivise che crea disagi e disparità sul terriotrio nazionale
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Aule piene, mense vuote, verrebbe da dire.

A pochi giorni dal suono della campanella infatti, il rapporto di Save The Childern "(Non) Tutti a Mensa 2017" disegna un quadro piuttosto preoccupante circa la situazione delle varie refezioni scolastiche: ad oggi, quasi la metà degli alunni delle primarie e secondarie di primo grado (48%) non ha accesso al servizio mensa.

 

Poca uniformità e disagi

Per giungere a tale sconfortante conclusione, gli autori del rapporto hanno preso in considerazione le proposte di refezione scolastica di 45 comuni capoluoghi di provincia (tutti con più di 100.000 abitanti), analizzandone anche i costi, le modalità di pagamento, le esenzioni e i provvedimenti in caso di morosità.

Dai risultati finali è emerso che in 8 regioni italiane oltre un bambino su due non può accedere alla mensa.

 

In particolare è parsa evidente una forbice tra Nord e Sud che continua a essere sempre più ampia, con cinque regioni del Mezzogiorno che registrano il numero più alto di alunni che non usufruiscono della refezione scolastica: Sicilia (80%), Puglia (73%), Molise (69%), Campania (65%) e Calabria (63%).

Per Save The Children la causa di una situazione così desolante è da imputare «all'assenza di regole condivise», la quale contribuisce in modo consistente alle disparità nelle modalità di accesso e di erogazione del servizio.

 

«La possibilità di avere accesso alla mensa scolastica - conclude nel comunicato Save The Children - contribuisce a garantire infatti il pieno godimento del diritto allo studio, del diritto alla salute e del diritto alla non discriminazione. Un aspetto prodromico e fondamentale è la presenza della mensa stessa. Sebbene dall’analisi delle buone pratiche emerga un’attenzione di alcuni comuni agli aspetti educativi della mensa, che si fa strumento di integrazione, educazione alimentare e inclusione, ad oggi la sua presenza non è garantita in modo uniforme sul territorio».