Meningite

Roma: maestra elementare muore per meningite

scuolacesarebattisti
28 Dicembre 2016 | Aggiornato il 28 Dicembre 2016
Ha lavorato in classe fino al giorno prima delle vacanze. Ricoverata a Natale, è morta il 26 dicembre, per una meningite provocata dal batterio Escherichia coli. E' una forma non infettiva, ma nell'attesa che si avessero informazioni definitive per precauzione i suoi alunni sono stati sottoposti a profilassi antibiotica. 
Facebook Twitter More

Roma. Una maestra della scuola primaria "Cesare Battisti"  è morta per meningite il giorno di Santo Stefano. La donna, di 52 anni, aveva continuato a insegnare fino al 22 dicembre, l'ultimo giorno prima delle vacanze. Poi, a Natale, il ricovero per malore all'ospedale San Giovanni e il trasferimento d'urgenza al Policlinico Gemelli, dove è deceduta il giorno dopo. 

 

In un primo tempo si è parlato di meningite meningococcica, tanto che l'Asl Roma 2 ha subito fatto partire gli avvisi e le procedure per la profilassi precauzionale con terapia antibiotica delle persone che nelle ultime ore erano state in più stretto contatto con la maestra: una trentina di persone tra parenti e alunni.

 

Gli accertamenti effettuati nei giorni successivi hanno invece permesso di concludere che si è trattato di una forma dovuta al batterio Escherichia coli, una forma molto rara e che non comporta rischi di trasmissione diretta da persona a persona.

 

In un'intervista rilasciata all'Adnkronos, il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza ha spiegato che Escherichia coli è un batterio ubiquitario, che ciascuno di noi ospita nella grande maggioranza dei casi senza avere conseguenze. A volte, però, può provocare infezioni, in particolare intestinali o alle vie urinarie. Se invece sono coinvolte le meningi, le membrane che avvolgono il cervello, si ha meningite. Le meningiti da Escherichia coli - spiega Rezza - sono molto poco frequenti e riguardano soprattutto i bambini molto piccoli. Sono invece ancora più rare negli adulti e nei bambini più grandicelli, dove si verificano in caso di particolare suscettibilità o di compromissione del sistema immunitario.

 

Per Rezza, comunque, non è stato un errore procedere con la profilassi: "Non c'è rischio infettivo, ma ritengo che la decisione sia stata giusta, perché finché non c'è certezza è bene proteggere i contatti".

 

Negli ultimi mesi la meningite è tornata a far paura in Italia: il 21 dicembre è stato ricoverato un bambino a Milano, in condizioni non gravi, per meningite batterica da meningococco B;

Sempre a Milano  negli ultimi mesi sono morte due studentesse di Chimica per meningococco C. Ma la grande paura è divampata soprattutto in Toscana, dove negli ultimi anni si sono verificati diversi casi, ultimo un piccolo di 22 mesi della provincia di Lucca, colpito da sepsi da meningococco C, che purtroppo non ce l'ha fatta ed è deceduto all'Ospedale Meyer nella serata del 28 dicembre. Il bimbo non era vaccinato.

 

"In un anno con il vaccino si può fermare la meningite" spiega al  Corriere della Sera Rino Rappuoli, responsabile scientifico mondiale della GlaxoSmithKline. "L’unico modo per sconfiggere il germe è eliminarlo con una campagna a tappeto dall’infanzia fino ai 18-20 anni. Così abbiamo fatto in Gran Bretagna nel 2000. E adesso è libera". 

 

Leggi anche:  Vaccini contro il meningococco per i bambini: le 10 cose da sapere