Prematuri

Scienziati americani hanno creato un utero artificiale che in futuro potrebbe aiutare i prematuri

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27 Aprile 2017
Alcuni ricercatori americani hanno creato una sacca di plastica che replica le funzioni di un utero materno. Si chiama biobag ed è stato sperimentato su otto agnellini. E il risultato è stato eccellente. Presto potrebbe essere usato per aiutare i neonati prematuri. 
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Sembra una busta di plastica, ma potrebbe essere la speranza per tanti prematuri. 

Si chiama biobag ed in pratica è un utero artificiale, ideato con l'intento di prolungare il più possibile le condizioni del feto in un ambiente simile a quello del grembo materno. 

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A sperimentarlo sono stati gli scienziati del Children's Hospital di Philadelphia (Usa) che lo hanno utilizzato come incubatrice per otto agnellini  prematuri. La ricerca è stata poi pubblicata su Nature Communications.

 

Come funziona

L'utero artificiale riproduce le funzioni di quello vero:  una miscela di acqua e sali minerali sostituisce il liquido amniotico, mentre un macchinario in grado di filtrare il sangue e arricchirlo di nutrienti e ossigeno fa le veci della placenta. 

 

L'esperimento sugli agnellini

Gli agnellini sono rimasti nel biobag 28 giorni e hanno riportato uno sviluppo normale: una volta tolti dalla sacca, i loro polmoni erano pronti per respirare autonomamente.

I cuccioli avevano un età gestazionale corrispondente alle 23 settimane di un bambino, età in cui la speranza di vita è solo del 15%. 


"I problemi da superare sono ancora parecchi" puntualizzano  i ricercatori. Innanzitutto vi è un significativo rischio di infezione, nonostante la biobag sia sterile e sigillata. Un'altra sfida sarà quella di trovare un mix di nutrienti e ormoni che abbia una composizione ideale per permettere lo sviluppo di un feto umano. 

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