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Serena Williams: "Sono quasi morta dopo aver partorito Olympia"

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22 Febbraio 2018
La rivelazione alla Cnn. La tennista Serena Williams si considera fortunata. E' quasi morta dopo aver dato alla luce sua figlia Olympia. La rivelazione a cinque mesi dalla nascita della bambina.
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«Sono quasi morta dopo la nascita di mia figlia, Olympia». La confessione alla Cnn è della tennista Serena Williams che ha spiegato come la sua vita sia stata in pericolo nelle ore successive alla nascita della propria bimba.

Alexis Olympia è venuta alla luce il primo gennaio 2017, in una clinica della Florida.

 

«Sì, mi considero fortunata» rivela la Williams. La sua era stata una gravidanza da manuale. Poi, le contrazioni, l'ospedale e la bimba, nata con un taglio cesareo d'urgenza, dato che durante il travaglio il battito della piccola si era abbassato sotto il livello di guardia.

In un secondo aveva sua figlia tra le braccia, «l'esperienza più meravigliosa della mia vita» rivela. Ma le 24 ore successive sono state sul filo del rasoio e hanno portato a sei giorni di incertezze.

 

Il tutto è iniziato con un'embolia polmonare. Dato il suo passato medico, la tennista temeva fortemente questa condizione e al primo segnale di fiato corto ha allertato i medici. Poi è stata la volta del taglio cesareo: la ferita si è aperta a causa della tosse intensa dovuta all'embolia.

Tornata in sala operatoria, i medici hanno trovato un grande ematoma, un blocco di sangue coagulato nell'addome della tennista.

Poi, ancora un'altra operazione, per fare in modo che i trombi non andassero nei polmoni.

 

Al ritorno a casa, ha dovuto trascorrere le prime sei settimane da neomamma a letto.

«Sono così felice di aver avuto vicino questo team incredibile di dottori e infermiere. Sapevano esattamente cosa fare e quando. Non fosse stato per loro, io adesso non sarei qui» conclude la Williams.

A lei è andata bene. Però la tennista ha colto l'occasione per parlare di questo fenomeno. «Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, le donne nere negli Stati Uniti rischiano di morire di parto tre volte di più delle bianche. Ma non è solo un problema degli Stati Uniti. Nel mondo migliaia di donne rischiano la vita per far nascere un bambino nei paesi più poveri. Quando hanno complicazioni come le mie, non ci sono farmaci o strutture sanitarie che le possono salvare». Ha quindi invitato tutti a fare donazioni a organizzazioni che si impegnano a salvare le vite di mamme e bambini nel mondo.