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Salute e benessere

Settimana mondiale della tiroide: come siamo messi ad apporto di iodio

Di Irma Levanti
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16 Maggio 2018
Presentati gli ultimi dati dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi: tutto sommato la situazione è buona, ma può ancora migliorare. L’importanza del sale iodato
 

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Non ci si pensa mai, ma lo iodio è un elemento davvero importante per la nostra salute, e in particolare per quella della tiroide, tanto che la causa più frequente di disturbi della tiroide è proprio la carenza nutrizionale di iodio. Ma come siamo messi, in Italia, rispetto all’apporto nutrizionale di iodio? E come sono messi in particolare i nostri bambini? Rispondono i dati dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi (Osnami), presentati nei giorni scorsi dall’istituto superiore di sanità in occasione della Settimana mondiale della tiroide.

 

La situazione italiana
Le notizie che arrivano dall’osservatorio sono buone: la condizione di iodosufficienza, valutata attraverso la misurazione della concentrazione di iodio nelle urine di campioni rappresentativi di bambini in età scolare, è stata ormai raggiunta in molte regioni italiane. E in alcune di queste (Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia) può dirsi definitivamente sconfitto il gozzo, cioè l’ingrossamento della tiroide, in età scolare.

 

Tutto sommato bene vanno le cose sul fronte del TSH neonatale, l’ormone utilizzato come marcatore nello screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito. Un ormone che indica lo stato nutrizionale dello iodio nei neonati e, indirettamente, nelle loro mamme.

 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo se meno del 3% della popolazione neonatale di una certa area presenta valori alterati di TSH si può parlare di iodosufficienza. In Italia non ci siamo ancora, ma la situazione sta migliorando, considerato che siamo passati dal 6.4% del 2004 al 5,3% del 2017. “Tuttavia non vi è dubbio – precisa la ricercatrice Antonella Olivieri, responsabile dell’Osnami – che vadano fatti ulteriori sforzi per garantire la corretta assunzione di iodio in gravidanza, al fine di scongiurare gli effetti negativi sullo sviluppo neuropsichico che possono essere causati anche da una carenza lieve di iodio”.

 

Cosa succede se lo iodio è carente
Come abbiamo detto, lo iodio è fondamentale per la tiroide, perché è un costituente degli ormoni prodotti dalla tiroide stessa, a loro volta importanti per l’accrescimento, lo sviluppo del sistema nervoso e il mantenimento dell’equilibrio metabolico. Proprio per questo è fondamentale soprattutto durante la gravidanza e l’età pediatrica: se manca in questi casi, il rischio è di deficit cognitivi e intellettuali nei bambini. Certo, non si tratta di effetti drammatici se la carenza è lieve, ma perché non dare ai bambini la possibilità di partire subito con il piede giusto?

 

Poco sale ma iodato
Per farlo, in realtà non serve molto: basta del semplice sale iodato. Gli alimenti, infatti, contengono minime quantità di iodio, in genere non sufficienti ai fabbisogni. Per rispondere alle nostre esigenze, basta usare il sale iodato invece di quello “normale”: a casa, ma anche nella ristorazione collettiva e nell’industria alimentare (lo prevede una legge del 2005). Ovviamente, non bisogna esagerare con il sale. L’importante è che il poco che viene usato sia, appunto, iodato.