Spagna

Spagna, trovato morto il piccolo Julen, il bambino caduto nel pozzo

Di Sara De Giorgi Luisa Perego
julenmalaga
14 Gennaio 2019 | Aggiornato il 26 Gennaio 2019
Una tragedia ha coinvolto un bambino spagnolo: vicino Malaga il piccolo Julen, 2 anni e mezzo, è caduto in un pozzo di prospezione largo 25 centimetri e profondo 110 metri. Le ricerche del bimbo sono andate avanti per 13 giorni. Alla una di questa mattina l'aggiornamento, Julen è stato trovato morto.
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La Spagna è sulle spine a causa della tragedia che ha coinvolto il piccolo Julen, un bambino di 2 anni e mezzo, che è caduto in un pozzo di prospezione largo 25 centimetri e profondo 110 metri lo scorso 13 gennaio. Al momento della caduta, il piccolo giocava con un altro bambino nella proprietà di un familiare nella Sierra di Totalan vicino Malaga.

La tragedia ricorda da vicino un'altra che ha commosso l'Italia anni fa: il piccolo Alfredino Rampi di Vermicino, caduto nel 1981 in un pozzo in via Sant'Ireneo, in località Selvotta, frazione vicino a Frascati, Roma. Jessica McClure Morales invece è una ragazza statunitense che è divenuta famosa per essere caduta nel 1987 a 18 mesi in un pozzo nel giardino della zia. La piccola è stata salvata.

4 cose da sapere sulla vicenda di Julen


Mentre i soccorsi spagnoli continuano le operazioni di salvataggio del piccolo Julen, sorgono dubbi sul caso. Il magazine spagnolo El Mundo ha realizzato un articolo per fare un po' di chiarezza su alcuni punti legati alla triste vicenda, nell'attesa che il piccolo possa essere raggiunto. Com'è caduto il bimbo bel pozzo? Che lavori si stavano facendo?

 

Aggiornamento delle 14.47 del 25 gennaio

Secondo il quotidiano spagnolo El País, è questione di poche ore. Occorre solo finire di scavare a mano il breve tunnel di collegamento con il cunicolo, poi si potrà recuperare il bambino. Gli scavatori sono riusciti ad avanzare di 2,5 metri, quindi manca poco più di un metro e mezzo per raggiungere la buca dove è caduto Julen.

 

Aggiornamento delle 9.00 del 25 gennaio

Ieri, 24 gennaio, alle 17.33 i minatori hanno iniziato i lavori nella gallery orizzontale per raggiungere Julen. Un lavoro che richiederà più o meno 24 ore. Un'operazione complicata, dato che i minatori si alternano due alla volta dentro al tunnel.

Il punto critico


La parte più complicata del lavoro? Non è la durezza del terreno e neppure il tempo. Secondo il quotidiano El Mundo la parte più difficile sarà appunto far comunicare la galleria orizzontale con il pozzo in cui è caduto Julen. Lo comunica Santiago Suarez, ex direttore della squadra di minatori che sta lavorando sul posto. In un'intervista ha spiegato quanta attenzione ci vorrà  proprio nel momento di contatto tra i due tunnel.

 

Aggiornamento delle 9.28 del 23 gennaio

Sono ore di grande tensione soprattutto per i genitori del piccolo Julen. Josè, il papà del bimbo, ha parlato in lacrime dicendo: "Voglio credere con tutte le forze che mio figlio sia ancora vivo. Nessuno può capire ciò che stiamo passando, io so che tantissimi genitori ci sono vicini e dicono di capirci, ma possono solo immaginare il nostro dolore". Josè e la compagna avevano già perso un figlio, il piccolo Oliver, morto per infarto a soli tre anni.

 

Aggiornamento delle 16.19 del 22 gennaio

La situazione si complica. Come ha appena comunicato El Mundo, è necessario lavorare ancora sul pozzo verticale per consentire l'inserimento di un tubo che ricopra le pareti dello scavo. L'apertura per ora è troppo piccola. E se questa mattina (martedì) la Brigada de Rescate Minero de Hunosa (la squadra di minatori della Brigata di Hunosa) si stava già preparando per intervenire, ora si sta ancora scavando. Finito il lavoro, toccherà alla squadra di minatori scendere e completare manualmente il tunnel orizzontale che comunicherà con il pozzo.

 

Aggiornamento delle 15.00 del 22 gennaio

I lavori dei soccorritori del piccolo Julen continuano senza sosta. Il bimbo è caduto nel pozzo il 13 gennaio. Pare però che ieri, lunedì 21 gennaio, sia stata terminata la perforazione del tunnel parallelo a quello del pozzo. Secondo quanto riporta El País, «la realizzazione del tunnel parallelo è finita ieri alle 20.30 ed è durata 55 ore, molte di più rispetto alle 15 previste».

Adesso si sta scavando un tunnel orizzontale di 3-4 metri a una profondità di 72 metri. Sono emerse alcune difficoltà legate alla tubatura del tunnel verticale, realizzata al fine di evitare frane. Prima ancora del termine del tunnel orizzontale di collegamento, verrà realizzato un buco di circa 20 centimetri fino al pozzo per introdurre una videocamera e vedere se il bambino si trovi o meno a quella profondità.

Secondo Ángel García Vidal, coordinatore dell'operazione, la fase finale del salvataggio, ossia la costruzione del tubo orizzontale, richiederà 24 ore.

(L'articolo continua dopo la foto)

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17 gennaio 2019, Spagna, Totalan. Due residenti indicano la squadra in azione per salvare il piccolo Julen. | IPA

 

Aggiornamento delle 12.16 del 15 gennaio

Da prima dell'alba sono iniziati gli scavi per realizzare un pozzo laterale (laterale e orizzontale) per raggiungere il piccolo Julen: un tunnel abbastanza grande per consentire il passaggio di un adulto e permettere il salvataggio.

Un comitato di ingegneri ha optato per la tecnica "più rapida e affidabile", come riporta elmundo.es, dopo che il pozzo nel quale è caduto Julen è bloccato a 80 metri di profondità. Si pensa che il piccolo sia proprio lì. 

Si sta facendo "tutto il possibile" per recuperare il bambino data la difficoltà del terreno e i rischi di nuove frane nel tunnel.

 

Aggiornamento delle 10.00 del 15 gennaio

Il fratello maggiore del piccolo Julen è mancato nel 2017 a tre anni, a causa di una malattia. Una doppia tragedia per la famiglia del bimbo di due anni e mezzo, caduto in un pozzo a Sierra di Totalan, vicino Malaga. 

Questo è il secondo giorno di lavori intorno all'area in cui il bimbo è caduto.

 

Che cosa si sa

I genitori sono due ventenni di Malaga, che, nell'istante della tragedia, stavano aiutando a preparare il pranzo nella casa del parente: ora stanno vivendo attimi di angoscia, assistiti da psicologi della Protezione Civile.

 

Più di 100 persone fra vigili del fuoco, protezione civile, guardia civile, hanno cercato di raggiungere il bimbo. Purtroppo i soccorritori non possono calarsi all'interno del pozzo a causa delle piccole dimensioni di questo.

 

Tre tecniche per salvare il piccolo Julen

Bernardo Moltó, portavoce della guardia civile, ha dichiarato ai media che "saranno impiegate tre tecniche differenti" per salvare il bambino. Come prima cosa e con tutte la cautela necessaria, si estrarrà con una pompa aspiratrice il materiale franato a 78 metri di profondità, che ostacola ad un robot sonda spedito nel pozzo di raggiungere il fondo, a 110 metri.

 

Moltó ha poi affermato che "in secondo luogo si scaverà un pozzo parallelo" a quello in cui è caduto il bambino, al fine di raggiungerlo.

 

Infine, la cavità di 25 centimetri "sarà intubata" per impedire cedimenti di terreno, che potrebbero sotterrare Julen.

 

Si tenta il possibile per salvarlo

 

Maria Gamez, viceprefetto di Malaga, ha detto ai media: "Non saranno risparmiati mezzi nell'operazione di salvataggio".

 

Tutte le autorità spagnole stanno seguendo attraverso i media gli sviluppi dell'operazione di salvataggio e hanno inviato messaggi di vicinanza ai familiari del bambino.

 

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