News

Strage di Monaco e bullismo: i retroscena

bullismoragazzina
25 Luglio 2016
Si chiamava Ali Sonboly ed era un 18enne residente a Monaco con il doppio passaporto, tedesco e iraniano. Il giovane aveva una pistola Glock 9mm e lo scorso venerdì ha aperto il fuoco in un centro commerciale di Monaco, in Germania. Il ragazzo avrebbe agito per vendetta dopo essere stato vittima di bullismo per diversi anni a scuola. I retroscena spiegati da Telefono Azzurro.
Facebook Twitter Google Plus More

Monaco è ancora sotto choc dopo l'attentato al centro commerciale Olympia, dove sono rimaste uccise 9 persone e ferite 27 persone. I fatti sono avvenuti lo scorso venerdì, intorno alle ore 18. Il corpo di chi ha fatto la strage era stato trovato alle 20.30, senza vita.

 

Il killer si chiamava Ali Sonboly, era un ragazzo di 18 anni tedesco-iraniano vittima di bullismo. Era stato in pellegrinaggio sul luogo di un altro massacro e preparava l'attentato da un anno. (Leggi anche: bullismo, consigli ai genitori)

 

Preso in giro dai compagni di classe, vittima dei bulli, in cura psichiatrica per depressione. Secondo diverse testate, Ali Sonboly avrebbe dunque agito per vendetta dopo essere stato vittima di bullismo per diversi anni a scuola: un anonimo ex compagno di classe ha rivelato che il 18enne prometteva «sempre» di «uccidere» i bulli che lo tormentavano.

 

Subire bullismo può portare ad atti distruttivi?

 

Come riporta il Telefono Azzurro in un comunicato ufficiale,

"esperienze traumatiche vissute durante l'infanzia e l'adolescenza, come il bullismo, possono determinare disagi, che a loro volta si possono trasformare in veri e propri atti distruttivi, come l'attentato nella capitale della Baviera".

 

Un motivo in più quindi per non prendere sotto gamba questo fenomeno, saper leggere in tempo i segnali di disagio e agire tempestivamente: le conseguenze del bullismo possono essere drammatiche.

 

Soprattutto in situazioni di integrazione, l'attenzione ai ragazzi deve sempre rimanere alta. Alla lunga, infatti, le vittime arrivano a mostrare una svalutazione di sé e delle proprie capacità, insicurezza, problemi sul piano relazionale, fino a manifestare, in alcuni casi, veri e propri disturbi psicologici, tra cui quelli d’ansia o depressivi. Più il tempo passa, più i ruoli si definiscono e le conseguenze diventano dannose.

 

Contro il bullismo si devono attivare sia la scuola che la famiglia: è importante che genitori e insegnanti comunichino tra loro e si metta in atto un intervento condiviso e coerente.

 

 Dal 1987 Telefono Azzurro difende i bambini e pone l'attenzione anche su questi temi. Attraverso la linea gratuita 1.96.96, ogni giorno 24 ore su 24, accoglie richieste di aiuto da parte di bambini, adolescenti e adulti in difficoltà.