Linguaggio

Studio norvegese: le bambine apprendono il linguaggio prima dei bambini

bambinabambino
12 Agosto 2015
La bambine imparano a leggere più velocemente e vanno meglio a scuola. Lasciano indietro i colleghi maschietti fin dall'asilo e dimostrano competenze linguistiche già in anticipo. Lo dimostra uno studio del Norwegian Reading Centre del l'Università di Stavanger.
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Le bimbe sono più interessate e disposte per natura a darsi da fare con le attività linguistiche (per esempio lettura e canto) rispetto ai bimbi. E queste attività le portano ad avere migliori competenze linguistiche rispetto ai loro colleghi dell'altro sesso. Già dalla scuola dell'infanzia hanno una marcia in più. E da grandi, sono più brave a scuola.  (Leggi anche; lo sviluppo del linguaggio)

 

Questi i risultati di una ricerca condotta dal Norwegian Reading Centre del l'Università di Stavanger su 1.005 bimbi tra i 30 e i 33 mesi delle scuole materne. La ricerca suggerisce che è proprio all'asilo che bisognerebbe intervenire per garantire quindi "pari opportunità" tra maschi e femmine, in base alle attività svolte. E quindi a stimolare i maschietti ad apprezzare attività linguistiche. (Leggi anche: maschio o femmina, chi è più difficile da educare?)

 

L'importanza di canto, lettura e recitazione

 

Prendere coscienza del linguaggio "è un prerequisito per imparare a leggere - spiega a Science Daily Elisabeth Brekke Stangeland, dell'Università di Stavanger - e questa consapevolezza è promossa in particolare da attività come la lettura, il canto e la recitazione in rima". Quindi se i bimbi partecipano meno ad attività linguistiche di questo tipo, le conseguenze si hanno anche nell'apprendimento della lettura. E le differenze spesso proseguono anche in età scolare. In una tipica scuola dell'infanzia norvegese, le bimbe sono sedute intorno a un tavolo, mentre seguono attività come cantare o parlare con il maestre, mentre i maschietti sono seduti per terra a giocare.

 

La differenza, si nota così tanto, "che, in termini di capacità di lettura, i ragazzi norvegesi della scuola secondaria sono un intero anno dietro le ragazze della stessa età e sono molto più portati ad abbandonare gli studi", spiega Stangeland.

 

Per garantirgli uguali opportunità di affrontare al meglio la scuola, i maschietti vanno stimolati in modo diverso, individuandone i desideri, "spesso invece si escludono dalle attività linguistiche". Come suggerisce Stangeland, sarebbe quindi opportuno chiedersi se queste attività, per come sono strutturate, siano realmente interessanti per i maschietti. E come intervenire. (Leggi anche: come arricchire il vocabolario del bambino)

 

Fonte: ScienceDaily

Guarda anche il video sullo sviluppo del linguaggio del bambino

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