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Svezzamento

Svezzamento: prima si comincia, meglio dormono i bambini?

Di Irma Levanti
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11 Luglio 2018
Secondo i risultati di uno studio inglese, l'introduzione di cibi solidi già dai tre mesi di vita – in associazione all'allattamento al seno – migliorerebbe (un pochino) la qualità del sonno dei bambini.

 

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I lattanti ai quali, oltre al latte materno, vengono dati anche cibi solidi già a partire dai tre mesi di vita sembrano dormire un pochino meglio di notte di quelli che ricevono soltanto latte. A dirlo sono i risultati di uno studio inglese appena pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics e sicuramente destinato a far discutere.

 

Ricordiamo infatti che le principali organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, dall'Organizzazione mondiale della sanità alla Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, dall'Associazione dei pediatri americani al nostro ministero della salute, raccomandano di cominciare lo svezzamento intorno al sesto mese di vita e comunque non prima del quarto.

 

Lo studio ha coinvolto 1225 bambini allattati al seno che, a tre mesi di età, sono stati suddivisi in due gruppi: circa la metà ha continuato con il solo allattamento materno fino ai sei mesi, mentre l'altra metà ha ricevuto da subito anche cibi solidi. Poiché l'obiettivo principale del progetto di ricerca era valutare l'effetto dell'introduzione precoce di alcuni cibi allergizzanti sul rischio di sviluppare allergie, i genitori dovevano introdurre in particolare questi cibi – latte vaccino, uovo, arachidi, sesamo, pesce e frumento – ma potevano proporre ai loro piccoli anche altro.

 

A cadenza regolare (una volta al mese fino all'anno e una volta ogni tre mesi fino ai tre anni), ai genitori è stato chiesto di compilare un questionario su quali e quanti alimenti consumavano i loro bambini, oltre che su durata e frequenza dell'allattamento al seno. Alcune domande, inoltre, riguardavano le caratteristiche del sonno del bambino e la percezione della propria qualità di vita da parte delle mamme.

 

Ebbene, confrontando i dati raccolti, i ricercatori hanno osservato che intorno ai sei mesi di età i bimbi svezzati precocemente tendono a dormire un po' meglio dei loro “colleghi” di studio: circa 16 minuti e mezzo in più a notte, con due risvegli in meno in media. Significa circa due ore di sonno in più a settimana: non molto, ma per qualche genitore anche questo potrebbe fare la differenza.

 

La forbice tra i due gruppi tende comunque a chiudersi con il passare del tempo: considerando tutta la durata dello studio, cioè tre anni, i bambini svezzati prima dormono in media poco più di 7 minuti in più a notte di quelli svezzati dopo.

 

 

I risultati sembrano confermare la credenza popolare che svezzare presto aiuti i bambini a dormire meglio. Va detto però che proprio il radicamento di questa convinzione potrebbe rappresentare un limite dello studio: siccome la quantità del sonno dei bambini non è stata misurata scientificamente ma riferita a posteriori dai genitori, non è possibile escludere che i genitori che già si aspettavano un miglioramento dopo l'introduzione dei cibi solidi siano stati inconsapevolmente portati a riportare risultati migliori.