Soldi e famiglia

Tasi, le famiglie a reddito basso pagheranno di più

tasi
09 Settembre 2014
Entro domani i comuni devono fissare le aliquote per la Tasi, la nuova tassa sulla casa, che si preannuncia essere una tassa "regressiva": inciderà di più sugli immobili di minor valore e sulle famiglie con i redditi più bassi.
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Domani scade, per i comuni che ancora non l'hanno fatto, il termine per fissare le aliquote della Tasi, la nuova tassa sulla casa che dovrà essere pagata dai contribuenti entro il 16 dicembre.

Secondo il Servizio delle politiche territoriali della Uil, sarà più cara dell'Imu . Di certo più esosa per i proprietari di case piccole e con figli. La Uil calcola che 7 famiglie su 10 pagheranno più Tasi che Imu e questo perché le detrazioni non sono paragonabili a quelle in vigore con l'Imu.

 

Penalizzate le case piccole

 

In pratica sono privilegiati i proprietari di immobili di alto valore fiscale e penalizzate le case piccole: ad esempio, secondo i calcoli del corriere della sera,  una casa civile di 70 metri quadrati a Milano pagherà 228 euro, 63 in più rispetto all’Imu; un’abitazione medio signorile di 120 metri, invece, pagherà 530 euro, con un risparmio di 118 rispetto a due anni fa.

L'Anci (Associazione dei comuni) accusa il Governo e il Parlamento che hanno tagliato le risorse ai sindaci per 8,5 miliardi dal 2011 a oggi. "Questi sacrifici hanno obbligato i comuni a una maggiore pressione fiscale" ammette L'Anci.


Tasi e tempistiche di pagamento 

 

Tra l'altro, oltre a dover pagare di più, molti contribuenti dovranno farlo in tempi stretti perché le amministrazioni comunali sono in ritardo con le delibere delle tariffe. Infatti solo il 64% dei municipi ha fissato le aliquote.

Nei comuni "virtuosi" dove sono state decise già a maggio, l'acconto è stato versato a giugno e il saldo è previsto entro il 16 dicembre.

 

In quelli dove si è deliberato quest'estate,  come a Milano, Roma, Bari, Catania, Verona, l'acconto sarà da versare entro il 16 ottobre e il saldo sempre per il 16 dicembre.

Rimangono 3100 comuni che non hanno ancora deliberato e dovranno farlo entro domani e comunicarlo al ministro dell'Economia prima del 18 settembre, nel caso non facessero a tempo, i contribuenti dovranno versare tutto il 16 dicembre. 

 

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Aliquota stabilita dal comune


L'aliquota Tasi viene stabilita dal Comune e varia tra l'1 e il 2,5 per mille. Inoltre alcuni comuni, per finanziare le detrazioni, possono alzare dello 0,8 e arrivare al massimo di 3,3 per mille, come a Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Venezia e Torino. 


Tendenzialmente i comuni con Imu molto alta,  ora hanno una Tasi più bassa, come ad esempio a Roma, dove si risparmierà tra i 50 e i 145 euro, a seconda del tipo di appartamento. Penalizzati i comuni che tenevano l'Imu bassa (al 4 per mille). Ora si trovano a imporre una Tasi tra il 2,5 e il 3,3. A Mantova, per esempio, c'è un aumento da 124 a 181 euro. 

 

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