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Terremoto Centro Italia: niente scuola per 500 alunni

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02 Novembre 2016
Le famiglie chiedono di non sparpagliare gli alunni. Sono circa 500 i bambini e i ragazzi per i quali la campanella oggi non è suonata e ospiti negli hotel della costa.
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Scuole chiuse. La campanella oggi non è suonata e non suonerà per circa 500 bambini e ragazzi ospitati dalla Protezione civile negli alberghi sulla costa. Ritorno a scuola posticipato.

Sono gli alunni di Arquata, Visso, Muccia, Pievebovigliana. Avevano cominciato ad andare a scuola nelle tende, a causa del terremoto del 24 agosto e a giorni speravano di entrare nei moduli promessi loro dal governo. Il 22 era attesa per l’inaugurazione il ministro Stefania Giannini.

Poi, le nuove scosse. (Leggi anche: terremoto e bambini, i consigli di save the children)

 

Il Corriere in edicola oggi riporta le voce di ragazzini e genitori. «Non ho mai avuto tanta voglia di andare a scuola» ride Stefania, mano nella mano con l’amica Chiara sui divanetti dell’Holiday, l’hotel di Porto Sant’Elpidio che le ospita. «I nostri figli vogliono e devono tornare a scuola» dicono le mamme mentre le ragazze della cooperativa “Matite colorate” all’interno del villaggio provano a fare quello che possono con i bimbi.

 

«Ci troviamo di fronte a comunità scolastiche frantumate dalla catastrofe — racconta la dirigente delle scuole di Arquata e Acquasanta Terme, Patrizia Palanca — che per quanto possibile dovremmo cercare di ricomporre, ad esempio creando una nuova “Scuola di Arquata” in uno dei comuni costieri, in un edificio dedicato. Evitando per quanto possibile che i giovani vengano sparpagliati nelle scuole delle città che li ospitano».

 

L'idea è di realizzare una tensostruttura o qualcosa di simile sulla costa, per ricreare le loro vecchie scuole. Ma il numero di 500 scolari è destinato a salire, perché non tutti sono negli hotel, ma ospiti in seconde case o da amici. 

Sta anche aumentando il numero delle scuole inagibili: tutte quelle di Tolentino, quelle a Fiastra e Muccia.