Prevenzione

Test HPV al posto del Pap test per la prevenzione del tumore del collo dell'utero: facciamo chiarezza

Di Valentina Murelli
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06 Settembre 2018 | Aggiornato il 07 Settembre 2018
Da decenni, lo screening triennale con Pap test è lo strumento fondamentale per la prevenzione del cancro della cervice uterina. Ora, però, tutta Italia si sta adattando a sostituirlo con il test HPV, da eseguire ogni cinque anni. Ecco di che cosa si tratta e come funziona il nuovo screening
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Un passo indietro per il Pap Test, per decenni fondamentale per lo screening del tumore del collo dell'utero, a favore del test HPV

, in grado di rilevare in modo molto specifico la presenza di papilloma virus, responsabile dell'insorgenza del tumore. È quanto previsto dal Piano nazionale prevenzione 2014-2018 del Ministero della Salute, secondo il quale entro il 2018 tutte le regioni italiane avrebbero dovuto prevedere il test HPV come screening primario per donne tra 30 e 64 anni, mantenendo il Pap test come screening di secondo livello.

 

Ora l'Osservatorio nazionale screening fa il punto su questo avvicendamento, rilevando che non è ancora completato e che andrà probabilmente a regime un po' più in là, entro il 2020. Secondo quanto riferisce il dottor Marco Zappa, direttore dell'Osservatorio, le regioni dove è ormai in fase avanzato il cambiamento verso il test HPV come test primario sono Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Piemonte,Toscana, Umbria e Veneto. In altre il processo è comunque iniziato (Campania, Liguria, Provincia autonoma di Trento) o appena all’inizio (Val D’Aosta, Lombardia, Calabria, Sicilia), mentre in Sardegna, Puglia, Marche, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano ancora deve cominciare.

 

Pap test e test HPV, cosa sono


Il Pap test consiste in un semplice prelievo di cellule delle cervice uterina (altro termine per indicare il collo dell'utero). Queste cellule sono poi analizzate al microscopio per individuare molto precocemente alterazioni – gli esperti le chiamano “lesioni” - che a lungo andare potrebbero trasformarsi in cancro. L'eliminazione precoce delle lesioni, però, scongiura questa possibilità.

 

Il test HPV consiste invece nella ricerca del virus responsabile del tumore del collo dell'utero, il papillomavirus umano (HPV), su materiale cervicale prelevato in modo analogo al Pap test. In questo caso non si vanno a cercare eventuali lesioni ma l'infezione virale che potrebbe provocarle, il che significa che ci si muove ancora prima e ancora più tempestivamente. E con costi minori per il servizio sanitario.

 

A chiarire esattamente come funziona questo nuovo test, come e quando può essere eseguito e qual è il nuovo ruolo per il Pap test è un documento del Gruppo italiano screening cervicocarcinoma, aggiornato a maggio 2018: Le 100 domande sull'HPV. Vediamo alcuni dettagli (alcune risposte sono state parzialmente editate).

 

12 domande sul test HPV


1. Quello che si cerca con il Pap test non c'entra nulla con il virus cercato dal test HPV?
No, c’entra moltissimo, perché con il Pap test si vedono al microscopio proprio le modificazioni cellulari provocate dal virus HPV.

 

2. Con il Pap test si vede il virus HPV?
No, però il Pap test può mostrare le modificazioni cellulari dovute alla presenza del virus.

 

3. Ci sono esami del sangue specifici per il virus HPV?
No.

 

4. Perché si può fare lo screening con il test HPV al posto del Pap test?
Perché molti studi hanno dimostrato che il test HPV è più efficace del Pap test nel trovare le lesioni del collo dell’utero ed è quindi più protettivo. Uno degli ultimi studi in questo senso è stato pubblicato sul prestigioso Journal of American Medical Association (Jama) nel luglio 2018 . Inoltre, il test HPV trova queste lesioni più precocemente, e quindi è sufficiente ripeterlo ogni cinque anni invece che ogni tre anni come si fa con il Pap test.

 

5. Perché lo screening con test HPV è raccomandato dopo i 30-35 anni?
Perché nelle donne più giovani le infezioni da HPV sono molto frequenti, ma nella gran parte dei casi regrediscono spontaneamente. Fare questo screening sotto i 30-35 anni dunque potrebbe portare a identificare – e di conseguenza trattare – lesioni che invece sarebbero regredite in modo spontaneo.

 

Al momento, sotto i 30-35 anni è raccomandato lo screening con il Pap test.

 

6. Come si fa lo screening con test HPV?
Si fa un prelievo analogo a quello fatto per il Pap test, con il materiale prelevato che viene analizzato in laboratorio alla ricerca del virus. In realtà, oltre al prelievo per il test HPV si fa anche quello per il Pap test: questo materiale, però, sarà analizzato solo se il test HPV è positivo.

 

In questo senso, il Pap test rappresenta un esame di completamento dello screening con test HPV, se questo risulta positivo.

 

Come ha spiegato all'Ansa Basilio Passamonti, presidente del Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma: “I due test integrati rappresentano il massimo di garanzia possibile per la prevenzione: l'HPV-Test, che è più sensibile, individua le donne con infezione in corso, mentre il Pap test, che è più specifico, va fatto in uno step successivo per individuare l'eventuale lesione dovuta alla modificazione cellulare causata dal virus”.

 

7. Che cosa succede se lo screening con test HPV è negativo?
Semplicemente che si torna a fare lo screening dopo cinque anni. In questo intervallo di tempo non occorre fare un Pap test.

 

8. Che cosa succede se lo screening con test HPV è positivo?
In questo caso sarà effettuato anche il Pap test. Se questo evidenzierà delle modificazione, la donna sarà invitata a fare una colposcopia. Se invece il Pap test sarà normale – il che significa che il virus non ha causato modificazioni – si rifarà il test HPV dopo un anno per capire se l'infezione è ancora presente: sappiamo infatti che buona parte delle infezioni scompare spontaneamente entro un anno.

 

Se dopo un anno il test HPV sarà ancora positivo, la donna sarà invitata a fare una colposcopia, anche se il suo Pap test risulterà normale.

 

| Le 100 domande sull'HPV / GISCI

 

9. Che cosa è la colposcopia?
È un controllo simile alla visita ginecologica nel quale il ginecologo usa uno strumento (il colposcopio) che permette di vedere meglio il collo dell'utero. Se si vedono modificazioni, il ginecologo esegue direttamente un piccolo prelievo di tessuto (biopsia), che verrà analizzato in laboratorio.

 

In genere la colposcopia non è dolorosa mentre la biopsia potrebbe provocare un moderato fastidio o un lieve dolore.

 

10. Che cosa succede se la biopsia è positiva?
Se le lesioni rilevate sono lievi, basterà fare dei controlli periodici. Altrimenti le lesioni andranno curate.

 

11. Come si trattano le lesioni?
In genere sono trattate con piccoli interventi chirurgici, fatti in ambulatorio e con un’anestesia locale. Alcuni interventi prevedono la distruzione dell’area alterata, ma sono poco utilizzati, altri – più frequenti - permettono di asportare la lesione insieme a una piccola zona di tessuto sano circostante (si parla di conizzazione).

 

12. Perché il mio programma di screening non mi ha invitato a fare il test HPV al posto del Pap test?
O perché hai meno di 30-35 anni, e allora il Pap test è più indicato del test HPV, o perché il programma di screening della tua Asl non è ancora passato al test HPV come test di prima linea.