Cartoni Animati

Tom e Jerry, scoppia la polemica sulla cameriera di colore

01 Ottobre 2014
“I corti di Tom e Jerry potrebbero contenere pregiudizi razziali”: è l’avviso che compare su Amazon Prime Instant Video, dopo le lamentele da parte di alcuni utenti in merito al fatto che la cameriera presente nella serie è sempre di colore
 
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"I corti di Tom e Jerry potrebbero contenere pregiudizi razziali che un tempo erano comuni nella società americana. Si tratta di posizioni che erano sbagliate allora e sono sbagliate adesso, e non rappresentano la visione della società odierna da parte della Warner Bros.". È l'avvertenza che compare su Amazon Prime Instant Video, il servizio di video on-demand (attivo unicamente negli Usa, in Gran Bretagna e in Germania) del noto gruppo di vendite online. L'avviso, che compare quando si cerca di acquistare uno degli episodi del famosissimo cartone animato del gatto e del topo, nato 73 anni fa dalla fantasia di William Hanna e Joseph Barbera, è comparso perché ci sono state lamentele da parte di alcuni utenti in merito al fatto che nella serie la cameriera che compare è sempre di colore. (Razzismo e pregiudizi, leggi le opinioni sul forum)

 

L'iniziativa di pubblicare l'avviso (che compare anche sulle confezioni di alcuni dei DVD della serie animata) ha però a sua volta attirato critiche da parte dei commentatori: secondo il britannico Frank Furedi, sociologo all'Università del Kent intervistato dalla Bbc a proposito della vicenda, si tratta semplicemente di "falsa pietà" e di una censura "senza cervello" che "sembra travolgere la vita culturale". Per Furedi, in questo modo, "si legge la storia al contrario, giudicando le persone del passato con il metro dei nostri valori". (Leggi anche la tv dei bambini)

 

E per Steve Abrahart, docente di Animazione alla De Montfort University di Leicester, i ragazzi di oggi non restano scioccati da ciò che vedono in vecchi film d'animazione, perché sono in grado di capire che nel corso del tempo cambiano anche gli atteggiamenti delle persone. E sottolinea come, oltre a quelli razziali, i cartoni animati degli anni Quaranta (compresi, quindi, anche quelli della Disney, già in passato accusati di razzismo) contengono anche stereotipi nazionalisti, xenofobi e maschilisti. (Guarda anche 9 film d'animazione da non perdere)