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Torna l’ora solare, ecco come aiutare i bambini ad adattarsi

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27 Ottobre 2016 | Aggiornato il 27 Ottobre 2018
Nella notte tra tra sabato 27 e domenica 28 ottobre torna l’ora solare e gli orologi dovranno essere spostati indietro di un’ora. I bambini potrebbero soffrire di disturbi legati al cambiamento dell’ora, diventando nervosi, stanchi e assonnati. Ecco i consigli di Jodi Mindell, psicologa esperta nelle malattie del sonno in età pediatrica, per aiutare i piccoli ad adattarsi.
 
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Entrata in vigore a fine marzo, domenica terminerà l’ora legale: alle 3 della notte tra sabato e domenica gli orologi dovranno essere spostati indietro di un’ora. Contrariamente a quanto succede in primavera, quindi, si avrà a disposizione un’ora in più di sonno. Ma questo non basterà per “ingannare” l’orologio biologico: per qualche tempo si potrà soffrire di disagi per il cambiamento repentino dell’orario e, quindi, anche delle abitudini. E i disagi non colpiscono solo gli adulti ma anche i bambini: difficilmente i neonati, ma quelli che hanno già qualche mese e i più grandicelli potrebbero soffrire anche per una settimana o due di disturbi legati al cambiamento dell’ora, diventando nervosi, stanchi e assonnati. 

 

Secondo Jodi Mindell, psicologa esperta nelle malattie del sonno in età pediatrica e direttore associato dello Sleep Disorders Center al Children’s Hospital di Philadelphia, citata dal sito pediatrics.com, “non è raro che i bambini abbiano disturbi del sonno con il ritorno dell’ora solare. Il bambino potrebbe essere assonnato prima del solito a causa del cambio dell’ora, addormentandosi prima del normale orario della nanna”. (Speciale nanna, come far dormire il bambino)

 

Per aiutare il piccolo ad adattarsi al cambio dell’ora, secondo l’esperta ci sono due opzioni.

 

1. Il metodo “veloce”. 

La prima è quella di non cambiare gli orari di sonno e veglia per assecondare le abitudini del bambino, perché ciò non farebbe altro che allungare il tempo di adattamento all’ora solare. Se andava a letto alle 21, deve continuare a farlo, e non andare a nanna alle 20.45 perché ha già sonno. “Ciò potrebbe  provocare al bambino un paio di giorni di stanchezza – spiega la psicologa – ma l’adattamento sarà più rapido”. (Leggi anche Le fiabe della buonanotte)

 

2. Il metodo “graduale”. 

Se invece si vuole optare per un acclimatamento più “mite”, è possibile iniziare a mandare a letto il piccolo un quarto d’ora prima ogni giorno a partire dal mercoledì, in modo che la domenica sera l’ora di differenza sia già stata “assorbita” dall’orologio biologico del bambino. Questo metodo, più “dolce”, ha però lo svantaggio della preparazione: bisogna iniziare ad abituare il piccolo già qualche giorno prima dell’effettivo cambio dell’ora. (Ti potrebbe interessare Non ha mai sonno)

 

Qualunque sia la scelta, la raccomandazione degli esperti è quella di seguirla scrupolosamente: consentire al bambino di andare a letto più tardi il sabato sera proprio in coincidenza del cambio di orario, ad esempio, vanifica qualsiasi “metodo” perché scombussola di nuovo la routine.

 

Per aiutare ulteriormente il piccolo (dai 2 anni in poi) , si possono utilizzare anche particolari orologi, gli Sleep Trainer Clock (cioè orologi d’addestramento al sonno) che mostrano visivamente al bambino se è ora di svegliarsi o di continuare a dormire: se il quadrante mostra il sole, ci si può alzare; in caso contrario, se sull’orologio c’è la stella, significa che bisogna continuare la nanna.

 

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