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Scuola media

Tornare a casa da soli alle medie? In alcune scuole è vietato

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11 Ottobre 2017
In molte scuole medie sta girando una circolare che vieta ai ragazzi di tornare a casa da soli. A prenderli all'uscita ci deve essere un adulto incaricato. "Si tratta di un’idea balzana dettata dalla paura, dalla mancanza di responsabilità pedagogica e dalla burocratizzazione della scuola" commenta il pedagogista Daniele Novara al Corriere della Sera. 

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Da tempo pedagogisti, insegnanti, ricercatori ammoniscono noi genitori dicendo che i ragazzi d'oggi sono poco autonomi e che questo sarà un problema per quando saranno adulti e dovranno uscire di casa per affrontare il mondo. 

 

Ma poi ecco che in alcune scuole medie sta girando una circolare che vieta ai ragazzi  di tornare a casa da soli. A dare la notizia è il Corriere della Sera: si tratta di una misura presa dopo una sentenza della Cassazione che condannava una scuola per la morte di uno studente investito da uno scuolabus, 15 anni fa.

 

"Capisco il disagio delle famiglie e tutti appoggiamo la ricerca di autonomia dei ragazzi, ma poi arrivano giudici e sentenze a sconfessare tutto e per i tribunali la responsabilità di un 13enne è di un genitore o “precettore”, quindi il docente e il suo responsabile" dice al Corriere Cinzia Giacomobono, preside dell’istituto Parco degli Acquedotti di Roma. Qui i genitori avranno tempo fino al 23 ottobre per organizzarsi con babysitter o nonni, se non possono recarsi di persona all'uscita della scuola. 

"Una follia" commenta un padre davanti alla scuola, "sono ragazzini che magari devono fare poche centinaia di metri per tornare a casa e invece alle 14 dobbiamo venire per farli uscire, altrimenti la preside chiama la polizia".

 

 

Ma secondo Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi del Lazio, la circolare è una misura illegittima, quello che fa fede è sempre il regolamento della scuola: se prevede la ripresa dei genitori, i giudici fanno riferimento a quello.

 

Ma anche gli esperti hanno seri dubbi in merito a questa decisione. 

Il pedagogista Daniele Novara commenta al Corriere: "è un’idea balzana dettata dalla paura, dalla mancanza di responsabilità pedagogica e dalla burocratizzazione della scuola".

In Italia solo il 30% dei ragazzini torna a casa da solo. Nel resto d’Europa si arriva al 90%. "L’età 11-14 è quella dell’autonomia: così precludiamo ai ragazzi ogni percorso di crescita. Li vogliamo chiudere in casa? Non è protezione, ma solo paura".