Alimentazione e salute

Troppi grassi e zuccheri in gravidanza? Possibile legame con iperattività dei bambini

Di Irma Levanti
alimentazioneingravidanza2
24 Agosto 2016
Secondo uno studio inglese, "mangiare male" in gravidanza, eccedendo in cibi spazzatura, sarebbe associato a un aumento del rischio di ADHD nei bambini. L'anello di congiunzione tra i due fenomeni sarebbe la modificazione dell'attività di un gene coinvolto nello sviluppo cerebrale del feto e del bambino.
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Potrebbe esserci un motivo in più per mangiare bene in gravidanza, privilegiando una dieta sana, varia ed equilibrata.

 

Sappiamo ormai molto bene che una sana alimentazione durante l'attesa riduce il rischio di alcune anomalie fetali, come difetti del tubo neurale, di parto prematuro, di altre complicazioni della gravidanza che potrebbero essere legate a diabete o sovrappeso. Ora, però, uno studio inglese suggerisce che potrebbe anche proteggere dal rischio che, a un certo punto della sua vita, il bambino sviluppi ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

 

I ricercatori hanno seguito nel tempo, per una quindicina d'anni, un gruppo di circa 160 bambini, metà dei quali mostrava già dall'infanzia alcuni disturbi del comportamento - per esempio aggressività o incapacità di seguire minime regole sociali - che vengono talvolta considerati precursori di ADHD. L'altra metà non mostrava invece disturbi particolari. Alla nascita i bambini sono stati sottoposti a un esame del sangue per verificare, tramite appositi test genetici, eventuali modificazioni del gene IGF 2, coinvolto nello sviluppo cerebrale del feto e del bambino. In particolare, gli studiosi hanno analizzato il cosiddetto stato di metilazione del gene, cioè la presenza o meno di particolari gruppi chimici chiamati gruppi metile. Si tratta di uno dei meccanismi di regolazione epigenetica, quei meccanismi che modulano l'attività dei geni (cioè il fatto che siano accesi o spenti) senza modificarne la sequenza.  

 

I dettagli sulla dieta materna, ma anche su quella dei bambini dopo la nascita, sono stati ottenuti tramite accurati questionari compilati dalle mamme a 32 settimane di gravidanza e in vari momenti della vita dei piccoli, fino all'età di sette anni.

 

Ebbene, i dati raccolti hanno mostrato che una dieta poco sana della mamma, ricca di cibi grassi e di zuccheri, è associata a un aumento dei livelli di metilazione di IGF2 nei bambini, sia quelli con disturbi del comportamento sia quelli senza problemi. Non solo: tra i bambini con disturbi del comportamento, livelli più elevati di metilazione sono associati a un aumento del rischio di andare incontro a una diagnosi di ADHD tra i 7 e i 13 anni.

 

Dunque va chiarito molto bene che per ora si parla solo di associazione tra un certo tipo di alimentazione in gravidanza e un certo tipo di rischio per la salute dei bambini, e non di un verificato rapporto causo effetto, che andrà studiato meglio con indagini più ampie e dettagliate. L'indicazione a curare di più la dieta nei nove mesi d'attesa però resta.