Lettura

Una maggiore spaziatura tra le lettere potrebbe favorire la capacità di lettura dei bimbi

Di Sara De Giorgi
letturabimbi
22 Marzo 2018
Secondo alcuni scienziati della Binghamton University l'aumento della spaziatura tra le lettere aiuterebbe le persone a leggere in maniera più veloce. In base ai risultati dello studio, ciò non sarebbe conseguenza dell'elaborazione visiva, ma farebbe parte di uno dei processi della lettura.
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Secondo una nuova ricerca della Binghamton University (State University of New York) pubblicata sulla rivista Brain Research, l'aumento della spaziatura tra le lettere aiuterebbe le persone a leggere più velocemente. Ma secondo gli scienziati ciò non sarebbe dovuto a una migliore elaborazione visiva. 

 

"In generale, il nostro team intende studiare come i bambini imparano a leggere e, in particolare, vogliamo capire in che modo l'attività cerebrale dei piccoli che hanno difficoltà a leggere differisce da quelli che non hanno problemi", ha spiegato Elizabeth Sacchi, prima autrice dello studio. "Attraverso alcuni dei miei studi, mi sono imbattuta nell'effetto chiamato 'letter-spacing', ossia nella scoperta che sia i bambini che gli adulti con o senza specifica difficoltà di lettura leggono più velocemente e più fluidamente quando aumentano gli spazi tra le lettere nelle parole".

 

La ricerca di Elizabeth Sacchi sulla spaziatura delle lettere fa parte del progetto Reading Brain finanziato dalla National Science Foundation, diretta da Sarah Laszlo, professore di psicologia. L'obiettivo del progetto è quello di aiutare i bambini a leggere meglio.

 

"Tutti i partecipanti alla ricerca sembravano piuttosto sicuri fino al punto in cui si trattava di decifrare la scena visiva, cosa che, secondo l'opinione tradizionale, può rendere più facile l'identificazione delle lettere. Quello che i miei risultati mostrano è che non sembra che l'effetto 'letter-spacing' si verifichi abbastanza presto da essere correlato all'elaborazione visiva".

 

La ricercatrice Sacchi ha misurato l'attività elettrica nel cervello delle persone mentre venivano mostrate loro immagini di parole, lettere che compitate formavano 'pseudo parole', stringhe di consonanti e caratteri visivamente simili a parole reali, ma senza significato. Ha poi affermato che se l'effetto di spaziatura tra lettere fosse stato conseguenza dell'elaborazione visiva, sarebbe stato più facile rispondere a tutti i caratteri mostrati.

 

"L'aumento della spaziatura è stato molto utile per le parole e meno utile per le pseudo-parole e le stringhe con consonanti. Il fatto che più stimoli simili alle parole abbiano portato più vantaggi rispetto a stimoli meno somiglianti a parole suggerisce che il beneficio sia stato conseguito durante un processo specifico della lettura e non in uno stadio puramente visivo. Non sappiamo ancora molto, ma se riusciamo a identificare esattamente come ciò aiuta le persone a leggere, allora l'idea è che possiamo impiegare questo effetto più efficacemente".