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Una scuola vieta di fare i regali di fine anno ai maestri

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30 Maggio 2018
La circolare del preside Tiziano Fattizzo, di una scuola di Francavilla Fontana in provincia di Brindisi, spiega ai genitori e agli insegnanti: non si fanno i regali ai docenti. E vieta agli insegnanti (ma anche ai bidelli) di accettarli. Lo dice la legge.
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Con l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico riparte il giro dei regali ai maestri: vanno fatti? Non vanno fatti? Ormai per molte scuole è una prassi consolidata. 

 

Un dirigente scolastico però non ci sta. Il preside dell’istituto comprensivo "Montessori – Bellotta", Tiziano Fattizzo, ha vietato a insegnanti e ai bidelli di accettare i regali di fine anno da parte dei genitori degli allievi. A dare la notizia è il giornale on line "Brindisi Oggi".

 

Come si legge sulla circolare, pubblicata giovedì scorso sul sito dell'istituto

Oggetto: divieto regali fine anno scolastico


Con l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico è invalso l’uso tra i genitori di fare un presente ai docenti dei propri figli.
Onde evitare di creare eventuali contrasti con la legislazione in materia, con la presente viene ribadito il divieto al personale docente e A.T.A. di accettare regali dai genitori.
Si rammenta che tale prescrizione è regolata dalle seguenti norme: Decreto Ministeriale del 28-11-2000 (G.U. nr. 84 del 10-04-2001) Contratto Nazionale di Lavoro Comparto Scuola 04-081995 ART. 57 Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.62.
Confidando nella responsabile collaborazione di ognuno porgo distinti saluti.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Tiziano Fattizzo

 

Il preside ha di fatto vietato in toto i regali. Ma come mai? Come spiega lo stesso docente a Donna Moderna: “Ho saputo che in una classe erano stati chiesti 30 euro a famiglia, per i doni alle maestre. Mi è sembrato davvero troppo, un’esagerazione. Così mi sono attivato. Ma non ho calato alcun divieto dall’alto, non ho inventato nulla. Anzi. Ho semplicemente ricordato a docenti, operatori e genitori quello che è già previsto dai contratti di lavoro e dai codici di comportamento degli insegnanti e dei dipendenti della pubblica amministrazione, disposizioni che esistono da quasi vent’anni e direttive più recenti”.

 

Che cosa prevedono le norme richiamate dal preside?

Il preside cita il Decreto Ministeriale 28-11-2000, in cui per esempio c'è scritto: 

" Art. 3.
                       Regali e altre utilita'
  1.  Il  dipendente  non  chiede,  per se' o per altri, ne' accetta,
neanche  in  occasione  di  festivita', regali o altre utilita' salvo
quelli  d'uso  di  modico  valore,  da  soggetti che abbiano tratto o
comunque  possano  trarre  benefici da decisioni o attivita' inerenti
all'ufficio.
  2.  Il  dipendente  non  chiede,  per se' o per altri, ne' accetta,
regali  o altre utilita' da un subordinato o da suoi parenti entro il
quarto  grado.  Il dipendente non offre regali o altre utilita' ad un
sovraordinato  o  a suoi parenti entro il quarto grado, o conviventi,
salvo quelli d'uso di modico valore."

 

Ma anche il Contratto Nazionale di Lavoro Comparto Scuola, che cita, all'articolo 57, lettera q: 

"SEZIONE II
PERSONALE AMMINISTRATIVO, TECNICO E AUSILIARIO
ART. 57
Doveri del dipendente.
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire
esclusivamente la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i
principi di buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa,
anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi
privati propri ed altrui.

2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di rapporti
di fiducia e collaborazione tra l'Amministrazione e i cittadini.
3. In tale contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore
qualità del servizio, il dipendente deve in particolare: 

 q) non chiede né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità
in connessione con la prestazione lavorativa;"

 

E' più specifico invece il decreto del Presidente della Repubblica del 2013, che impone un tetto massimo di spesa di 150 euro e che in ogni caso ribadisce che i codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni possono avere limiti più bassi o proibire del tutto i regali. Come avviene nel caso di Francavilla Fontana.

 

"Art. 4


 Regali, compensi e altre utilita'

 1. Il dipendente non chiede, ne' sollecita, per se' o per altri,
regali o altre utilita'.
 2. Il dipendente non accetta, per se' o per altri, regali o altre
utilita', salvo quelli d'uso di modico valore effettuati
occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e
nell'ambito delle consuetudini internazionali. In ogni caso,
indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato,
il dipendente non chiede, per se' o per altri, regali o altre
utilita', neanche di modico valore a titolo di corrispettivo per
compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio da soggetti
che possano trarre benefici da decisioni o attivita' inerenti
all'ufficio, ne' da soggetti nei cui confronti e' o sta per essere
chiamato a svolgere o a esercitare attivita' o potesta' proprie
dell'ufficio ricoperto.
 3. Il dipendente non accetta, per se' o per altri, da un proprio
subordinato, direttamente o indirettamente, regali o altre utilita',
salvo quelli d'uso di modico valore. Il dipendente non offre,
direttamente o indirettamente, regali o altre utilita' a un proprio
sovraordinato, salvo quelli d'uso di modico valore.
 4. I regali e le altre utilita' comunque ricevuti fuori dai casi
consentiti dal presente articolo, a cura dello stesso dipendente cui
siano pervenuti, sono immediatamente messi a disposizione
dell'Amministrazione per la restituzione o per essere devoluti a fini
istituzionali.
 5. Ai fini del presente articolo, per regali o altre utilita' di
modico valore si intendono quelle di valore non superiore, in via
orientativa, a 150 euro, anche sotto forma di sconto. I codici di 
comportamento adottati dalle singole amministrazioni possono
prevedere limiti inferiori, anche fino all'esclusione della
possibilita' di riceverli, in relazione alle caratteristiche
dell'ente e alla tipologia delle mansioni".