Vaccinazioni

Vaccinazioni bambini ancora in calo in Italia

Di Irma Levanti
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13 Ottobre 2016
Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano chiaro: nel nostro paese continuano a diminuire le vaccinazioni infantili. Con il risultato che per molto malattie - in particolare morbillo e rosolia - siamo ormai sotto la soglia di protezione generale della popolazione.
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In Italia sono sempre meno i bambini vaccinati. Lo dicono i dati appena rilasciati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, a conferma di una tendenza chiaramente già in atto.

 

I dati si riferiscono ai bambini nati nel 2013, per il quali è stato monitorato lo stato delle vaccinazioni effettuate nei primi due anni di vita, cioè entro la fine del 2015. E mostrano chiaramente una diminuzione delle coperture in quasi tutte le Regioni e Province autonome e per quasi tutte le vaccinazioni.

 

Diminuiscono, per esempio, le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente, quelle contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo b ed epatite B. Se nel 2014 la percentuale di bimbi vaccinati era del 94,7%, nel 2015 siamo scesi al 93,4%.

 

In media, quindi, siamo sotto quella soglia del 95% che l'Organizzazione mondiale della sanità indica come fondamentale per riuscire a raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. Significa che se almeno il 95% della popolazione è vaccinato contro una certa malattia, rimangono protette da quella malattia anche le persone che per vari motivi non hanno potuto vaccinarsi, come i neonati (ancora troppo piccoli per ricevere la vaccinazione) oppure chi ha un sistema immunitario compromesso.

 

 

Se si considera la sola poliomielite, solo 6 regioni (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sardegna) risultano sopra la soglia del 95%, mentre tutte le altre sono sotto, con ben 11 regioni al di sotto del 94%. La situazione è ancora peggiore per morbillo e rosolia, che sono passati a una copertura dell'85,3%, contro il 90,4% registrato nel 2013.

 

Gli unici dati in controtendenza a livello nazionale, con un leggero incremento delle coperture, riguardano i vaccini contro pneumococco e meningococco C, forse anche - per quanto riguarda quest'ultimo - per effetto dell'epidemia in corso in Toscana, che spinge a cercare difese contro la malattia. In ogni caso, va segnalato che soprattutto per queste due vaccinazioni c'è una variabilità territoriale molto ampia, con diminuzione in alcune regioni e aumento in altre, e che si partiva in generale da livelli di copertura molto bassi.

 

Secondo gli esperti, il calo delle coperture vaccinali per queste varie malattie porterà ad un aumento delle persone suscettibili alle malattie stesse. Nel caso di malattie magari rare ma ancora presenti, come morbillo, rosolia e pertosse, questo potrebbe comportare un rischio di estesi focolai epidemici, peggiori degli ultimi che si sono registrati nel nostro paese. Ricordiamo per esempio l'epidemia di morbillo del 2002, che ha colpito oltre 40 mila bambini, con più di 600 ricoveri in ospedale e 6 morti.

 

Per malattie non presenti in Italia ma comunque non debellate a livello mondiale - come poliomielite e difterite - la maggiore suscettibilità potrebbe comportare l'aumento di rischio di casi sporadici, nel caso in cui nel nostro paese arrivassero malati o portatori provenienti da altre aree.