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Influenza 2018/2019: TUTTO quello che bisogna sapere sui vaccini disponibili

Di Valentina Murelli
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10 Ottobre 2018
Pronta al via la campagna di vaccinazione antinfluenzale gratuita, ma a chi si rivolge esattamente? Quali sono i vaccini disponibili? E cosa bisogna fare se si desidera vaccinarsi ma non si appartiene a una categori a rischio? Tutte le risposte

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Ci siamo: anche quest'anno è arrivato il momento dell'influenza. Alcuni – per ora pochissimi – l'hanno già presa, ma si prevede che i casi cominceranno a salire a partire dalla prossima settimana, quando verrà attivato il sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità sui casi di influenza, e quando partiranno a livello regionale le campagne di vaccinazione. Campagne che, come ogni anno, offrono gratuitamente il vaccino antinfluenzale a una serie di soggetti a rischio individuati dal Ministero della salute. Queste persone potranno rivolgersi al servizio vaccinale della propria Asl o al proprio medico di famiglia per ricevere il vaccino.

 

La Circolare sulla prevenzione e il controllo dell'influenza 2018/2019 del Ministero della Salute, emessa lo scorso maggio, ricorda comunque che:

 

“il vaccino antinfluenzale è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino”

 

Chi desidera il vaccino, per sé o per i propri figli, ma non rientra nelle categorie a rischio potrà acquistarlo in farmacia dietro presentazione di ricetta medica. Il costo si aggira in genere intorno ai 10-25 euro.  

 

Chi sono i soggetti a rischio

Il Servizio sanitario nazionale prevede la vaccinazione antinfluenzale gratuita per tutte le persone che, per varie ragioni, corrono un rischio maggiore di andare incontro a complicazioni anche gravi nel caso in cui contraggano l'influenza. La vaccinazione è offerta in modo attivo e gratuito anche a persone non direttamente a rischio, ma che svolgono servizi di pubblica utilità o sono in condizioni di trasmettere la malattia ad altri, più fragili. Ecco l'elenco individuato dal Ministero della salute:

 

  • donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza (al primo posto tra i soggetti a rischio);
  • bambini (sopra i sei mesi), ragazzi e adulti affetti da malattie che aumentano il rischio di complicazioni da influenza (malattie respiratorie, cardiache, renali, epatiche, del sangue, del sistema immunitario, tumori ecc.);
  • soggetti con 65 anni o più;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (perché in caso di influenza corrono il rischio di andare incontro a una grave condizione chiamata sindrome di Reye);
  • persone ricoverate in reparti di lungodegenza;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari di soggetti ad alto rischio;
  • persone che svolgano lavori di interesse collettivo (forze dell'ordine, vigili del fuoco) o potenzialmente a contatto con virus influenzali non umani (allevatori, veterinari ecc.);
  • donatori di sangue (inseriti per la prima volta quest'anno).

Inoltre, la circolare ricorda che molti datori di lavoro possono offrire la vaccinazione a lavoratori  particolarmente esposti al rischio, “al fine di contenere ricadute negative sulla produttività”.

 

I vaccini per la stagione 2018/2019

I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono tutti fatti con porzioni di diversi tipi di virus dell'influenza, che ogni anno sono individuati dall'Organizzazione mondiale della sanità come i virus che più probabilmente circoleranno nella nostra zona.

 

I vaccini disponibili possono essere trivalenti o tetravalenti. I primi contengono due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B (quest'anno sarà il ceppo Victoria). I tetravalenti contengono invece sempre i due virus di tipo A, ma anche due virus di tipo B (Victoria e Yamagata).

 

Poiché la stagione influenzale dell'anno scorso – che, ricordiamo, è stata particolarmente pesante – è stata caratterizzata, in Europa, da una predominanza di virus B (ceppo Yamagata), il Centro europeo per il controllo delle malattie raccomanda ai Paesi membri (Italia compresa) l’uso del vaccino quadrivalente. Sta tuttavia alle singole Regioni (e, talvolta, alle singole Asl), decidere quale vaccino acquistare per le proprie campagne di vaccinazione gratuita (il vaccino quadrivalente è un po' più costoso del trivalente).  

 

 

Come sono fatti i vaccini antinfluenzali
A seconda del metodo produttivo, i vaccini possono essere distinti in prodotti a subunità oppure split.

 

"I vaccini a subunità, che sono sempre trivalenti, contengono solo ed esclusivamente le proteine virali che servono per innescare la risposta immunitaria. Danno meno effetti collaterali, ma sollecitano anche una reazione immunitaria meno efficace. Per questo, ne esiste anche una versione 'potenziata' con una sostanza adiuvante, che ha appunto il compito di stimolare di più il sistema immunitario" spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano e direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi.

 

I vaccini split, invece, contengono frammenti virali più grandi: "Sono più efficaci nello stimolare la risposta immunitaria, ma danno anche qualche effetto collaterale in più. Anche se ricordo che parliamo sempre di effetti collaterali lievi, come febbre". Alla famiglia dei vaccini split appartiene anche il quadrivalente.

 

Tutti questi vaccini vengono comunemente iniettati a livello intramuscolare, nel braccio o nella coscia. Esiste però anche un vaccino intradermico (è un vaccino split) sviluppato in modo tale da poter essere iniettato nel derma, cioè nella zona sottocutanea: "Una modalità di somministrazione che rende il vaccino ancora più efficace" sottolinea l'esperto.

 

Infine, esiste anche un vaccino antinfluenzale che viene somministrato per via nasale, evitando dunque il disagio della puntura. È basato su virus vivi attenuti ed è molto utilizzato negli Stati Uniti: in Italia ne è autorizzato il commercio, ma di fatto non è in circolazione. Come spiega la Circolare del Ministero, “tutti i vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono stati autorizzati dall’Agenzia Europea del Farmaco e/o dall’Agenzia italiana del Farmaco. Tuttavia, non tutti i vaccini autorizzati per l'uso sono necessariamente disponibili sul mercato. Sono le ditte produttrici che stabiliscono se mettere a disposizione uno o tutti i loro prodotti in un determinato mercato”.
 
A ciascuno il suo vaccino

Data la vastità dell'offerta vaccinale, come regolarsi nella scelta del vaccino? In realtà, se si appartiene a una categoria a rischio e ci si reca direttamente presso l'Asl o dal proprio medico, non c'è grande possibilità di scelta: si prende quello che offre l'azienda sanitaria, che avrà fatto le sue scelte d'acquisto. In generale, comunque:

 

  • per bambini, adolescenti, adulti o donne in gravidanza: posto che il quadrivalente offre una copertura superiore, si può usare sia questo sia il trivalente (a subunità o split)
  • anziani sopra i 65 anni: particolarmente indicati i vaccini trivalenti adiuvati, oppure quadrivalente split, oppure l'intradermico.

Sopra i nove anni, e per bambini già vaccinati in precedenza, basta una dose. Sotto i nove anni, invece, se non si è mai stati vaccinati prima servono due dosi, da somministrare a distanza di quattro settimane. Tra sei mesi e 3 anni la dose utilizzata corrisponde a metà di quella impiegata nei bambini più grandi e negli adulti.

E per i bambini non a rischio?
Come abbiamo visto, al momento i bambini non sono considerati una categoria a rischio e quindi non sono sottoposti a vaccinazione gratuita. Questo non significa che la vaccinazione in questa fascia d'età sia inutile, anzi: ci sono paesi (Stati Uniti, Canada. Gran Bretagna) in cui viene effettuata e il tema dell'opportunità della raccomandazione della vaccinazione antinfluenzale in età pediatrica è attualmente oggetto di discussione scientifica a livello internazionale.

 

Quindi, chi desidera vaccinare il proprio bambino può tranquillamente farlo. I vaccini per le categorie non a rischio sono in vendita in farmacia.

 

Quando fare il vaccino antinfluenzale
La Circolare del Ministero indica di destinare le campagne di vaccinazione al periodo compreso tra metà ottobre e fine dicembre. Ovviamente, prima ci si vaccina prima ci si difende dall'infezione.

 

Ricordiamo che la protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi, poi tende a declinare. Per questo, oltre che per il fatto che i ceppi in circolazione possono subire mutazioni, è necessario ripetere ogni anno la vaccinazione antinfluenzale.

Chi non deve vaccinarsi

La vaccinazione antinfluenzale è controindicata per:

- lattanti sotto i sei mesi (è poco efficace e non ci sono dati sufficienti per decretarne l'innocuità in questa fascia d'età);

- persone che abbiano manifestato reazioni allergiche gravi a dosi precedenti di vaccino antinfluenzale, o sia allergiche a componenti del vaccino;

- persone che abbiano manifestato una sindrome di Guillain-Barré entro sei settimane da una vaccinazione antinfluenzale precedente.

 

Una malattia in corso di media o grave entità non costituisce una controindicazione assoluta: in questo caso la vaccinazione viene in genere rimandata.

 

Contrariamente a quanto spesso si crede, possono tranquillamente fare il vaccino antinfluenzale persone con allergie alle proteine del latte (a meno che le manifestazioni allergiche non siano tipo shock anafilattico), con malattie di lieve entità e con HIV (ma in questi casi la vaccinazione potrebbe essere poco efficace). Via libera anche alla vaccinazione antinfluenzale in allattamento.

 

Oltre al vaccino, come difendersi dal rischio influenza
Il virus dell'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse da una persona infetta quando tossisce o starnutisce, oppure toccandosi occhi, naso o bocca dopo aver toccato con le mani superfici contaminate da secrezioni respiratorie.
Per questo, alcune misure igieniche possono aiutare a limitare la diffusione dell'influenza (anche se la forma più efficace di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione). Ecco le misure elencate nella circolare del Ministero:

Lavare spesso le mani
Le mani devono essere lavate accuratamente con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi ogni volta, specialmente dopo aver tossito o starnutito, e poi ben asciugate. In assenza di acqua, i disinfettanti per le mani a base alcolica possono rappresentare una valida alternativa.

Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
Lo si può fare con fazzoletti di carta, oppure rivolgendosi verso l'incavo del gomito. La classica “mano davanti alla bocca” serve a poco se non ci si lava subito dopo (il rischio è di spargere il virus sulle superfici che si toccano, o su altre mani quando le si stringe).

Se l'influenza colpisce, rimanere a casa
Serve a rimettersi meglio in forze, e a evitare di diffondere l'infezione.

Evitare il contatto stretto con persone ammalate
Durante il pieno della stagione influenzale meglio evitare posti affollati e, in presenza di persone che presentano sintomi influenzali, mantenere una distanza di almeno un metro. Se questo non è possibile, cercare di ridurre il tempo di contatto.

Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca
I virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata e poi si tocca occhi, naso o bocca.