Vaccinazioni

Vaccini obbligatori per legge? C'è accordo tra Regioni e Ministero della salute

Di Irma Levanti
vaccinazione_bambini
30 Gennaio 2017
Pronto a partire un percorso per la formulazione di una nuova legge che stabilisca l'obbligo delle vaccinazioni per i bambini che si iscrivono a nido o materna. In tutta Italia.
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Regioni e Ministero della salute sono d'accordo: serve una legge nazionale che garantisca l'uniformità dell'offerta vaccinale in tutta Italia, in particolare attraverso l'obbligo delle vaccinazioni per i bambini che devono iscriversi al nido o alla scuola materna.

 

È, questa, la conclusione di un incontro che si è tenuto la settimana scorsa tra il ministro della salute Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome, in occasione dell'avvio del nuovo piano di prevenzione vaccinale: quello che prevede l'introduzione anche di meningococco B, rotavirus e varicella nel primo anno di vita e dell'anti-HPV per i dodicenni maschi. Il piano è stato inserito nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, dei quali si attende a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

[Leggi anche: Vaccini, eterologa, endometriosi, screening neonatale. Tutte le novità del Servizio sanitario]

 

Di una legge nazionale sulle vaccinazioni si parla da tempo, proprio per far fronte a una situazione decisamente a macchia di leopardo, con regioni diverse che garantiscono o ai propri cittadini vaccinazioni differenti (anche tra quelle previste nel calendario vaccinale). La norma, però, si è fatta ancora più stringente dopo che Toscana ed Emilia Romagna hanno preso l'iniziativa di rendere obbligatorie le vaccinazioni per i bambini che si iscrivono al nido o alla materna. [Leggi anche: Obbligo dei vaccini, le posizioni delle regioni].

 

 

Per Ministro e Regioni è questa la strada da percorrere in tutta Italia: secondo quanto precisato da Reubblica.it, non si tratta propriamente di un accordo, ma di un "percorso che sembra però ormai tracciato e che porterà il ministro della Salute a confrontarsi con il ministro dell'Istruzione e della ricerca scientifica e degli altri colleghi di governo, per andare avanti sulla formulazione e presentazione di un provvedimento nazionale".

 

Pienamente d'accordo anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che sottolinea come si tratti di una proposta che "fa chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse".


Unica voce fuori dal coro quella della regione Lombardia, contraria all'introduzione dell'obbligo perché non la ritiene una misura adatta a far crescere realmente, nei cittadini, la consapevolezza dell'utilità dei vaccini.