Vaccinazioni

Vaccini, primo via libera al calendario vaccinale 2016-2018

Di Valentina Murelli
calendariovaccinale
06 Novembre 2015
Via libera delle regioni al nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Previsti nuovi vaccini per l'età pediatrica - varicella, rotavirus, meningococco B e HPV anche per i maschi - la proposta di introdurre l'obbligo delle vaccinazioni per la scuola e possibili sanzioni per i medici che scoraggiano i vaccini. Ora il piano dovrà passare il vaglio del ministero dell'economia che vuole vederci chiaro sui conti
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Via libera delle regioni al nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale, per il biennio 2016-2018

. Il Piano, elaborato dal Consiglio superiore di sanità del Ministero della salute, è stato approvato il 5 novembre dalle regioni.  Ora il piano dovrà passare il vaglio del ministero dell'economia che vuole vederci chiaro sui conti. Tre le novità principali previste rispetto al Piano precedente, 2012-2014:

 

  • Introduzione nel calendario delle vaccinazioni di nuovi vaccini per l'età pediatrica, in particolare vaccinazione contro varicella, rotavirus e meningococco di tipo B ed estensione anche ai maschi adolescenti della vaccinazione contro i papillomavirus, HPV.
  • Proposta di introdurre un obbligo (reale) di vaccinazione per chi si iscrive alla scuola elementare.
  • Proposta di eventuali sanzioni per medici del Servizio sanitario nazionale che non forniscono sufficiente supporto alle vaccinazioni o addirittura le sconsigliano.

Vediamo in dettaglio che cosa prevede il Calendario vaccinale per le diverse fasce d'età.
 

Vaccinazioni per il primo anno


Come si legge nel Piano, "il primo anno di vita è di fondamentale importanza per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili". È prevista la somministrazione dei primi cicli di base, che nella maggior parte dei casi saranno seguiti da una dose di richiamo nel secondo anno, ed eventualmente in anni successivi. Ecco i vaccini presenti nel Calendario:

 

Difterite, tetano e pertosse (DPTa)*: prime due dosi a 3 mesi e a 5 mesi;
Poliomielite*: prime due dosi a 3 mesi e a 5 mesi;
Haemophilus influenzae di tipo B* (potenzialmente responsabile di gravi malattie invasive come meningite, polmonite, epiglottite): prime due dosi a 3 mesi e a 5 mesi;
Epatite B*: prime due dosi a 3 mesi e a 5 mesi. Solo i neonati che hanno una mamma con epatite B vengono vaccinati subito dopo la nascita e poi a uno e due mesi;
* In genere queste vaccinazioni sono eseguite con un unico vaccino, chiamato esavalente.

 

Vaccino pneumococcico coniugato: prime due dosi a 3 mesi e a 5 mesi;
Di solito la vaccinazione con esavalente e quella contro lo pneumococco sono eseguite nello stesso momento, in sedi anatomiche diverse.

 

Vaccino contro il meningococco B (MenB): prime tre dosi da somministrare entro il primo anno di vita.

Poiché la somministrazione contemporanea di questo vaccino e degli altri previsti per lo stesso periodo comporta un aumento del rischio di febbre anche alta nel bambino, il Calendario suggerisce di intercalare le sedute di vaccinazione. Per esempio: esavalente più pneumococco a tre mesi, MenB dopo 15 giorni (tre mesi e mezzo), nuovo MenB dopo un mese (quattro mesi e mezzo), esavalente più pneumococco dopo altri 15 giorni (cinque mesi), MenB dopo un altro mese (6 mesi).

 

Vaccino contro il rotavirus, responsabile di gastroenterite. Sono previste 2/3 dosi da somministrare tra le 6 settimane e gli 8 mesi di vita. Il vaccino, in forma orale, può essere somministrato contemporaneamente ad altri.

 

Vaccinazioni per il secondo anno


In questo periodo vengono effettuate le dosi di richiamo per l'esavalente, l'anti-pneumococco e l'anti-meningococco B. Inoltre si parte con la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia, eventualmente in associazione con quella contro la varicella. Inoltre è raccomandata la vaccinazione contro il meningococco C o contro i quattro tipi di meningococco ACYW135.

 

Difterite, tetano e pertosse (DPTa) / Poliomielite / Haemophilus influenzae di tipo B / Epatite B (esavalente): richiamo a 11 mesi;

 

Vaccino pneumococcico coniugato: richiamo a 11 mesi;

 

Vaccino contro il meningococco B: richiamo a 13 e a 15 mesi;

 

Vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR)**: una dose a 13-15 mesi;
Vaccino contro varicella**: una dose a 13-15 mesi;
**Queste due vaccinazioni possono essere eseguite insieme, o con un unico vaccino quadrivalente (MPRV), oppure utilizzando il vaccino trivalente MPR più il vaccino monovalente contro la varicella.

 

Vaccino contro meningococco C o meningococco dei tipi ACYW135: due dosi a 13 e 15 mesi;

 

Vaccinazioni a 5-6 anni


È  il momento del rischiamo delle vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse e poliomielnte. Inoltre, è raccomandata una nuova somministrazione del vaccino quadrivalente MPRV, utile per bambini che non avevano risposto alla prima dose a 13-15 mesi.

 

Difterite, tetano e pertosse (DPTa)°:  richiamo a 5-6 anni;
Poliomielite°: richiamo a 5/6 anni;
°Queste due vaccinazioni possono essere eseguite insieme.

 

Rivaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e contro varicella (MPRV oppure MPR più varicella monovalente): una dose a 5-6 anni;

 

Vaccinazioni durante l'adolescenza, a 11-18 anni


L'adolescenza è il momento in cui:

  • si prosegue con i richiami previsti per alcune vaccinazioni (difterite, tetano e pertosse, poliomielite e MenACYW135);
  • si verifica lo stato delle altre vaccinazioni, approfittando per farle se non sono state fatte in precedenza, per esempio MPR e varicella o menACYW135;
  • si introduce un nuovo vaccino, che è quello anti-HPV (papillomavirus) pensato non più solo per le fammine, ma per tutta la popolazione, cioè maschi e femmine.

Difertite, tetano, pertosse e poliomielite: una dose di richiamo tra 12 e 18 anni. Dopo questa età, è raccomandato un richiamo ogni 10 anni per diftrite/tetano/pertosse.

 

HPV: due dosi a distanza di sei mesi tra 12 e 14 anni, tre dosi per i più grandi (la seconda dopo 1-2 mesi, la terza dopo 6 mesi).

 

Cosa cambia con il nuovo Calendario vaccinale

Negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi vaccini, considerati di grande importanza come strumento di protezione di salute individuale e pubblica. Poiché questi vaccini non erano previsti dai calendari vaccinali precedenti, ogni Regione si regolava da sola: alcune li offrivano gratuitamente, altre con una partecipazione alla spesa, altre ancora non le offrivano del tutto. Ora tutte dovranno organizzarsi per seguire le indicazioni previste dal nuovo Calendario.

 

"Il nuovo Piano vaccinale livella l'offerta disponible verso l'alto, dando a tutta la popolazione italiana le stesse opportunità in termini di prevenzione raggiungibile con i vaccini" commenta Paolo Bonanni, professore di igiene all'Università di Firenze e tra i membri del gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità che ha redatto il nuovo documento.

 

Ovviamente, questo non succederà dall'oggi al domani: ci vorrano dei tempi tecnici e piani progressivi per l'applicazione delle nuove indicazioni. Anche perché queste comportano un aumento dei costi.

 

A questo proposito, il Ministero dell'economia ha chiesto l'istituzione di un tavolo di approfondimento sul tema della copertura finanziaria del nuovo Piano vaccinale. In poche parole, si tratta di capire dove reperire i fondi per coprire il costo dei nuovi vaccini - si stima che servano circa 300 milioni di euro in più - e quello per il personale sanitario da impiegare nelle nuove campagne di vaccinazione.

 

Vaccini obbligatori e raccomandati, una distinzione sempre più sfumata


Alcuni vaccini sono obbligatori per legge (difertite, tetano, poliomielite, epatite B), altri sono raccomandati, ma leggendo il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale ci si accorge che questa distinzioneè ormai molto sfumata. "E' una distinzione superata - commenta Bonanni - perché può fare pensare che solo alcuni dei vaccini proposti siano importanti. Non è così: sono tutti importanti per debellare malattie che possono essere pericolose, come il morbillo o la pertosse. E tutte le vaccinazioni indicate nel calendario dovrebber essere percepite come un diritto di tutti i cittadini".

 

Obbligo scolastico e sanzioni per i medici


E' un dato di fatto che nel nostro paese le vaccinazioni stanno diminuendo. Gli ultimi dati disponibili dicono che, ne 2014, nessuna vaccinazione ha raggiunto o superato la soglia del 95% considerata il livello minimo anche dal Piano vaccinale 2012-2014. Per invertire questa rotta, il nuovo Piano presenta due possibilità, che saranno ovviamente da approfondire.

 

  • Introduzione di un reale obbligo scolastico. Di fatto, già oggi i genitori che iscrivono un bambino alla scuola elementare devono consegnare una copia del libretto delle vaccinazioni. Se queste non sono state fatte, però, non ci sono conseguenze: al massimo, la scuola segnala il caso all'Asl. Ora si tratta di capire se può avere senso introdurre un obbligo più stringente, cosa che probabilmente richiederebbe una legge ad hoc perché entrerebbe in contrasto con l'obbligo si istruzione scolastica.
  • Introduzione di sanzioni per medici del Servizio sanitario nazionale che non si facciano promotori delle vaccinazioni, che non informino in modo adeguato o addirittura le sconsiglino. Decisioni su eventuali sanzioni spetterebbero agli ordini professionali.