Influenza

Vaccino antinfluenzale: 25 cose da sapere

Di Irma Levanti
vaccinobambini
01 Dicembre 2014 | Aggiornato il 08 Ottobre 2019
Quando farlo, quando non farlo, a chi rivolgersi per la somministrazione, come comportarsi con i bambini e in gravidanza: tutto quello che bisogna sapere sul vaccino contro l'influenza
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La conosciamo bene perché torna a manifestarsi ogni anno, con caratteristiche più o meno simili anche se con gravità differente. In genere la snobbiamo un po', proprio perché siamo abituati alla sua presenza e perché spesso i sintomi, per quanto fastidiosi, sono innocui. Ma la possibilità di complicazioni anche gravi è sempre dietro l'angolo, soprattutto per alcune categorie di persone, particolarmente “fragili”.

 

Parliamo di influenza, naturalmente: una malattia infettiva molto contagiosa - si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva – che ogni anno colpisce un numero molto elevato di italiani (lo scorso anno sono stati più di 8 milioni, comprese le persone che hanno avuto sindromi para-influenzali, dati Istituto Superiore di Sanità).

 

In genere passa con qualche giorno di riposo e tranquillità – è una delle principali cause di assenza dal lavoro e da scuola - ma può lasciarsi dietro conseguenze anche importanti, come sinusite, otite, polmonite, disidratazione. E per quanto possa sembrare assurdo nel 2019, in alcuni casi può anche essere letale.

 

Ecco perché gli esperti insistono sull'importanza della vaccinazione, come strumento privilegiato di prevenzione. Altre strategie igieniche sono certamente importanti, ma non sono in grado di proteggere con la stessa efficacia del vaccino dal rischio di ammalarsi. Ecco un elenco di tutte le cose da sapere sul vaccino antinfluenzale, secondo le informazioni rilasciate dal Ministero della salute.

 

 

1. Quali tipi di vaccino antinfluenzale sono disponibili in Italia?

 

Secondo quanto comunicato nell'ultima circolare del Ministero della salute su prevenzione e controllo dell'influenza, i principali vaccini disponibili sono quelli inattivati, costituiti solo da frammenti virali e non dal virus intero. Sono distinti in vaccini a subunità, contenenti solo le proteine virali necessarie per innescare la risposta immunitaria, e vaccini split, costituiti da frammenti virali più grandi. Ci sono sia vaccini inattivati trivalenti, che contengono due virus di tipo A e uno virus di tipo B, sia vaccini inattivati quadrivalenti, che contengono due virus di tipo A e due di tipo B.

 

Uno dei prodotti trivalenti contiene anche una sostanza adiuvante, cioè una sostanza che aiuta a stimolare il sistema immunitario. Questo vaccino è autorizzato in Italia per persone con più di 64 anni.

 

Oltre ai vaccini inattivati, esiste nel mondo anche un vaccino antinfluenzale vivo attenuato (in cui è presente tutto il virus, trattato però in modo da renderlo innocuo) quadrivalente. Questo vaccino viene  somministrato con spray nasale e il suo impiego è autorizzato per persone di età compresa tra 2 e 59 anni. Attualmente però non è disponibile in Italia.

 

 

2. Per chi è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale?


Tanto per cominciare, il Ministero della salute ricorda che il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia e che non abbiano specifiche controindicazioni.


Ad alcune categorie di persone che sono particolarmente a rischio di contrarre l'influenza o di sviluppare delle complicazioni se si ammalano la vaccinazione viene offerta in forma attiva e gratuita da parte del Servizio sanitario nazionale.

  • donne in gravidanza;
  • bambini (sopra i sei mesi), ragazzi e adulti affetti da malattie che aumentano il rischio di complicazioni da influenza (malattie respiratorie, cardiache, renali, epatiche, del sangue, del sistema immunitario, tumori ecc.);
  • soggetti con 65 anni o più;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • persone ricoverate in reparti di lungodegenza;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari di soggetti ad alto rischio;
  • persone che svolgano lavori di interesse collettivo o potenzialmente a contatto con virus influenzali non umani (allevatori, veterinari ecc.);
  • donatori di sangue.

Chi non rientra in queste categorie e non ha controindicazioni specifiche alla vaccinazione può comunque effettuarle, ma deve provvedere da solo al costo del vaccino.

 

 

3. I bambini devono fare il vaccino contro l'influenza?


Come abbiamo visto ci sono bambini già affetti da condizioni croniche che potrebbero facilitare il rischio di complicazioni in caso di influenza: per questi bambini la vaccinazione non è solo caldamente raccomandata, ma offerta in modo attivo e gratuito.

 

Un bambino in buone condizioni di salute è in genere in grado di reagire bene all'incontro con il virus influenzale. Tuttavia, la vaccinazione rappresenta la possibilità di proteggerlo dai disagi della malattia (e dalla perdita di giorni di scuola, oltre che di giorni di lavoro dei genitori).

 

 

4. A partire da che età è possibile vaccinare un bambino contro l'influenza?


Dopo i sei mesi. I vaccini antinfluenzali non vanno invece somministrati nei piccoli di età inferiore a 6 mesi; in questi casi la vaccinazione della mamma e di altri familiari che ne hanno cura è una possibile alternativa per proteggerli in maniera indiretta.

 

 

 

5. A chi rivolgersi per effettuare la vaccinazione?


Ogni regione e provincia autonoma stabilisce le strutture deputate alla vaccinazione. Oltre ai Servizi di vaccinazione delle Asl, partecipano alle attività di vaccinazione anche i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta.

 

 

 

6. Quando si deve fare il vaccino?


L'indicazione del Ministero è di fare il vaccino tra la metà di ottobre e la fine di dicembre.

 

 

 

7. Come si somministra il vaccino antinfluenzale?


In genere, il vaccino antinfluenzale viene somministrato per via intramuscolare, con un'iniezione nel muscolo deltoide del braccio per tutti i soggetti di età superiore ai due anni. Per i bambino sotto i due anni, la sede raccomandata di iniezione è il muscolo della coscia, nella porzione antero-laterale.

 

 

Fanno eccezione il vaccino trivalente intradermico, preconfezionato in una siringa speciale per inoculazione intradermica, da effettuare nella regione del muscolo deltoide (spalla-braccio) e il quadrivalente attenuato in formulazione spray nasale.

 

 

8. Quante dosi di vaccino bisogna fare?


A partire dai nove anni basta una sola dose di vaccino all'anno (da ripetere ogni anno). Sotto i nove anni una dose è sufficiente se sono già state effettuate in precedenza altre vaccinazioni antinfluenzali; altrimenti sono raccomandate due dosi da somministrare a distanza di almeno quattro settimane l'una dall'altra.

 

 

 

9. Quando comincia l'effetto protettivo del vaccino, e quanto dura?


Il vaccino inizia a coprire dall'influenza due settimane dopo la somministrazione e la protezione dura circa un anno.

 

 

 

10. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini?


Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, ma in sedi corporee diverse. È utile comunque chiedere sempre al proprio medico curante.

 

 

 

11. Quando sarebbe meglio NON vaccinarsi?


Il vaccino è controindicato per i lattanti con meno di sei mesi, per persone che abbiano avuto reazioni allergiche gravi, di tipo anafilattico, a una vaccinazione antinfluenzale precedente o a uno dei componenti del vaccino e se si è ricevuta una diagnosi di sindrome di Guillain-Barrè entro sei settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale.

 

 

Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.

 

False controindicazioni


Contrariamente a quanto spesso si crede, possono tranquillamente fare il vaccino antinfluenzale persone con allergie alle proteine del latte (a meno che le manifestazioni allergiche non siano tipo shock anafilattico), con malattie di lieve entità e con HIV (ma in questi casi la vaccinazione potrebbe essere poco efficace). Via libera anche alla vaccinazione antinfluenzale in allattamento.

 

 

12. Ci si può vaccinare con un raffreddore in corso? 


Sì, ci si può vaccinare se si hanno in corso malattie di lieve entità. 

 

 

 

13. Ci si può vaccinare durante l'allattamento?


Sì, ci si può vaccinare durante l'allattamento.

 

 

14. Si può allattare ancora dopo aver effettuato la vaccinazione?

 

Certamente. E l'allattamento non interferisce sfavorevolmente sulla risposta immunitaria.

 

 

15. Ci si può vaccinare in gravidanza?


Non è solo possibile, ma anche caldamente raccomandato da vari organismi sanitari internazionali e nazionali, a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità per arrivare al nostro Ministero della salute.

 

 

La vaccinazione in gravidanza protegge la futura mamma, che si trova in un momento di fragilità del sistema immunitario, dal rischio di complicazioni potenzialmente molto gravi. Inoltre protegge il nascituro. In Italia, la vaccinazione in gravidanza è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale ed è raccomandata nel secondo e terzo trimestre.

 

 

16. Ci si può vaccinare anche dopo aver fatto l'influenza?


La vaccinazione avrà l’effetto di richiamare la memoria immunologica dell'organismo e si avrà quindi un aumento della risposta indotta dalla stessa vaccinazione (si chiama effetto booster). La vaccinazione di un soggetto già immunizzato naturalmente (che quindi ha già avuto l'influenza) non aumenta il rischio di effetti collaterali.

 

 

 

17. È possibile avere l'influenza a causa del vaccino?


No. I vaccini inattivati per definizione contengono il virus ucciso o parti di questo che non possono causare la malattia, mentre in quelli vivi attenuati il virus è comunque modificato in modo tale da risultare innocuo, non in grado di causare la malattia.

 

 

In entrambi i casi, però, la vaccinazione potrebbe causare lievi effetti collaterali con una sintomatologia simile a quella dell’influenza, ma molto meno marcata.

 

 

18. Che cosa si rischia con la vaccinazione?


Gli effetti collaterali più comuni sono: arrossamento, gonfiore, indurimento della zona dove è stata fatta l'iniezione. Questi effetti si manifestano circa 6-24 ore dopo la vaccinazione. In alcuni casi possono verificarsi sintomi leggeri simil-influenzali.

 

 

 

19. Quali sono le conseguenze più gravi?


Il Ministero sottolinea che i vaccini antinfluenzali hanno un buon livello di sicurezza e che decine di milioni di italiani hanno ricevuto con sicurezza i vaccini antinfluenzali negli ultimi 40 anni.

È vero che alcuni, rarissimi, casi di eventi gravi dopo somministrazione di vaccini antinfluenzali – come pericolo di vita, disabilità o addirittura morte - sono segnalati tutti gli anni, ma non è detto che ci sia una relazione causale con il vaccino. Anzi, spesso si tratta di eventi che semplicemente coincidono con la vaccinazione dal punto di vista temporale.

 

 

Alcuni studi hanno trovato una possibile piccola associazione fra vaccino antinfluenzale e la sindrome di Guillain-Barré, ma nel complesso questi studi hanno mostrato che il rischio è molto basso (uno o due casi ogni milione di persone vaccinate). Il rischio di questa sindrome è comunque più elevato dopo l'influenza stessa che dopo la vaccinazione.

 

 

20. Che cosa è un "evento avverso"?


È una manifestazione indesiderata che può presentarsi dopo la vaccinazione e che non ha necessariamente una relazione di causa-effetto con la somministrazione della stessa. Se c'è il concreto sospetto di una relazione di causa-effetto si parla allora, più tecnicamente, di reazione avversa.

 

 

 

21. Che cosa bisogna fare in caso di un "evento avverso"? Come segnalarlo?


Bisogna parlarne con il proprio medico, che farà poi la segnalazione all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco).

 

 

 

22. Quante segnalazione si fanno in Italia per i vaccini antinfluenzali?


Secondo l'annuale report dell'Aifa, nella stagione 2018/2019 sono state registrate  insorte in Italia state effettuate 155 segnalazioni di eventi avversi (1,6 ogni 100 mila dosi), più dell'80% delle quali è considerata non grave.

 

 

 

23. Perché è necessario vaccinarsi ogni anno? 


La vaccinazione annuale è necessaria per due motivi: perché la composizione del vaccino viene modificata annualmente per adattarsi alle caratteristiche dei nuovi ceppi circolanti e perché  l'immunità indotta dalla vaccinazione non dura fino alla stagione successiva.

 

 

 

24. Che cosa rischia chi non fa il vaccino e prende l'influenza?


Tutti sono a rischio, anche se le complicanze si verificano più frequentemente in soggetti predisposti. Possono esserci polmoniti batteriche, disidratazione, peggioramento di malattie preesistenti (per esempio diabete, malattie immunitarie o respiratorie croniche), sinusiti e otiti nei bambini.

 

 

 

25. Chi è più a rischio?


Sono più a rischio gli anziani sopra i 65 anni e con condizioni a rischio, come malattie preesistenti. Anche le donne in gravidanza hanno una probabilità maggiore di avere complicazioni (parto prematuro, feto con basso peso alla nascita).