Vaccinazioni

Vaccino antipertosse in gravidanza: il sostegno dei ginecologi italiani

Di Irma Levanti
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31 Ottobre 2018
Proteggere il neonato nel momento in cui è più vulnerabile ai rischi della malattia è l'obiettivo di questa vaccinazione, per altro considerata sicura per mamma e feto. Sì dei ginecologi anche alla vaccinazione antiinfluenzale.
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L'ultimo sostegno alla vaccinazione anti-pertosse da fare in gravidanza viene dalla Società italiana di ginecologia, Sigo, con un documento rilasciato all'inizio di ottobre.

 

Insieme alla vaccinazione anti-influenzale, quella contro la pertosse è già raccomandata per le donne in gravidanza dal nostro Ministero della salute, oltre che a livello internazionale da vari governi e dall'Organizzazione mondiale della sanità.

 

Perché è utile


La ragione dietro a questo sostegno è semplice: si tratta di uno strumento efficace per proteggere il neonato dalla malattia, nel momento in cui è più vulnerabile (a lui la vaccinazione non può essere fatta prima del compimento dei 60 giorni, perché risulterebbe poco efficace) e in cui corre più rischi. La pertosse, infatti, può comportare soprattutto nei bambini piccoli (sotto l'anno di vita) serie complicazioni a livello respiratorio ma anche cerebrale. Purtroppo, queste complicazioni possono anche rivelarsi fatali.

 

Vaccinare la mamma durante la gravidanza è utile perché attraverso la placenta gli anticorpi che lei produce in seguito alla vaccinazione passano direttamente al feto, proteggendo anche lui.

 

Quando farla


Il momento migliore è tra le 28 e le 32 settimane di gravidanza. In questo modo c'è tutto il tempo per la mamma di “costruire” abbastanza anticorpi da passare al suo bambino.

 

Un vaccino sicuro


Secondo quanto riferito dal documento Sigo, il vaccino contro la pertosse – in realtà si tratta del trivalente contro difterite, tetano e pertosse, dTP – può essere considerato sicuro in gravidanza. Non ci sono infatti dati che indichino un'eventuale correlazione con rischi per la mamma, complicazioni ostetriche o perinatali e rischi per il feto o il neonato.

 

In alternativa alla vaccinazione materna, un'altra strategia per proteggere il neonato dalla pertosse è il cosiddetto cocooning o strategia del bozzolo: si tratta in pratica di vaccinare, preferibilmente nei mesi che precedono il parto, tutte le persone che entreranno a stretto contatto con il neonato (genitori, nonni, fratelli, altri familiari stretti, eventuali babysitter). A livello di salute pubblica, però, questa strategia è più costosa della vaccinazione materna e in ogni caso sembra che sia efficace solo in particolari circostanze e cioè se attuata nei tempi giusti e davvero" a tappeto".

 

L'altra vaccinazione raccomandata in gravidanza è quella contro l'influenza, per proteggere la mamma dal rischio di complicazioni che, in gravidanza, possono essere più gravi del normali. Sia il vaccino contro la pertosse sia quello contro l'influenza sono gratuiti per le donne in gravidanza.