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#WinForMeningitis: Bebe Vio nelle foto di Anne Geddes per la campagna contro la meningite

21 Settembre 2016
Una campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla meningite. E sull'importanza delle vaccinazioni. #WinForMeningitis è lo slogan nato per diffondere la consapevolezza su questa malattia. Seguendo questo motto, la famosa fotografa di bimbi Anne Geddes ha scattato alcune foto di atleti che hanno avuto la meningite insieme a piccoli modelli. Tra questi, anche l'italianissima Bebe Vio, oro nel fioretto individuale ai giochi paraolimpici di Rio.
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A 11 anni le hanno amputato gambe e avambracci a causa di una meningite acuta. Ora, a 19, è campionessa olimpica di scherma. Questo miracolo si chiama Beatrice Vio. Alle Paralimpiadi di Rio ha battuto nel fioretto la cinese Jingjing Zhou, confermandosi come una delle atlete paralimpiche più forti al mondo. E' proprio Bebe Vio una tra gli atleti prescelti dalla famosa fotografa di bimbi Anne Geddes. Insieme ad altri sportivi posa nelle immagini scattate per la campagna #WinForMeningitis. Perché, come scrive la fotografa, "la meningite si può prevenire".

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Beatrice, Bebe, come la chiamano gli amici, originaria di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, nel 2008 fu colpita da una grave infezione di meningite: si trattava di meningocco del gruppo C. Il suo caso fu riconducibile al più grave episodio epidemico di meningite da meningococco di gruppo C avvenuto in Italia negli ultimi decenni. Ricoverata in terapia intensiva all'ospedale di Padova, i medici per salvarla furono costretti ad amputarle gli avambracci e le gambe sotto le ginocchia. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, con l'aiuto della famiglia, degli insegnanti e dei tecnici delle protesi, Beatrice ce l'ha fatta: ed è l'unica al mondo a tirare di fioretto con una protesi.

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Lei invece è brasiliana. E' un corridore e si chiama Suélen Marcheski de Oliveira. La ragazza ha contratto la meningite quando aveva pochi giorni e l'ha lasciata con una paresi cerebrale sul suo lato sinistro del corpo. Suélen ha iniziato a correre all'età di 13 anni perché la faceva sentire indipendente. E' andata avanti fino a vincere l'oro per i 100m e i 200m ai Parapan American Games. Suélen è fotografata insieme a Julian.

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Jamie Schanbaum è una ciclista e ha contratto la meningite mentre era al college. Pensando fosse un'influenza, è andata in ospedale solo per essere rimandata subito a casa. Due giorni dopo Jamie torna in ospedale e ci rimane per mesi, fino a perdere entrambe le gambe e le dita. Jamie ha provato che non ci sono limiti a quello che si può ottenere. Si è unita al Team USA nel 2011 e si sta allenando per Tokyo 2020.

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Nick Springer è un atleta americano. Sognava di vincere la Stanley Cup, quando, a 5 anni, iniziò a giocare a hockey. Durante un campeggio estivo, 9 anni dopo, ha contratto la meningite e ha trascorso 2 mesi in coma, perdendo gambe e braccia. Temeva di non poter più giocare, ma ha trovato la sua strada nel rugby sulla sedia a rotelle.

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Lenine Cunha è portoghese ed è uno dei para-atleti più premiati del mondo. Ha vinto 183 medaglie e ha partecipato anche ai giochi di Rio, in salto in lungo e triplo salto. Lenine ha contratto la meningite a 4 anni: gli ha causato problemi di linguaggio, all'udito e memoria. Si è appassionato allo sport a scuola.

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Madison Wilson-Walker, canadese, ha contratto la meningite a 3 anni. Le ha causato l'amputazione di entrambe le gambe e di alcune dita della mano sinistra. Madison è ora un'atleta del team canadese alle para-olimpiadi.

A 11 anni le hanno amputato gambe e avambracci a causa di una meningite acuta. Ora, a 19, è campionessa olimpica di scherma. Questo miracolo si chiama Beatrice Vio. Alle Paralimpiadi di Rio ha battuto nel fioretto la cinese Jingjing Zhou, confermandosi come una delle atlete paralimpiche più forti al mondo. E' proprio Bebe Vio una tra gli atleti prescelti dalla famosa fotografa di bimbi Anne Geddes. Insieme ad altri sportivi posa nelle immagini scattate per la campagna #WinForMeningitis. Perché, come scrive la fotografa, "la meningite si può prevenire".
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