Poesie di pasqua

12 poesie sulla Pasqua per bambini

Di Sveva Galassi
poesiepasqua
01 Aprile 2019
La Pasqua è dietro l'angolo e per divertire i bimbi è possibile insegnare loro alcuni tra i più divertenti e simbolici componimenti poetici d'autore sul tema pasquale. Ne abbiamo alcune per la scuola dell'infanzia e altre per la scuola primaria. Buon divertimento!

 
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Pasqua si avvicina e, nell'attesa che arrivi questa festa importante, allegra e ricca di significati, possiamo insegnare ai bambini della scuola dell'infanzia e della primaria molte tra le poesie più belle che si rifanno al tema pasquale. Abbiamo selezionato alcuni tra i più divertenti e simbolici componimenti poetici d'autore per bimbi sulla Pasqua. Ecco quali sono.

 

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Poesie di Pasqua per bambini della scuola dell'infanzia

 

  • 1. L’ulivo benedetto (Giovanni Pascoli)

Oh, i bei rami d’ulivo! chi ne vuole?

Son benedetti, li ha baciati il sole.

In queste foglioline tenerelle

vi sono scritte tante cose belle.

Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto

metteteci l’ulivo benedetto!

Come la luce e le stelle serene:

un po’ di pace ci fa tanto bene.

 

  • 2. Dall’uovo di Pasqua (Gianni Rodari)

Dall’uovo di Pasqua

è uscito un pulcino

di gesso arancione

col becco turchino.

Ha detto: “Vado,

mi metto in viaggio

e porto a tutti

un grande messaggio”.

E volteggiando

di qua e di là

attraversando

paesi e città

ha scritto sui muri,

nel cielo e per terra:

“Viva la pace,

abbasso la guerra”.

 

  • 3. Resurrezione (Giovanni Pascoli)

Che hanno le campane

che squillano vicine,

che ronzano lontane?

È un inno senza fine

or d’oro, ora d’argento

nell’ombre mattutine…

 

  • 4. E’ Pasqua (Roberto Piumini)

Alla Pasqua

dell’anno passato

un palloncino

mi era scappato.

Mi era scappato

nell’alto del cielo,

io lo guardavo

e piangevo piangevo.

Anche quest’anno

un pallone è volato

ma io ho riso

felice e beato.

Il palloncino

è andato lassù

ma io quest’anno

non piango più.

 

  • 5. Pasqua (L. Schwartz)

I cieli sono in festa

la Pasqua si ridesta,

canta felice il cuore:

è risorto il Signore!

 

  • 6. Il pulcino marziano (G.Rodari)

Ho visto, a Pasqua, sbarcare

dall’ uovo di cioccolato

un pulcino marziano.

Di certo il comandante

di quell’ uovo volante

di zucchero e cacao

con la zampa ha fatto ciao.

E il gatto. Per la sorpresa

non ha detto neanche: “Miao”.

 

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Poesie di Pasqua per bambini della scuola primaria

 

  • 7. Pasqua (Guido Gozzano)

A festoni la grigia parietaria

come una bimba gracile s’affaccia

ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia

sul bosco triste, ché lo intrica il rovo

spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo

il richiamo di Pasqua empie la terra

con l’antica pia favola dell’ovo.

 

  • 8. La Domenica dell'Olivo (Giovanni Pascoli)

Hanno compiuto in questo, dì gli uccelli

il nido (oggi e la festa dell olivo)

di foglie secche, radiche, fuscelli;

quel sul cipresso, questo su l'alloro,

al bosco, lungo il chioccolo d'un rivo,

nell'ombra mossa d'un tremolio d'oro.

E covano sul musco e sul lichene

fissando muti il cielo cristallino,

con improvvisi palpiti, se viene

un ronzio d'ape, un vol di maggiolino.

 

  • 9. La Domenica delle Palme (Marino Moretti)

Chinar la testa che vale?

E che val nova fermezza?

Io sento in me la stanchezza

del giorno domenicale,

mentre la madre mia buona

entra con passo furtivo

nella mia stanza e mi dona

un ramoscello d’ulivo…

E se’n va. Tutto quello

ch’ella vuol dirmi lo dice

a questo suo ramoscello

che adornerà una cornice:

adornerà la cornice

dorata a capo del letto

l’ulivo ch’è benedetto,

l’ulivo che benedice;

porterà pace e abbondanza

nelle casette più sole,

rallegrerà un po’ la stanza

dell’infermo, senza sole,

ricorderà poi con tanta

fede l’ingresso solenne

di Cristo a Gerusalemme

nella domenica santa!…

Ulivo, e a me che dirai?

Le stesse cose anche tu?

se una parola: giammai,

se due parole: mai più?

Nulla tu doni al mio cuore

che lo consoli un istante,

ed il mio sguardo tremante

non vede in te che un colore:

il color triste di tutto

il mondo che non ha sole

e piange tacito e vuole

vestirsi di mezzo lutto;

il colore della noia

e dei fiori di bugia,

il colore della mia

giovinezza senza gioia;

il colore del passato

che ritorna ben vestito,

il color dell’infinito

e di ciò che non è stato;

il color triste dell’ore

così lente a venir giù

dai lor numeri, il colore

che non è colore più.

 

  • 10. Gesù (Giovanni Pascoli)

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,

campagne sotto il mietitor rimorte,

il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte

delle case, dicendo: Ave, Profeta!

Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta

di grano, e disse: Se non è chi celi

sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:

e voi, fanciulli, intorno lui correste

con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste

brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,

temo per l’inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:

-Il figlio Giuda bisbigliò veloce-

d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce

morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi

-No-, mormorò con l’ombra nella voce

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

 

  •  11. Pasqua (Ada Negri)

E con un ramo di mandorlo in fiore,

a le finestre batto e dico: «Aprite!

Cristo è risorto e germinan le vite

nuove e ritorna con l’april l’amore

Amatevi tra voi pei dolci e belli

sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,

uomini della penna e della guerra,

uomini della vanga e dei martelli.

Aprite i cuori. In essi irrompa intera

di questo dì l’eterna giovinezza ».

lo passo e canto che la vita è bellezza.

Passa e canta con me la primavera.

 

  • 12. Specchio (Salvatore Quasimodo)

 

Ed ecco sul tronco

si rompono gemme:

un verde più nuovo dell’erba

che il cuore riposa:

il tronco pareva già morto,

piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;

e sono quell’acqua di nube

che oggi rispecchia nei fossi

più azzurro il suo pezzo di cielo,

quel verde che spacca la scorza

che pure stanotte non c’era.

 

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