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Peritonite nei bambini: le cause e come si cura

di Simona Bianchi - 06.07.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La peritonite è un'infiammazione del peritoneo. Come si manifesta, quali sono le possibili complicazioni e come si fa la diagnosi

In questo articolo

Peritonite nei bambini

La peritonite è un'infiammazione grave dell'appendicite che può essere causata dalla rottura dell'appendice che dissemina il contenuto dell'intestino nella cavità addominale. La probabilità di rottura dell'appendice dipende dall'età del bambino. Le rotture dell'appendice si verificano nel 65% circa dei bambini al di sotto dei 5 anni di età e in fino al 90% dei bambini al di sotto dei 2 anni di età. La peritonite può essere generalizzata quando si estende a tutta la cavità peritoneale, oppure rimanere localizzata in un punto.

Le cause della peritonite

Come già detto, la più comune causa di peritonite generalizzata nei bambini è rappresentata dall'appendicite acuta perforata. Meno frequenti sono i casi di peritonite causati dalla perforazione del Diverticolo di Meckel, dalla perforazione dell'intestino tenue nella Porpora di Schönlein-Henoch, e/o dalla perforazione intestinale nel corso di gravi enterocoliti (tifo addominale, rettocolite ulcerosa, colite amebica). Casi di peritonite acuta nei più piccoli sono frequenti data l'immaturità dei sistemi di difesa addominale, o a causa di condizioni anatomiche come la larga base di impianto dell'appendice rispetto al calibro del viscere stesso, e infine al fatto che sotto i due/tre anni i piccoli sono meno comunicativi e fanno più difficoltà a far capire di avere dolori addominali.

Come si manifesta la peritonite nei bambini

L'Ospedale Banbino Gesù elenca i sintomi che fungono da segnale della peritonite nei bambini che sono:

  • Dolore addominale, utile per individuare la zona del processo iniziale
  • Vomito, spesso compare tardi ed è conseguenza di una paralisi intestinale provocata dalla stessa peritonite
  • Febbre, sempre presente e varia in rapporto alla gravità del processo infettivo

Nei bambini più piccoli può essere presente una notevole distensione dell'addome associata alla contrazione addominale. Nelle forme avanzate si può manifestare tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), il pallore, la secchezza delle mucose e una riduzione della diuresi, quantità di urina, provocata dalla disidratazione.

Come si fa la diagnosi e quando consultare il chirurgo

La diagnosi della peritonite nei bambini è essenzialmente basata sui sintomi. In aiuto del chirurgo può essere fatta una valutazione degli indici generici di infiammazione (PCR e conteggio dei globuli bianchi). Normalmente in caso di infezione gravi i globuli bianchi dovrebbero essere elevati, ma in alcuni casi paradossalmente il numero potrebbe essere ridotti a causa di una depressione del midollo osseo, causata dalla elevata virulenza dell'infezione, e/o di un intrappolamento dei globuli bianchi all'interno della cavità addominale. Per confermare la diagnosi può infine essere utile un'ecografia. Se il bambino riferisce sintomi gravi, quali febbre o vomito, è sempre preferibile rivolgersi a un chirurgo per evitare ritardi nella diagnosi che possono provocare ricoveri prolungati e complicazioni postoperatorie.

Come si cura la peritonite

In caso di diagnosi certa di peritonite acuta diffusa, è necessario l'intervento chirurgico che ha la duplice funzione di trattare la causa della malattia e di drenare la cavità peritoneale. L'operazione consiste in una pulizia della cavità addominale con liquido fisiologico. Il chirurgo posiziona nella cavità addominale uno o più drenaggi, a seconda della necessità, che hanno il compito di fare uscire i liquidi infetti che il peritoneo del piccolo paziente produrrà ancora per qualche giorno dopo l'intervento, riducendo così la frequenza di ascessi peritoneali che possono complicare il periodo postoperatorio delle peritoniti.

Le possibili complicazioni

L'uso di moderni antibiotici ha in parte ridotto la possibilità di complicanze in caso di peritonite acuta generalizzata, tuttavia, dopo l'intervento chirurgico, c'è la possibilità che la ferita si infetti (fino al 30% dei casi), mentre gli ascessi addominali e occlusioni intestinali da aderenze hanno una frequenza compresa tra il 10% e il 20% e possono richiedere un nuovo intervento chirurgico.

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