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Ibuprofene contro febbre e dolore nei bambini in età pediatrica

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10 gennaio 2020
L'ibuprofene può essere somministrato anche in età pediatrica. Questo farmaco, grazie alla sua triplice azione antipiretica, analgesica e anti-infiammatoria, agisce contro febbre e dolori lievi e moderati. A cosa serve, le istruzioni per l'uso e le cose da non fare.

 

A cosa serve l'ibuprofene

 

Febbre o dolori di varia natura nei bambini? In età pediatrica è possibile somministrare loro l’ibuprofene, un farmaco appartenente alla famiglia dei FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei) e in grado di agire, grazie alla sua triplice azione antipiretica, analgesica e anti-infiammatoria, contro febbre e dolore lieve o moderato (come mal di testa, mal di denti e mal d’orecchio, mal di gola, dolore muscolare).

 

L’ibuprofene, insieme al paracetamolo, è l’alleato numero uno nella gestione di un bambino che ha la febbre, perché contribuisce ad alleviare lo stato di malessere ad associato. Il malessere può essere legato all’aumento della temperatura corporea, che a sua volta può portare ad irritabilità, alterazioni del ritmo sonno-veglia e difficoltà nell’alimentazione.

 

Sulla base dei dati di efficacia e di sicurezza disponibili, solamente due farmaci possono essere attualmente impiegati come antipiretici in pediatria: l’ibuprofene e il paracetamolo. In Italia il paracetamolo può essere impiegato fin dalla nascita, mentre l’ibuprofene è autorizzato a partire dai tre mesi di età o dai 5,6 kg di peso corporeo.

 

In generale tra i due farmaci, l’ibuprofene sembrerebbe avere un’azione più rapida e duratura (con effetto fino a 8 ore) che si riflette talvolta in una maggiore efficacia: in altre parole da diversi studi è emerso che l’ibuprofene fornisce un maggiore sollievo da febbre e dolore rispetto al paracetamolo.

 

 

Istruzioni per l’uso

 

Come anticipato, l’ibuprofene può essere utilizzato nei bambini a partire dai tre mesi di età o di un peso superiore ai 5,6 kg. La somministrazione orale è quella da privilegiare a ogni età. Solo in caso di vomito insistente è opportuno ricorrere alle supposte.

 

Dal momento che dare farmaci ai bambini non è sempre facile, tra le formulazioni orali sono disponibili più formati (sciroppo, compresse molli masticabili, compresse orodispersibili) per rispondere alle diverse esigenze e/o preferenze nelle varie fasi dell’età evolutiva. Assecondare quindi la formulazione più gradita non è affatto una cattiva idea, anzi, può essere d’aiuto per evitare di dover rincorrere i bambini per casa.

 

Per assicurare l’efficacia del trattamento e non avere effetti collaterali, è importante che l’ibuprofene, come tutti i farmaci, venga somministrato con le dosi corrette e rispettando i tempi di attesa tra una somministrazione e l’altra,. A tale proposito, spetta sempre al pediatra stabilire di quanto farmaco ha bisogno il bambino o la bambina e per quante volte al giorno. E’ quindi importantissimo seguire la sua prescrizione.

 

In caso di terapia prolungata, si suggerisce spesso la somministrazione dei farmaci antinfiammatori a stomaco pieno per alleviare eventuali sintomi gastrointestinali come il bruciore di stomaco. Tuttavia, in caso di necessità, l’assunzione di ibuprofene può avvenire anche a stomaco vuoto: a digiuno, infatti, il farmaco produce complessivamente un sollievo più rapido. Viceversa, il cibo rallenta l’assorbimento del farmaco e quindi anche la sua velocità di azione, ritardandone l’effetto terapeutico.

 

 

Da non fare

 

Assolutamente da evitare l'uso combinato o alternato di ibuprofene e paracetamolo (l’altro farmaco raccomandato dalle linee guida per il trattamento della febbre in età pediatrica). Per cui, se si inizia il trattamento con uno dei due farmaci, è opportuno continuare con quello, salvo diverse indicazioni da parte del pediatra. Infine, il farmaco non deve essere utilizzato se l'etichetta indica che è scaduto.

 

FONTE:

 

https://www.sipps.it/pdf/editoriale/GestioneFebbreDolore.pdf