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Testi a cura di Argon Healthcare Italia

Rotavirus, le cose da sapere

 
rotavirus
13 Maggio 2019
Che cos'è, cosa comporta, come si cura e si previene la gastroenterite da rotavirus, una delle malattie più comuni dell'infanzia: in genere di lieve entità (anche se molto fastidiosa), ma anche in grado di provocare conseguenze importanti
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Rotavirus, che cos'è e che cosa provoca


Come dice il nome, il rotavirus è un virus o, meglio, un gruppo di virus: se ne contano in tutto il mondo sei diverse specie, tre delle quali pericolose per l'uomo. Si tratta di un agente infettivo responsabile di vomito e diarrea (gastroenterite), in forme che possono essere anche gravi.

 

 

Il rotavirus è la causa principale di gastroenterite virale tra neonati e bambini sotto i cinque anni e la gastroenterite da rotavirus è una delle malattie infettive più comuni nell'infanzia. Secondo un documento rilasciato nel 2017 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ogni anno in Europa diverse centinaia di migliaia di bambini sotto i cinque anni arrivano in un pronto soccorso con una gastroenterite da rotavirus. Per molti di loro – da 75 mila a 150 mila – è necessario il ricovero in ospedale.

 

 

Come si manifesta l'infezione da rotavirus


La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni. I sintomi sono tipicamente gastrointestinali, cioè vomito, diarrea molto liquida, dolore di stomaco, a volte febbre (in genere non elevata). Vomito e diarrea possono durare anche per alcuni giorni (una settimana o poco più), durante i quali il bambino può mostrarsi particolarmente inappetente.

 

 

La malattia si presenta con picchi di incidenza stagionale che si verificano soprattutto nel periodo invernale, tra novembre e marzo.

Il fatto di aver contratto il virus una volta non protegge da nuove infezioni, ma eventuali infezioni successive tendono a presentarsi in forma più leggera e questo vale soprattutto all'aumentare dell'età.

 

 

Quanto è grave l'infezione da rotavirus?


Nei paesi ad alto reddito (quelli tradizionalmente chiamati "sviluppati", come quelli dell'Europa occidentale, Italia compresa) la gastroenterite da rotavirus non è considerata, in generale, una malattia particolarmente grave. Non va però dimenticato che soprattutto nei bambini molto piccoli vomito e diarrea possono causare una disidratazione importante, che può – questa sì – essere pericolosa tanto da richiedere il ricovero in ospedale.

 

 

Anche senza arrivare a queste situazioni più gravi, si tratta comunque di una condizione molto fastidiosa, che comporta giorni di astensione dall'asilo o da scuola (e spesso anche dal lavoro, per i genitori).

 

 

Rotavirus, come si trasmette


L'infezione si diffonde molto facilmente per via oro-fecale. Il virus si trova nelle feci degli individui infetti ed è piuttosto resistente nell'ambiente: può trovarsi su molte superfici, per cui il contagio avviene attraverso cibi, acqua o oggetti contaminati da feci, ma anche tramite le goccioline di saliva. Per queste ragioni la trasmissione è particolarmente frequente in comunità affollate come gli asili nido.

 

 

 

Come si interviene


Non ci sono trattamenti specifici in grado di "curare" la gastroenterite da rotavirus, che nelle forme lievi o moderate passa da sola nel giro di qualche giorno. Importante cercare di idratare bene il bambino colpito, invitandolo a bere acqua a piccoli sorsi (preferibilmente fredda), oppure soluzioni reidratanti orali. Sembra che alcuni probiotici (in particolare Lactobacillus reuteri e Lactobacillus rhamnosus GG) aiutino a ridurre intensità e durata degli episodi di diarrea, ma in realtà su questo fronte non ci sono ancora certezze definitive.

 

 

Se vomito e diarrea sono davvero molto frequenti e abbondanti il rischio di disidratazione diventa molto elevato, specialmente se il bambino è piccolo, con pochi mesi di età. In questi casi è bene consultare tempestivamente il pediatra o portare il bambino al pronto soccorso: come già ricordato, potrebbe essere necessario il ricovero in ospedale per reidratare il piccolo paziente per via endovenosa (flebo). In media, per ogni 40 bambini si rischia di avere un ricovero per gastroenterite da rotavirus.

 

 

Come prevenire


Strategie come il lavaggio frequente delle mani e l'accurata pulizia delle superficie, specie negli ambienti di comunità, sono sicuramente da raccomandare ma hanno un'efficacia piuttosto limitata. L'unica strategia davvero efficace per prevenire l'infezione da rotavirus è la vaccinazione.
 
In Europa sono disponibili due diversi tipi di vaccino contro il rotavirus, entrambi costituiti da virus vivi, modificati in modo tale da non provocare la malattia, e da assumere per bocca (non con iniezione). Uno prevede la somministrazione di due dosi, l'altro di tre, ma in entrambi i casi la vaccinazione dovrebbe essere completata entro un periodo di tempo limitato (6 oppure 8 mesi a seconda del vaccino).

 

 

In Italia questa vaccinazione non è inserita tra le dieci obbligatorie per legge, ma è caldamente raccomandata dal Ministero della salute e viene offerta in modo gratuito. La protezione offerta dal vaccino dura alcuni anni. Poiché l'incidenza di gastroenterite da rotavirus è massima nei primi anni di vita, non sono necessari richiami dopo aver effettuato il ciclo completo di vaccinazioni antirotavirus previste nei primi mesi.
 
Una recentissima revisione degli studi clinici sui vaccini contro il rotavirus, pubblicata a marzo 2019 da un gruppo di esperti internazionali (Cochrane), ha confermato che nei paesi ad alto reddito i vaccini contro il rotavirus prevengono la grande maggioranza (80% e oltre) dei casi di più gravi di diarrea da rotavirus.

 

 

Un vaccino ben documentato

 

Come ogni altro farmaco, anche i vaccini possono causare effetti avversi, come per esempio una reazione allergica (che tuttavia si verifica molto raramente e che i centri vaccinali sono preparati ad affrontare). Nella grande maggioranza dei casi, comunque, la vaccinazione anti-rotavirus non comporta problemi gravi, tanto che la stessa revisione Cochrane sottolinea nelle sue conclusioni che "non è stato evidenziato un aumento del rischio di effetti collaterali gravi". In alcuni casi, dopo il vaccino possono verificarsi irritabilità, perdita di appetito, febbre, diarrea e/o vomito lievi. In casi ancora più rari si è verificata una condizione particolare, chiamata dagli esperti "invaginazione intestinale" (ovvero lo scivolamento di un tratto dell'intestino dentro un altro tratto dell'intestino stesso).

 

Quando evitare o rimandare la vaccinazione


Non possono essere vaccinati i bambini che: - hanno avuto una reazione allergica grave ad una dose precedente di vaccino anti-rotavirus;
- hanno immunodeficienze gravi o altre malattie che interessano il sistema immunitario;
- seguono trattamenti con cortisonici, chemioterapici, radioterapici;

   -    soggetti affetti da diarrea o vomito;
   -    chi ha avuto una storia di invaginazione intestinale o presenza di malformazioni;
   -    in caso di ipersensibilità verificatasi dopo precedenti somministrazioni di vaccino anti-rotavirus.

 

Dovrebbero rimandare la vaccinazione i bambini che:

In caso di malattie lievi come raffreddore o tosse la vaccinazione può essere fatta tranquillamente. Meglio invece aspettare la guarigione in presenza di malattie moderate o gravi, compreso vomito e diarrea importanti.


Fonti per questo articolo: materiale informativo dei Centri per il controllo delle malattie di Atlanta; Revisione Cochrane su efficacia e sicurezza dei vaccini anti-rotavirus; report sulla vaccinazione antirotavirus in età pediatrica del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.