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La situazione del morbillo e della varicella in Italia e l'esitazione vaccinale

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Fonte: Shutterstock
Tutti i dati più aggiornati rispetto a due malattie infettive ancora importanti nel nostro paese

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Quasi 1600: tanti sono stati i casi di morbillo in Italia nei primi nove mesi dell'anno, da gennaio a settembre (1). Circa una persona colpita su tre ha sviluppato delle complicazioni, poco meno di una su due ha avuto bisogno di un ricovero in ospedale e a febbraio un uomo di 45 anni è morto in seguito a complicazioni respiratorie della malattia.

Insomma, anche se molti lo considerano una malattia "minore", il morbillo continua a rappresentare un problema sanitario importante nel nostro paese. Come per altri versi lo costituisce la varicella, che secondo gli ultimi dati a disposizione colpisce in Italia circa 60 mila persone all'anno (2), per lo più bambini. "I dati lo dicono chiaramente: circa una persona su mille colpite da morbillo muore" conferma Paolo Biasci, presidente della FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, e pediatra di libera scelta a Livorno.

Morbillo: in Italia è ancora un'emergenza

Secondo i dati pubblicati a settembre dal Sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (1), nei primi nove mesi del 2019 il morbillo ha colpito 1596 persone in tutta Italia (con incidenze più elevate che sono state registrate in Lazio e Lombardia). I più colpiti sono stati giovani e adulti, ma sono stati segnalati 166 casi anche in bambini sotto i cinque anni, di cui 60 con meno di un anno.

Circa una persona colpita su tre ha sviluppato delle complicazioni (diarrea, epatite e congiuntivite le più frequenti, ma ci sono anche stati rari casi di polmonite, otite ed encefalite), circa una persona su due ha richiesto un ricovero in ospedale e un adulto di 45 anni, con altre malattie concomitanti, è morto per complicazioni respiratorie del morbillo. "Dati confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che il morbillo è una malattia seria, di cui ancora oggi, nel 2019, si può morire e sarebbe sufficiente vaccinarsi per evitare simili possibili complicanze della malattia", sottolinea Biasci.

Morbillo: la situazione nel mondo
La circolazione del morbillo non riguarda solo il nostro paese. In Europa da agosto 2018 a luglio 2019 sono stati segnalati 13113 casi: la Francia è stato il paese più colpito, seguito da Italia, Polonia, Romania e Bulgaria (3).

Ma l'emergenza è mondiale: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i casi di morbillo segnalati nei primi sei mesi del 2019 sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2018, oltre a essere i più alti in assoluto dal 2006 (4). I paesi più interessati da epidemie di morbillo, che in alcuni casi pagano anche un elevato tributo in termini di vite umane, sono Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Ucraina, ma anche Angola, Camerun, Kazakistan, Filippine, Tailandia. Intanto, gli Stati Uniti stanno registrando il maggior numero di casi negli ultimi 25 anni. Non a caso, l'Oms raccomanda a tutte le persone di proteggersi dal morbillo prima di recarsi in un'area in cui circola il virus: “I viaggiatori non protetti dovrebbero essere vaccinati almeno 15 giorni prima della partenza”.

Secondo Biasci l'introduzione della legge dell'obbligo di vaccinazione per frequentare le comunità scolastiche ha comportato una maggiore attenzione, sia da parte dei pediatri che delle famiglie, verso la necessità di prevenire la malattia attraverso una migliore informazione e consapevolezza dei rischi. "Il rapporto fiduciario che lega il pediatra di libera scelta alla famiglia rappresenta un elemento determinante nell'ambito dell'adesione alle vaccinazioni".

In molte regioni però rimaniamo ancora distanti da quel 95% di copertura della popolazione che la comunità scientifica internazionale ritiene ottimale per arrestare la circolazione del virus. "È vero, ma le coperture sono aumentate rispetto agli ultimi anni. La Toscana è l'unica regione in cui si è raggiunto il 95% per la vaccinazione del morbillo ed è anche l'unica nella quale le famiglie hanno a disposizioni sia i servizi vaccinali sia gli studi dei Pediatri di Famiglia per vaccinare i loro figli. E nel 76% dei casi scelgono di vaccinarli dal loro Pediatra, quindi è evidente il gradimento verso questa soluzione organizzativa che porta al risultato".

L'esitazione vaccinale

Parte della responsabilità di coperture vaccinali ancora non ottimali va attribuita a un fenomeno che gli esperti chiamano esitazione vaccinale, che l'Organizzazione mondiale della sanità definisce come rifiuto o riluttanza alla vaccinazione nonostante la disponibilità di vaccini. In particolare, l'Oms considera l'esitazione vaccinale così importante da includerla tra le dieci principali minacce alla salute globale del 2019 (7).

Il fenomeno è globale – interessa vari paesi in Europa e nel mondo tra i quali anche in Italia – e sempre secondo l'Oms può avere diverse cause: noncuranza nei confronti del tema, accesso scomodo ai servizi, mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni, disinformazione (7).

Secondo un'indagine condotta da ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità nel 2016 (8), il 15,6% delle famiglie italiane con bambini tra i 16 e i 36 mesi d'età mostra un atteggiamento di esitazione nei confronti dei vaccini, mentre solo lo 0,7% è francamente contrario (i cosiddetti no-vax). Si tratta di genitori convinti dell'utilità e dei benefici delle vaccinazioni, ma allo stesso tempo molto preoccupati della loro sicurezza, e in particolare di eventuali reazioni a breve e a lungo termine.

Lo studio ha anche sottolineato il ruolo chiave rivestito dagli operatori sanitari nell'informazione ai genitori riguardo alle vaccinazioni: pediatri di famiglia e altri medici sono le fonti più consultate a riguardo da parte dei genitori esitanti e pro-vaccini, ma solo l'84% dei genitori intervistati ha riferito di aver ricevuto la chiara raccomandazione a una vaccinazione completa del proprio bambino da parte del proprio pediatra.

Anche sul fronte esitazione vaccinale, tuttavia, le cose sembrano in miglioramento: dati non ancora pubblicati dello stesso gruppo di ricerca suggeriscono infatti che la percentuale di genitori esitanti sia scesa nel 2018 all'11,5% (con lo 0,5% di no-vax) (9). Anche in questo caso, è possibile che una rimodulazione dei servizi vaccinali successiva all''introduzione dell'obbligo abbia favorito l'avvicinamento di alcuni genitori. Il Dott. Biasci, del resto, non ha dubbi: la strategia vincente per superare questo atteggiamento deve passare non solo attraverso il dialogo con le famiglie.

"Quando si tratta di esitazione - afferma il Presidente FIMP - il rapporto diretto tra famiglia e pediatra (che per altro è stato 'scelto' quindi con un rapporto fiduciario che lega) è fondamentale. Come è fondamentale il fattore tempo: un conto è parlare con la mamma di vaccinazioni e poi invitarla ad andare al servizio vaccinale, un altro conto è offrirle la possibilità di vaccinare il suo bambino subito evitando spesso lunghe liste di attesa e perdite di tempo. Quanto succede in Toscana ci dimostra la validità di questa strategia che dobbiamo augurarci possa essere estesa a tutte le regioni, per venire incontro alle necessità delle famiglie e nell'interesse dei loro figli.

Varicella: la situazione in Italia

La varicella è una malattia caratterizzata da una tipica eruzione cutanea (esantema), spesso accompagnata da malessere generale e febbre.  "In genere ha decorso benigno, ma può essere molto fastidiosa", afferma Biasci. "In alcuni casi, inoltre, può anche provocare complicazioni importanti, come lesioni della pelle, polmoniti, encefaliti e riduzione della capacità di coagulazione del sangue". Sono casi rari ma possono portare a conseguenze importanti o addirittura a morte, in particolare in neonati, persone anziane o con sistema immunitario compromesso (10). In generale, la gravità dei sintomi e delle complicazioni tende a crescere con l'età (11).

Se contratta da una donna incinta nel primo o secondo trimestre di gravidanza la varicella può trasmettersi al feto, causando una sindrome detta della varicella congenita che può comportare malformazioni cerebrali e agli arti. I bambini che sono stati esposti al virus della varicella in utero dopo la ventesima settimana di gestazione, invece, possono sviluppare una varicella asintomatica. La situazione torna grave se la mamma manifesta la malattia tra cinque giorni prima e due dopo del parto: in questo caso, per fortuna raro, può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, potenzialmente mortale (12).

Infine, bisogna ricordare che se è anche vero che l'infezione da parte del virus varicella-zoster produce in genere immunità permanente (è molto raro sviluppare due volte questa malattia), è altrettanto vero che dopo l'infezione stessa il virus non viene completamente eliminato dall'organismo, ma può rimanere in forma latente – anche per tutta la vita – a livello dei gangli delle radici nervose spinali. Nel 10-20% dei casi, il virus latente può risvegliarsi a distanza di anni o addirittura di decenni, provocando l'herpes zoster, il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio" (12). Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2013, la varicella colpisce nel nostro paese circa 60 mila persone all'anno, con 99 casi ogni 100 mila abitanti (2).

Fonti per questo articolo:

1 Morbillo e rosolia news, Rapporto 56 - ottobre 2019, ISS;

2 Varicella, aspetti epidemiologici, su Epicentro, 8 marzo 2018;

3 Monthly measles and rubella monitoring report, September 2019, European centre for disease prevention and control;

4 New measles surveillance data from WHO, 12 august 2019;

5 Vaccinazioni dell'età pediatrica. Anno 2018 (coorte 2016);

6 Vaccinazioni dell'età pediatrica. Anno 2018 (coorte 2011):

7 Ten threats to global health in 2019, WHO,

8 C. Giambi et al, Parental vaccine hesitancy in Italy – Results from a national survey, in "Vaccine", Vol. 36, 1 February 2018;

9 F. D'anconra et al, The law on compulsory vaccination in Italy: an update 2 years after the introduction, in Eurosurveillance, Vol. 24, June 2019.

10 Surveillance of Varicella and Herpes Zoster in Europe as of November 2010, 23 novembre 2011,  European centre for disease prevention and control;

11 A Bechini et al, Impact of universal vaccination against varicella in Italy, in Human Vaccines & Immunotherapeutics, Vol. 11, pp. 63-71, 2015.

12 Varicella, informazioni generali, su Epicentro.

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